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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
1 novembre 2009

Le stravaganze della Lega e la disponibilità dei pugliesi

Pubblichiamo alcune dichiarazioni sulla proposta del Consigliere Regionale Veneto, Emilio Zamboni (Lega Nord), che sta facendo molto discutere.

Ferie in Puglia per la "ronda delle tasse" - Corriere del Mezzogiorno 29-10-09 (leggi l'articolo originale):

La proposta potrebbe essere sintetizzata così: settentrionali in vacanza al Sud per svolgere com­piti da «ronda» delle tasse. Coniu­gare cioè, il diritto alle ferie con l’attività di controllo sugli investi­menti compiuti nel Mezzogiorno. E dal Veneto parte la proposta di un bonus di mille euro da spen­dere in Puglia per ogni famiglia che sceglie di trascorrere le vacan­ze nella regione meridionale: l’idea è del consigliere regionale della Lega Nord Emilio Zamboni per creare una sorta di «gemellag­gio » turistico tra le due regioni e permettere ai veneti, soprattutto, «di controllare da vicino dove fi­nisce parte delle loro tasse». «Ogni regione del Nord deve pa­gare le tasse anche per una regio­ne del Sud - spiega Zamboni in un comunicato diffuso dal grup­po consigliare veneto del Carroc­cio - . Da una ricerca risulterebbe che il Veneto per le sue dimensio­ni corrisponde circa alla Puglia, quindi molto probabilmente i no­stri soldi finiscono proprio lì». Il consigliere della Lega propone di «dare un bonus di mille euro a ogni famiglia veneta da spendere solo in Puglia», una cifra giudica­ta «sufficiente, perchè in Puglia la vita costa meno» che in Vene­to. «Con questo gemellaggio ­conclude Zamboni - diamo la pos­sibilità ai veneti di controllare da vicino dove finisce parte delle lo­ro tasse e di verificare di persona se i soldi vengono spesi bene». Il consigliere veneto si chiede peral­tro come mai «molti beni prodot­ti al nord e trasportati per più di mille chilometri finiscano sul mercato pugliese ad un prezzo in­feriore a quello praticato in set­tentrione » .

Attenti al turista spione del Veneto - La Gazzetta del Mezzogiorno del 30-10-09 (leggi l'articolo originale):
Quanto sono noiosi questi antimeridionali. L’ultima trovata è di tal Emilio Zamboni, consigliere regionale veneto della Lega Nord. Ha proposto che a ogni famiglia della sua regione sia assegnato un bonus di mille euro perché vengano in vacanza in Puglia. Uno dice, che bello, grazie. Ma siccome a questo mondo nessuno mediamente fa niente per niente, il dubbio è che nella proposta ci sia la fregatura.
 Con pronta conferma: devono venirci soprattutto per controllare se sono spesi bene i loro soldi, quelli che i veneti pagano con le tasse e che poi lo Stato passerebbe al Sud, Puglia compresa. Insomma vacanza a fine di spionaggio, li immaginiamo già farci domande a trucco su questo e quell’altro, in costume da bagno e col metro misurare le cabine troppo lussuose, nottetempo nelle città con la macchina fotografica per beccare le insegne lasciate accese.
 Si potrebbe subito dire, allo Zamboni, che i loro presunti soldi li spendiamo per far stare meglio in vacanza proprio i signori veneti, che amano alla follia la Puglia, ma tant’è. E poi, siccome le cavolate sono come le ciliegie, una tira l’altra, il suddetto si chiede come mai molte merci del Nord trasportate al Sud per più di mille chilometri, poi vengono vendute al Sud a prezzo minore che al Nord. 
Dovrebbe andare a chiederlo ai suoi compaesani produttori. E ricordarsi che il Nord si prende l’olio e il vino sfusi del Sud e poi glieli rivende a un prezzo da rapina, ma purtroppo è il Sud a farsi rapinare perché il suo vino e il suo olio non se li imbottiglia da sé con le sue etichette. Ciò che importa però non è il conto della spesa, ma l’aria che tira.
 Ora però siccome i leghisti sono un po’ sboccati, fanno i ruzzulani ma non scendono affatto dalla montagna, l’uscita del consigliere veneto non è casuale. Si lavora al federalismo, e la si spara grossa per ottenerne le migliori condizioni a danno altrui. Ciò che per loro significa tenersi quanti più soldi possibile, con tanti saluti all’unità d’Italia della quale gli interessa poco e niente. Ma non fino alla secessione, che minacciano ma non faranno mai perché non sono stupidi e non gli conviene, a quale Sud poi vendono?
 E quanto a ciò che sarebbe stato elargito al Sud, è altrettanto noioso stare a ricordare l’esempio principe, la Cassa per il Mezzogiorno, e non solo. Per calcolare appunto quanto di quel denaro pubblico sia stato dato al Sud, ma sia poi tornato al Nord i cui prodotti il Sud ha consumato. E quanti appalti, commesse, servizi, lavori, forniture al Sud siano finiti a imprese del Nord, che al Sud hanno concesso solo i subappalti, cioè le briciole. E quanto dello sviluppo del Nord sia dovuto ai soldi risparmiati dai meridionali che le banche hanno prestato poi al Nord. E quanto dello sviluppo del Nord sia dovuto ai meridionali che vi lavorano: è stato calcolato più di un quinto. E quanti dei profitti di imprese settentrionali al Sud siano tassati al Nord (dove hanno sede legale), quel Nord che per bocca dello Zamponi si lamenta di dare i suoi soldi al Sud.
 Il problema del Sud è nei suoi molti peccati, negli sprechi che comunque ci sono stati ma non fino al punto di dire che è stato tutto uno spreco. Però non è scritto da nessuna parte che dobbiamo morire tutti leghisti. E per chiederselo anche nel Popolo della Libertà, che con la Lega Nord è alleato, devono essere scocciatini anche loro. Come ha dimostrato in questi giorni la baruffa sul pur competente Tremonti, il ministro più leghista dei non leghisti, che i suoi colleghi di partito non sopportano più anche per questo. E che, di fronte alle critiche e al gelo di Berlusconi compreso, Bossi ha rilanciato nel suo eterno poker, proponendolo addirittura unico vice primo ministro. Come dire, Lega padrona del governo.
 Ma se non dobbiamo morire tutti leghisti, non è neanche detto che dobbiamo morire tutti sudisti sporchi, brutti e cattivi. E stare eternamente in attesa che i grandi partiti nazionali si decidano a considerare il Mezzogiorno l’unico in grado di far sviluppare l’intero Paese.
Quindi Sud non problema, ma soluzione. E in attesa che qualcuno una volta per tutte si studi cosa al Sud non ha funzionato e perché. Magari per buttare a mare il pregiudizio e la propaganda antimeridionali che massacrano il Sud dall’Unità a oggi, mica da poco.
 Un Partito del Sud può far comodo alla Lega che così può dire, bene, voi da una parte noi dall’altra. Ma il Sud non può continuare a sfogliare la margherita e farsi impallinare dallo Zamboni di turno. Mentre magari il sottosegretario Miccichè, cioè uno di questo governo, rivela che un Partito del Sud non dispiacerebbe neanche a Berlusconi per non rimanere ostaggio di Bossi. Atroce sospetto: vuoi vedere che hanno capito prima loro che noi che il Partito del Sud non sarebbe un’idea malvagia?

La puglia è terra d'incontri, i veneti vengano pure - Quotidiano di Puglia 01-11-09:
Lettera aperta di Domenico Del Vecchio, Presidente dell'Oleificio Cooperativo CC DD PP di Ostuni al Consigliere Emilio Zamboni.

Egregio Consigliere Emilio Zamboni, ho letto con attenzione la sua proposta "provocatoria" rivolta al Consiglio Regionale Veneto, al quale chiede di creare un "gemellaggio turistico tra le due regioni e permettere ai veneti di controllare da vicino dove finisce parte delle loro tasse e controllare se i soldi vengono spesi bene".
Intendiamo risponderle con qualche informazione in merito alla nostra attività e, allo stesso tempo, confermando disponibilità e ospitalità.
In primis, la struttura che presiedo rappresenta circa 400 piccoli e medi produttori olivicoli del Comune di Ostuni, che da cinquant'anni trasforma e commercializza il prodotto principe del nsotro territorio: l'olio extravergine di oliva.
Ed è proprio da questo prodotto e dalla sua pianta, che vorremmo partire.
L'olio, da sempre, rappresenta un simbolio di unione e incontro tra le genti, con la sua storia millenaria racconta ai tanti visitatori di Puglia, la cultura e il tempo di queste terre, le fatiche, le sfide, le ambizioni e, perchè no, le sconfitte e le ingiustizie.
Una pianta "universale" e "unica" da amare e riscoprire, così come il suo prodotto.
Da tempo, infatti, la nostra struttura è impegnata in una campagna di promozione e divulgazione della "cultura dell'olio extravergine di oliva", in un viaggio che lega cultura, territorio, storia, produzione, qualità e salute.
Le confessiamo, peraltro, che sono sempre più numerosi i nostri ospiti, suoi conterranei, che nel periodo estivo accettano di scoprire i sapori della Puglia.
Il nostro impegno, quindi, Cons. Zamboni, è rivolto in particolar modo al voler "ospitare" la sua provocazione, dimonstrando nel nostro piccolo come con senso del dovere e rispetto per le istituzioni ed il Paese, si può crescere, senza trascurare il territorio e le sue potenzialità.
Pensi ad un tour guidato tra diverse realtà pugliesi, pubbliche e private, al fine di chiarire i vostri dubbi e, allo stesso tempo, arricchire "pugliesi" e "veneti" con un gemellaggio culturale che guardi in avanti.

Commento del caporedattore Rosanna Metrangolo
Caro Sig. Del Vecchio, io penso che spesso le "stupidaggini" nascano dalla non conoscenza delle cose unita ad una disposizione del cuore non proprio benevola.
Che la trovata del consigliere regionale della Liga veneta sia stupida, oltre che offensiva, ci sembra persino scontato.
La sua risposta, invece, è una lezione di stile per il garbo con cui invita i turisti veneti a venire in Puglia con lo spirito del viaggiatore che vuole conoscere, scambiare esperienze e saperi, in un dave e avere che va oltre la logica della contabilità, della convenienza e dell'utile aritmentico e risponde invece al bisogno dell'anima, del nutrimento spirituale, del respiro che mette le ali alcervello e scopre approdi sempre diversi, sempre nuovi e per questo affascinanti.
Lei parla dell'ulivo, pianta cara agli dei, dell'olio che ci accompagna dal primo vagito fino all'ultimo alito di vita.
Lei cita la cultura di una coltura che, peraltro, non è certo solo nostra, ma che da noi ha la forma contorta e millenaria dei tronchi di quegli alberi che colorano d'argento i nostri orizzonti.
Sono certa che i veneti spenderanno al meglio il bonus proposto dal loro assessore e verranno non per spiarci ma per scambiare con noi la gioia di essere cittadini di un unico Paese.

31 gennaio 2009

"I bisognosi di Ostuni pesano di più": risponde il dirigente del Comune di Ostuni

In merito al mio articolo "I bisognosi di Ostuni pesano di più", pubblicato sul numero di novembre 2008 del mensile Osservatorio, risponde con una lettera al direttore della testata, il Coordinatore dell'Ufficio di Piano dell'Ambito Territoriale Sociale e dirigente settore servizi sociali del Comune di Ostuni, dott. Antonio Minna.

Ecco il testo della lettera apparsa nel numero di dicembre 2008:

Gentile Direttore,
ho letto con interesse l'articolo I bisognosi di Ostuni pesano di più, a proposito della erogazione dell'assegno di cura alle persone non autosufficienti dell'Ambito Territoriale Sociale.
Lo sottoscrivo in gran parte, condividendo alcune perplessità sollevate e lo "spirito" pungolatore che deve assolutamente appartenere ai giornalisti locali.
Ma alcune precisazioni mi sembrano doverose.

Le risorse per l'assegno di cura, previste dal bando nel 2007 pari a 309.980 euro, come da voi correttamente riferito, sono state incrementate in un primo tempo con un finanziamento supplementare della Regione (110.000 euro), e poi con altre risorse del Piano di Zona, fino a raggiungere la cifra attuale di circa 740.000 euro.
Ad oggi, sono il liquidazione 73 contributi, ai quali se ne aggiungeranno nelle prossime settimane circa altri 60, rispetto ai circa 1.300 richiedenti.
Una goccia nel mare, evidentemente!

Perchè vi siano meno fasanesi in testa alla graduatoria, francamente, non saprei dire: è una cosa che potremmo approfondire, anche se ritengo non sia questo il punto centrale.
Dice bene il giornale affermando che non si possono ipotizzare manomissioni alla graduatoria generale, frutto della pura e meccanica integrazione fra le graduatorie comunali, anche se poi si contraddice ventilando il sospetto che abbia influito negativamente l'asserita capacità gestionale del Comune di Fasano rispetto ad Ostuni.

Tra l'altro la gestione della graduatoria di Ambito è interamente affidata al Comune di Cisternino e non ad Ostuni.

A me pare che le questioni più rilevanti sollevate dall'articolo siano due: pochi beneficiari sui 1.500 richiedenti, che fine fanno le altre persone? Ed ancora: come e da chi è valutata la non autosufficienza?

La prima questione: purtroppo gran parte del peso continua a ricadere sulle famiglie.
Come è noto, il Fondo Nazionale per la non autosufficienza, istituito solo da quest'anno (governo Prodi), comincia già a non avere certezze per il futuro (con la finanziaria di quest'anno).
La Regione Puglia ha approvato recentemente le linee guida per l'intervento specifico e nei prossimi mesi saranno assegnati agli Ambiti i fondi e potranno partire i nuovi bandi.
Di sicuro continuerà ad esserci uno scarto notevole tra richiedenti e beneficiari, perchè le risorse disponibili restano sempre pur poche.
Il Piano di Zona ha previsto anche progetti per disabili gravi ed a giorni partiranno i relativi bandi, con una disponibilità di circa 200 mila euro.

La seconda questione mi sembra ancora più pregnante.
Quella della valutazione socio-sanitaria della non autosufficienza apparve sin da subito come una questione cruciale.
L'Ambito ha impiegato inutilmente parecchi mesi per trovare la collaborazione dei medici di famiglia, nel tentativo di arrivare per ogni singolo caso a una valutazione congiunta con l'Assistente Sociale.
L'incontro convocato insieme al Distretto sanitario con i medici di Fasano, per esempio, il 19 dicembre dell'anno scorso, andò deserto.
Per questio decidemmo di scindere la procedura di valutazione: l'Assistente Sociale comunale ha infatti visitato tutte le famiglie interessate, per verificare e confermare i dati dichiarati nella domanda dalle famiglie.
Al medico di famiglia è stato chiesto di completare una scheda per indicare il grado di non autosufficienza del suo paziente.

Le verifiche, quindi, sono state fatte, anche se, ne siamo consapevoli, qualcosa non ha funzionato.

Di sicuro ne faremo tesoro per il prossimo bando, perchè l'esperienza ci servirà per migliorare il meccanismo.

20 dicembre 2008

I bisognosi di Ostuni pesano di più?



Sta facendo discutere i diretti interessati e anche qualche addetto ai lavori la recente attribuzione dell'assegno di cura a persone non autosufficienti e ai loro nuclei familiari, dato a 54 famiglie nell'ambito del Piano di Zona per il progetto "Supporto alla domiciliarità".
Il bando, riferito all'anno 2006, è finanziato con apposite risorse provenienti dall'assessorato regionale alla solidarietà per un importo di euro 218.900, e con quelle provenienti dal Piano di Zona per 91.080 euro, per un totale complessivo di 309.980 euro.
La finalità del progetto, che vede insieme, in un unico intervento, i Comuni di Fasano, Ostuni e Cisternino, è quella di "rimuovere ovvero ridurre l'incidenza che i vincoli economici e il disagio derivante da reddito insufficiente possono esercitare sulla scelta e sulla capacità di un nucleo familiare di prendersi carico, per la parte di competenza, del lavoro di cura di una persona in condizione di fragilità derivante da non autosufficienza, favorendo così il ricorso ai servizi domiciliari e comunitari per prolungare la permanenza del soggetto non autosufficiente nel proprio contesto familiare".
Destinatari di questi contributi economici sono le persone con disabilità fisica, psichica o sensoriale in condizioni di non autosufficienza grave, che vivono da soli, e i nuclei familiari in cui vivano da almeno un anno, alla data del 30-10-2006, una o più persone non autosufficienti per le quali sia possibile una adeguata assistenza a domicilio.
Per rientrare nelle condizioni di ammissibilità, è necessario che l'ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) del reddito familiare non sia superiore a 40 mila euro, e che il reddito della persona non autosufficiente nell'anno fiscale 2005 non sia stato superiore ai 25 mila euro.
Ovviamente, la graduatoria viene stilata in base ad alcuni criteri espressamente stabiliti dal bando, che privilegia redditi più bassi.
Sono state dunque presentate ben 1.321 domande di cittadini residenti nei tre Comuni di Fasano, Ostuni e Cisternino.
Il dato che lascia perplessi è che a fronte di 493 domande presentate da fasanesi (pari al 37,32%), 462 presentate invcece da ostunesi (34,98%) e 366 da cistranesi (27,70%), sono stati erogati 54 contributi (con assegni da 6.000 a 5.400 euro annui, fino all'esaurimento dei fondi disponibili) così ripartiti: 39 (pari al 72,22%) a richiedenti di Ostuni, 10 (18,52%) a richiedenti di Cisternino e solo 5 (9,26%) a cittadini di Fasano.
Un caso molto singolare, considerando anche che Ostuni ha 32.514 abitanti, mentre Fasano ne ha ben 38.271 (secondo i dati Istat 2007).
Non potendo assolutamente ipotizzare che siano state fatte manomissioni alle graduatorie, perchè ogni Comune attraverso il proprio ufficio dei servizi sociali esamina le singole pratiche attribuendo loro un punteggio che poi determina la classifica finale, viene il sospetto che siano stati usati parametri di valutazione leggermente differenti e un pò discutibili.
C'è infatti chi sostiene che per stilare la graduatoria siano state prese come oro colato le dichiarazioni degli utenti in base alla documentazione presentata.
E si fanno degli esempi: un cieco ha invalidità e accompagnamento, ma può svolgere alcune funzioni della vita che lo rendono autonomo.
Un soggetto con distrofia muscolare, che sta a letto, va invece accudito per tutte le cose essenziali.
Sono state valutate caso per caso queste situazioni?
La risposta pare sia negativa: la verifica dei singoli soggetti sarebbe stata fatta solo a chi è risultato idoneo, e la valutazione è stata effettuata solo sulla base della documentazione clinica (certificato d'invalidità).
Fra chi ha usufruito del contributo risulterebbero soggetti handicappati che vivono da soli con il proprio unico reddito.
Ma come fa un disabile non autosufficiente a vivere da solo?
E' assai improbabile che un soggetto non autosufficiente possa vivere da solo, salvo i casi un cui ci sia un minimo di autonomia.
E nel bando non è prevista la verifica dell'autonomia, ne è stata chiesta una documentazione specifica e aggiornata.
In più, fra coloro che hanno compilato la graduatoria non è prevista la componente medica, che può valutare lo stato di autonomia del soggetto.
A quanto pare, la graduatoria è stata elaborata attraverso un computer in base a semplici parametri: reddito, certificato di invalidità e accompagnamento.
Non è un pò riduttivo? Perchè non sono state verificate concretamente le diverse situazioni soggettive?
Le verifiche sono stae fatte dall'ufficio ai servizi sociali di appartenenza del richiedente.
E' opinione diffusa, che tale verifica non possa farla solamente l'assistente sociale, perchè non ha le competenze professionali per giudicare l'autonomia clinica.
Nella commissione occorrerebbe anche la presenza di un medico.
Quindi, il tutto si è risolto sulla base di un'autodichiarazione del soggetto, previa verifica solo nel caso in cui lo stesso risultava assegnatario dell'assegno di cura.
Ma, per esempio, si dice che non si sia entrati nel merito della verifica dei certificati ISEE.
In qualche caso, pare che alcuni beneficiari, previa opportuna "suddivisione" del domicilio, abbiano potuto usufrire di un cerficato ISEE dal quale risulta solo il reddito del soggetto invalido.
E nessuno in fase di verifica si sarebbe posta la domanda di come possa un soggetto non autosufficiente avere come unico reddito il suo e vivere da solo.
A riprova di come ci sia qualcosa che non funziona nei criteri adottati per la compilazione della graduatoria, si porta qualche esempio.
Un cieco che vive da solo, con ISEE basso, assistito dai familiari, ma che sullo stato di famiglia risulta unico residente, riceve l'assegno.
Un'anziana donna che vive non marito ottantenne e figlia, con ISEE più alto, affetta da demenza senile, e che abbisogna di assistenza 24 ore su 24, non riceve l'assegno.
E come caso clamoroso di esclusione dalla graduatoria si porta quello di un giovane 35enne  affetto da patologia neurologica degenerativa, che non ha nessuno che lo assista e non ha alcun reddito, ma risulta proprietario di una casa perchè gli è stata intestata da alcuni parenti.
Sono comunque situazioni di grande disagio sociale che meriterebbero maggiori attenzioni.
E qui non si vuole discutere chi merita e chi no, ma il metodo con il quale è stata stilata e il modo in cui sono state fatte le verifiche.
Il dramma è che, su una graduatoria di quasi 1.500 persone del distretto sanitario Cisternino - Fasano - Ostuni che abbisognano di aiuto, solo a 54 è stato riconosciuto l'assegno: che fine fanno le altre persone?
Gli aventi diritto al contributo, che oscilla tra i 450 e i 500 euro mensili, sono stati quantificati in base ai soldi disponibili per l'ambito territoriale.
Come già detto, però, c'è una cosa che salta subito all'occhio: la maggior parte dei beneficiari sono di Ostuni. Perché?
Sorge il sospetto che in questa prevalenza ostunese giochi un ruolo il fatto che il Comune di Fasano, purtroppo, per propria incapacità gestionale, abbia totalmente delegato al Municipio della "Città Bianca" le funzioni di Comune capofila del cosiddetto "Ambito Territoriale Sociale".

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