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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
18 marzo 2009

Polignano ha detto addio alla TriCom. E noi?

Articolo pubblicato sul mensile di attualità fasanese Osservatorio n. 2 di Febbraio 2009

Paese che vai, usanze che trovi. Il famoso detto popolare si dimostra quanto mai attuale nella vicenda cittadina in materia di tributi e azioni istituzionali, per non parlare di misteriosi “problemi politici interni” che portano gli enti locali ad agire in modo differente.
Ma cerchiamo di andare per ordine.
L’oramai nota vicenda politica della riscossione dei tributi, che vede al centro la società mista Tri.Com. spa, giunge al capolinea.
Le somme mancanti sono state recuperate, il consiglio comunale ha deciso di andare dritto per la sua strada, gli atti sono stati trasmessi alle autorità competenti e tutti i legami intercorsi tra il Comune e la società sono definitivamente chiusi.
Il Comune in questione, però, non è quello di Fasano, ma quello di Polignano a Mare, socio pubblico della Tri.Com spa per una quota del 46% del capitale sociale.
L’altro comune che detiene il 5%, Fasano, non ha invece dimostrato la stessa voglia di andare avanti in questa “battaglia”.
Sarà perché a Polignano esistono amministratori responsabili e attenti al futuro della città? Questo non possiamo certo dirlo noi, ma sicuramente si può affermare che l’amministrazione comunale polignanese (centrodestra) ha dato concretezza alle azioni che da mesi vengono scritte su carta.
Per capire quali sono stati i motivi di tale scelta, abbiamo ascoltato Angelo Bovino, sindaco di Polignano a Mare, che cortesemente ci ha rilasciato un’intervista esclusiva.
“Le inadempienze registrate nel tempo e i ritardi nei riversamenti dei tributi nelle casse comunali da parte della San Giorgio spa – spiega il dott. Bovino ad Osservatorio – hanno portato non pochi disagi e preoccupazioni. A seguito di ciò, abbiamo monitorato costantemente la situazione, anche sulla scorta di altre vicende simili che nel frattempo si stavano verificando in altre città italiane. Insomma, in un periodo di crisi come questo, non potevamo certo esporre le casse comunali a un rischio. Così, abbiamo deciso di correre ai ripari e mettere la parola fine a questa storia, caratterizzata da inadempienze, disservizi, carenze e, soprattutto, scelte politiche poco chiare”.
Come siete giunti a questa decisione?
“Già nel Natale 2007 ci siamo occupati del problema con un consiglio comunale monotematico per elaborare un documento comune, votato all’unanimità e che fu interamente costruito in aula, al fine di comprendere il presente e il futuro della riscossione tributi nel comune di Polignano a Mare, e inoltre per mettere a nudo tutte le inadempienze e anomalie che si nascondevano dietro la nascita di questa società mista”.
I Comuni di Polignano e Fasano sono la parte pubblica della società mista Tri.Com. Qual è il rapporto tra i due enti?
“Con il Comune di Fasano c’è sempre stata una forte unione d’intenti e un ottimo rapporto di cordialità. A Fasano ho molti amici e credo che le due città debbano continuare ad avere un rapporto di stima reciproca.
Fino a quando è stato possibile, tra i due comuni c’è stata un’azione sinergica, sfociata nel protocollo d’intesa (sottoscritto il 7 novembre 2008, ndr) per chiedere la risoluzione del contratto in autotutela.
Subito dopo, è stato convocato un consiglio comunale che ha deliberato la ferma volontà nel proseguire su questa strada.
Con profondo rammarico, devo dire che l’opposizione (centrosinistra) ha preferito il silenzio, dimostrando una scarsa attenzione al futuro della nostra città, forse anche per nascondere colpe politiche del passato che ci hanno portato in questa situazione.
Fasano, invece, si trova in una situazione ben diversa dalla nostra, a causa di scelte differenti dettate da problemi politici interni (sic!, ndr) sotto l’aspetto dei servizi, dei livelli occupazionali e delle somme che deve ancora ricevere dalla S. Giorgio spa. Una realtà che non spetta certo a me giudicare.
Comunque, l’intesa con il Comune di Fasano risultava quanto mai necessaria, perché siamo entrambi soci della Tri.Com. spa, e come parte pubblica dovevamo agire in sintonia per capire le cause che hanno portato la struttura a scricchiolare”.

A cosa si deve, secondo Lei, questo “scricchiolio” della Tri.Com?
“In primis, la San Giorgio spa assicurava il denaro versato dai cittadini sui suoi conti, con una fideiussione che, in pratica, garantiva i fantasmi (sic!, ndr).
Altro dato critico riguardava la cessione del 5% del capitale sociale al comune di Fasano, che non doveva essere ceduto dal socio pubblico (Comune di Polignano a Mare, ndr) ma dal socio privato (San Giorgio spa, ndr). Tutto questo, in modo da garantire una maggioranza pubblica certa che, purtroppo, col tempo, si è dimostrata solo nei numeri.
Infatti, la società Tri.Com. è stata architettata in modo da garantire una maggioranza pubblica dal punto di vista azionario, ma in termini gestionali e decisionali era il privato quello che deteneva il potere. Non a caso, nel consiglio di amministrazione era il socio privato a detenere la maggioranza.
Insomma, un percorso astuto per diminuire l’autonomia degli enti pubblici e lasciare tutto in mano al socio privato, dimostrando la “pessima” intuizione da parte degli amministratori comunali che hanno condotto questa operazione.”

Quindi, par di capire che Lei non crede nelle società miste!
“Le società miste pubblico-privato si possono fare, io sono stato un precursore in questo, ma tutto dipende dal “come” si fanno.
E’ ovvio che si può incorrere in errori, imprevisti, ma qui siamo davanti a delle scelte sbagliate, ben architettate, pensate e volute.
Per questo, la nostra azione amministrativa è stata sin da subito decisa verso uno sblocco del disservizio, un recupero delle somme non versate nelle casse comunali e una garanzia verso un servizio tributi di qualità e nel massimo rispetto delle tasche dei cittadini.”

Come giudica l’esperienza Tri.Com.?
“Io non ce l’ho con la San Giorgio, ora “Tributi Italia”, perché è un’azienda privata che opera nel settore a livello nazionale, fa i suoi interessi e cerca di fare del suo meglio.
Però, se tale azienda mette a repentaglio la sicurezza economica della città, procura un disservizio e compie una serie di inadempienze, allora, è chiaro che per me diventa un “nemico” da contrastare.
Tengo a ribadire, però, che i veri nemici dei cittadini sono stati quelli amministratori che hanno attuato scelte scellerate e pericolose, architettate ad arte per creare questa situazione, e che oggi preferiscono il silenzio o si fingono indifferenti ed ingenui.
Uomini politici che hanno assunto delle scelte contro la città, meritano di non ricoprire più nessun incarico pubblico, perché con le loro azioni si sono dimostrati dei veri e propri pericoli pubblici”.

Cosa prevede il futuro?
“Al momento, la San Giorgio spa ha impugnato il nostro atto consiliare con il quale si chiudono tutti i rapporti, perché secondo loro non sussistevano le ragioni per intraprendere una scelta così drastica.
I motivi che avvalorano la nostra scelta sono tanti, ma basterebbe dire che in questi anni è venuto a mancare un rapporto fiduciario tra i soggetti, tanto da non giustificare più alcun tipo di collaborazione.
Inoltre, mi preme dire che su questa vicenda è in corso un’indagine della magistratura, verso la quale nutro fiducia e profondo rispetto. Mi auguro che i magistrati facciano fino in fondo il proprio lavoro, accertando tutta la verità e le eventuali responsabilità.
Per quanto riguarda la gestione del servizio tributi, la nostra città ha intrapreso la strada dell’internalizzazione, con tutte le difficoltà connesse a tale scelta e stiamo lavorando per garantire sicurezza nei pagamenti, un corretto servizio di riscossione e maggiore efficienza agli sportelli.
Un percorso difficile, ma che va fatto per rispetto alla città, al futuro del territorio e di tutti i cittadini onesti che con le loro tasse contribuiscono al miglioramento della collettività.”


Le parole del Sindaco Bovino ci fanno tirare un sospiro di sollievo, perché cominciavamo a pensare che fossimo noi i visionari che per mesi hanno parlato del forte rischio a cui sono state sottoposte le casse comunali e delle scelte politiche scellerate che ci hanno condotto in questa situazione.
In questo scenario, mentre la città di Domenico Modugno ha messo le ali, decidendo di Volare via da questa vicenda, il Faso, con le sue ali rattrappite, resta fermo e immobile. Salvo smentite!

18 novembre 2008

Il consiglio dell'Autotutela!



Sinceramente non voglio annoiarvi con lunghe trattazioni sul tema Tri.Com. e, per questo, cercherò di schematizzare un po’ quello che è accaduto negli ultimi anni in materia di riscossione dei tributi comunali, in modo da fornire un quadro completo (almeno ci provo) della vicenda.
- 2003/’08: La Giunta di centrodestra del sindaco Vito Ammirabile promette di voler internalizzare la riscossione dei tributi, fino ad allora esternalizzata a favore di una cooperativa che percepiva un compenso lordo sugli accertamenti, ovvero, sull’evasione. Tale scelta, indicava la necessità di far venire a galla tutti gli evasori e allo stesso tempo, causava un invio di “cartelle pazze” per rimpinguare le casse dell’ente gestore.
Per ovviare a questo, si decise che la riscossione andava internalizzata e nel dicembre 2003 si provvedeva a fissare in 2 anni (!) un progetto di “ristrutturazione” dell’Ufficio Tributi, al fine di razionalizzare gli sprechi ed evitare disagi ai cittadini.
Il biennio sarà impiegato nella riorganizzazione di: uffici, personale, elaborazione di dati utili per la riscossione.
- 2006: Cartelle pazze? Serve una soluzione. Il consiglio comunale di Fasano delibera di “aderire in qualità di nuovo socio pubblico alla società mista Centro Tri.Com. spa”, acquistando il 5% delle azioni detenute dal comune barese, delineando così il nuovo quadro societario: comune di Polignano a Mare (49%), S. Giorgio spa (46%) e Comune di Fasano (5%). Ovviamente, per non annoiare il lettore evito di citare le percentuali relative agli aggi spettanti alla società mista e al relativo socio privato San Giorgio spa.
- Novembre 2008: Qualcuno ricorda alla città che la società Tri.Com. spa non riversa da molti mesi le entrare tributarie pagate regolarmente dai cittadini (3.549.700 euro,ndr) e l’Amministrazione Comunale corre ai ripari sollecitando i pagamenti e minacciando la rescissione del contratto di affidamento.
Nei mesi successivi, le somme ritornano nelle casse comunali, grazie anche alla predisposizione di un pagamento dei tributi mediante modello F24 in modo da evitare che i tributi passino dalla San Giorgio prima di ritornare definitivamente a Fasano.
- Gennaio-Maggio 2008: Nel primo trimestre 2008 il Comune doveva ricevere nelle proprie casse una somma pari a 595 mila euro che tarda ad arrivare. I primi giorni di maggio il sindaco sollecita nuovamente la società per chiedere il riversamento delle somme dovute, pena la continuazione di risoluzione del contratto. Nel frattempo, cala il silenzio e tutti cominciano a pensare che le cose siano ritornare alla normalità.
- Agosto 2008: Lo stesso qualcuno che aveva ricordato l’ammanco di soldi nel 2007, segnala alcune anomalie relative al contratto di affidamento del servizio di riscossione dei tributi. La segnalazione riguarda un caso simile e alcune sentenze emanate in merito dal TAR di Lecce, oltre ad un documento del Consiglio di Stato, che poggiano le loro riflessioni sulle normative europee in materia.
Vengono così poste in discussione le norme a cui deve sottostare una società mista detta “in house”, le regole da rispettare e gli adempimenti in materia di controllo da parte dell’ente pubblico che affida il servizio. Il qualcuno che pone il problema, si preoccupa di dare un consiglio all’amministrazione comunale: “Il Comune di Fasano in ogni momento e per una forma di autotutela, può procedere all’annullamento dell’atto di affidamento, che porterebbe così a rendere nulla la convenzione tra il Comune e la TriCom spa.”
- Settembre 2008: Il giorno 2 durante la seduta di Consiglio Comunale, interrogato sulla questione alla luce dell’articolo pubblicato da qualcuno nel quale si mette in discussione la “legittimità del contratto” con la Tri.Com. spa, l’assessore alle Politiche Finanziarie dice che queste cose sono abbastanza note “e non perché ce lo dice il giornalista famoso. Perché all’epoca, deve sapere il giornalista famoso, che non era vero che quel provvedimento era illegittimo”. Nell’articolo non si diceva assolutamente questo!
Poi, scivolando sull’altro tema che interessa il suo ramo, ovvero la vicenda Swap e derivati finanziari, aggiunge che anche questo secondo argomento era affrontato e ampiamente conosciuto, “non grazie anche a questo fantomatico giornalista, perché altrimenti lo facciamo così famoso che lo portiamo alla televisione”. Sta di fatto, che i due problemi esistono e sono venuti a galla solo e soltanto dopo che qualcuno li ha raccontati e speriamo che come diceva Enzo Biagi "alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa". Ma andiamo avanti.
- Novembre 2008: Un protocollo d’intesa tra il Comune di Fasano e il Comune di Polignano a Mare, soci pubblici della Tri.Com. spa, diffidano ufficialmente la società ad incassare i tributi per nome e per conto dei due comuni, questo, a causa dei mancati riversamenti e per colpa di una serie di inadempienze.
Così, nel comunicato stampa diffuso dal Comune di Fasano, si legge che tale provvedimento è finalizzato alla rimozione “in autotutela”.
A quanto pare, di tale scelta sono state informate la Corte dei Conti, la Procura di Brindisi e quella di Bari, anche se quest’ultima aveva già acquisito alcuni atti presso il Comune e la sede Tri.Com. di Fasano nei mesi scorsi.
Alla luce di tutto questo, a quel qualcuno che aveva segnalato e affrontato più volte il problema, grazie anche alla collaborazione di alcuni cittadini, restano due grandi soddisfazioni; in primis, aver raccontato nei fatti la verità e, in secondo luogo, aver dato un piccolo contributo nel proteggere le tasche dei cittadini fasanesi e non solo.

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