.
Annunci online

cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
30 settembre 2009

SWAP Siamo salvi per miracolo!



Articolo già pubblicato sul mensile di attualità fasanese "Osservatorio" n. 9 - settembre 2009



“C’è stato perfino chi ha comprato dalla banca un derivato facendosi consigliare dal funzionario della stessa banca”.
Così scrive Sergio Rizzo nella sua inchiesta del 9 settembre sul Corriere della Sera, parlando di derivati ed enti locali e mettendo in luce come molti comuni si ritrovano oggi con le casse in rosso, per un debito nazionale che si aggira sui 27,2 miliardi di euro.
Rileggendo quanto scrive Rizzo, ci tornano in mente gli articoli che Osservatorio ha dedicato a questa vicenda, definendola senza mezzi termini come un’azione irresponsabile e scellerata degli amministratori locali, che pur di far cassa, hanno messo a rischio le tasche dei fasanesi e hanno tentato di accollare i debiti alle generazioni future.

Per fortuna, con Delibera di Giunta n. 166 del 3 settembre ’09, la mini-Giunta comunale (Di Bari, Scianaro, Anglani, Manfredi, Zaccaria,ndr) ha deciso l’estinzione dei due contratti di finanza derivata (swap) stipulati con la BNL spa.
Per procedere alla chiusura dei contratti, il Comune corrisponderà alla banca una penale pari a 61mila euro. Tale copertura finanziaria riviene da una variazione al bilancio di previsione 2009, si legge nella delibera, derivante da una minore spesa relativa agli “aggi Tricom e gestione lotta all’evasione”.

Nel complesso, dal 2004 ad oggi, l’operazione ha visto entrare nelle casse comunali 76mila euro, portando dunque un piccolo guadagno, a fronte dei forti rischi a cui le stesse sono state sottoposte con questa storia degli swap.

Ripercorriamola per sommi capi, questa storia.

Nel maggio 2004 la Giunta Ammirabile sceglie d’impegnare le proprie casse per un rischioso e allegro “gioco d’azzardo” (come ebbe modo di dichiarare in un’intervista lo stesso Sindaco Lello Di Bari), sulla scia di una non molto chiara "finanza innovativa", al fine di “ridurre i tassi d’interesse sui mutui in ammortamento”.
Venditore e consulente dell’operazione di IRS (Interest Rate Swap) è la BNL, che negli anni successivi consiglierà l’ente comunale sulle modifiche da apportare al contratto (che col tempo diventeranno due), con scadenza 2025.

Di fatto, i primi anni si dimostreranno idilliaci per la città, ma, appena i mercati cominciano ad “agitarsi” (fase ampiamente prevista dagli esperti bancari), ecco comparire le prime modifiche, con l’eliminazione delle protezioni, l’aumento dei rischi e, conseguentemente, delle perdite.

Dalla stima fatta nell’inchiesta di Osservatorio dell’aprile 2008, venne fuori che il Comune di Fasano, sino a fine contratto, rischiava addirittura di perdere 800 mila euro e, allo stesso tempo, precisammo che si tratta solo di una stima e la situazione poteva non rivelarsi così drastica.
Questa previsione vuol essere un campanello d’allarme per smuovere un po’ la situazione, che nel giugno ’08, grazie agli utenti del forum cittadino “Fasancult”, approda con successo in un incontro pubblico alla presenza degli amministratori e politici locali, per confrontarsi sul tema Swap, con la partecipazione del dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata che ha studiato la vicenda fasanese.
Questo impegno porta ad una raccolta di firme, alla discussione del problema sugli organi d’informazione locali e regionali, e al dibattito in consiglio comunale.
In sostanza, dopo quattro anni di silenzi l’operazione Swap viene a galla con tutte le sue contraddizioni.
Ora, dopo aver esposto alla città la gravità della situazione, l’amministrazione comunale ha deciso saggiamente di tirarsi fuori da questa vicenda, così come avevamo consigliato da queste colonne nel numero di maggio ("Contratti Swap: ora è il momento opportuno per mettere fine ai giochi pericolosi”).

Però, prima di porre la parola fine, vogliamo rispondere ad una domanda che magari si saranno posta anche i lettori:

gli amministratori dell’epoca (gran parte gli stessi di oggi) sapevano a cosa si andava incontro con quest'operazione?

La risposta la troviamo in alcune dichiarazioni dell’assessore alla Risorse Finanziarie, Giuseppe Zaccaria, e del Sindaco Lello Di Bari.

Nel consiglio comunale del 29 novembre ’07, l’assessore Zaccaria incalzato sulla vicenda, dichiara: “Le dobbiamo dire come sono: non è che ci siamo alzati, l’assessore Zaccaria, il Sindaco o altri, e abbiamo fatto questo Swap. C’è stato proposto anche da qualcuno. Io personalmente, sono preoccupato davanti a queste simili proposte”.
Preoccupato? Ma, assessore, lei prima firma una delibera di giunta nel 2004 per formalizzare il contratto di swap e poi si dice preoccupato per queste proposte? Stiamo scherzando?

Altra risposta esaustiva ce la fornisce il Sindaco Di Bari, che, in una intervista del maggio 2008, dichiara: “Ricordo che nel 2004, quando ci fu proposta la delibera di giunta per la sottoscrizione dello swap dall'allora detentore della delega al bilancio (l'ex sindaco Vito Ammirabile,ndr) e col parere favorevole del dirigente dell'ufficio finanziario, personalmente, parlare in quel contesto di swap o di swatch (orologi, sic!) era la stessa cosa, perché non conoscevo in cosa consistesse la rischiosa operazione”.
Il Sindaco, come di consueto, la butta più sul casereccio con una battuta che solo dopo il felice epilogo può strappare qualche sorriso. E se non fosse andata così?

In sostanza, possiamo dire che questi amministrat(t)ori hanno preso decisioni senza conoscere nel merito a cosa si andava incontro, e solo dopo aver appreso (oramai in ritardo) in cosa consistessero gli swap hanno imparato la lezione e, anziché continuare a giocare, hanno deciso di tirarsi fuori.

Una scelta giusta al momento giusto ma, per cortesia, non venite a parlare di meriti o medaglie al valore, si tratta solo di casualità.

Comunque, sarebbe bene che per la prossima giunta si proponesse la lettura obbligatoria del libro “Rapaci” di Sergio Rizzo, dove nella dedica ai suoi figli scrive: “Perché non dimentichino mai che i soldi di tutti non sono i soldi di nessuno”.



29 maggio 2009

Contratti Swap: ora è il momento opportuno per mettere fine ai giochi pericolosi

Articolo già pubblicato sul mensile di attualità fasanese Osservatorio n. 5 maggio '09



Swap: è passato un anno ma, a quanto pare, nulla è cambiato.
Correva il mese di aprile 2008 quando Osservatorio usciva in edicola con questo titolo in copertina: “Il Comune gioca d’azzardo. Speculazione con i soldi pubblici: operazioni finanziarie ad alto rischio”.
All’interno, un’ampia inchiesta spiegava l’assurdità di queste rischiose operazioni di finanza derivata messe in atto dal Comune di Fasano, a cui faceva seguito l’intervista al dott. Attilio Di Mattia, analista finanziario che aveva studiato il “caso” fasanese e proponeva a titolo gratuito una consulenza per venir fuori da questa brutta storia.
La vicenda ebbe così un seguito grazie anche all’impegno del forum cittadino “Fasancult”, che nei mesi successivi si fece promotore di una raccolta firme e di un incontro durante il quale il dott. Di Mattia spiegava ai numerosi presenti le operazioni di ingegneria finanziaria che si nascondevano dietro la magica parolina inglese swap.
I contratti di swap stipulati dal Comune di Fasano nel maggio 2004 (giunta guidata da VitoAmmirabile , ndr) e con scadenza nel 2025, prevedevano lo “scambio” del tasso d’interesse relativo ai debiti contratti dall’ente comunale fino a tale data.
In sostanza, se il Comune di Fasano aveva dei mutui a tasso fisso, tale somma sarebbe stata pagata dalla banca (la BNL, ndr) che avrebbe così percepito dall’ente comunale un tasso d’interesse variabile, stabilito semestralmente dall’Euribor, un “termometro” del mercato finanziario che fa da punto di riferimento per tutta la durata del contratto.
A questo punto, subentrano diverse modifiche al contratto iniziale, che riguardano il debito (la somma in gioco), il numero di contratti (da uno si passa a due) e la durata (dal 2022 si passa al 2025).
In questi anni, gli iniziali ricavi si sono trasformati in perdite, per via dell’incertezza legata ai mercati finanziari, tanto da arrivare, nel solo anno 2008, ad una perdita per il comune di circa 150.000 euro.
Nei mesi a seguire, scoppia il caos nel mercato finanziario mondiale, cosa peraltro già ampiamente prevista dagli amministratori comunali che avevano sottoscritto e monitoravano queste operazioni, come ad esempio gli assessori Scianaro e Zaccaria, portando così le casse comunali in una situazione di forte rischio.
In quei mesi, infatti, se il Comune di Fasano avesse deciso di porre fine all’operazione avrebbe pagato una “penale” di circa 800 mila euro (maggio 2008) e che oggi, invece, si aggira attorno ai  111.000 euro (27 aprile 2009).
Insomma, un momento propizio per porre definitivamente la parola fine a questa brutta storia che ha visto giocare d’azzardo gli amministratori pubblici con i soldi dei cittadini.
Ora, in fase di discussione del bilancio, sarebbe bene prendere di petto questa vicenda, anche al fine di azzittire le solite dicerie che raccontano di come, nella testa dei nostri amministratori, la povera particella di sodio dell’acqua Lete si ostini nel gridare a quarciagola: “C’è nessuno?”.

23 ottobre 2008

L'ombra degli swap sul federalismo fiscale

Ho trovato molto interessante l'articolo di Fabio Amatucci, ricercatore del Cergas, Centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria e sociale della Bocconi.

Lo pongo all'attenzione dei lettori del blog


Nel corso degli ultimi anni, le perdite derivanti dall’utilizzo di strumenti derivati negli enti locali (in particolare, swap sui tassi di interesse e strumenti strutturati) hanno raggiunto livelli significativi, tanto da portare il governo, con il recente d.l. 112/2008, convertito nella legge 133 del 6 agosto scorso, a vietare agli enti locali di effettuare nuove operazioni, per un anno. Secondo dati recenti del tesoro, gli enti locali hanno operazioni di swap in corso per 35 miliardi di euro di nozionale; le perdite, derivanti dall’andamento dei tassi di interesse, stimate in 10-12 miliardi di euro, rischiano di minare pesantemente il processo di federalismo fiscale in corso.

Le motivazioni di questa situazione sono da individuare in una molteplicità di cause. In primo luogo, le amministrazioni pubbliche non sempre dispongono di professionalità adeguate per effettuare operazioni così sofisticate; la valutazione della strutturazione di un’operazione, il calcolo del fair value dello swap, l’analisi delle clausole contrattuali, degli eventuali costi impliciti e dei rischi associati richiede competenze che difficilmente si riscontrano all’interno degli enti locali. Inoltre, i funzionari non hanno la capacità di prevedere l’evoluzione dei tassi d’interesse. Considerato che lo swap è un contratto a somma zero, cioè la perdita di un contraente è compensata dal guadagno dell’altro, nel rapporto con gli istituti di credito un’amministrazione pubblica si trova in una posizione di maggiore rischio.

A fronte di queste difficoltà, gli enti locali tendono a rivolgersi a un advisor, tipicamente un intermediario finanziario. Questo fenomeno amplifica i rischi dell’operazione, in quanto spesso l’advisor assume anche la posizione di controparte con cui l’ente stipula il contratto, generando un pericoloso caso di conflitto di interessi. Negli enti locali si riscontra, inoltre, un’eccessiva fiducia verso gli istituti di credito, alcuni dei quali adottano comportamenti opportunistici, sfruttando a proprio vantaggio la rilevante asimmetria di competenze: in molti casi l’istituto di credito che propone l’operazione è il tesoriere dell’ente, con il quale si è instaurato, nel tempo, un rapporto fiduciario.

Inoltre, anche a causa dei vincoli posti dal patto di stabilità, gli enti locali non hanno colto la vera essenza e funzionalità del contratto di swap: anziché come forma di copertura dal rischio tassi, questo viene spesso utilizzato come fonte di entrate di cassa, destinata a coprire le spese correnti; il generalizzato ricorso, soprattutto in passato, al cosiddetto up-front, ha comportato sfasamenti contabili che si ripercuotono sugli anni successivi, quando i flussi diventano sfavorevoli per l’ente, con la possibilità di generare un indebitamento ancora maggiore, e con tassi più elevati, di quello posseduto prima dello swap.

A fronte di queste problematiche, le possibili soluzioni e gli interventi correttivi sono di diversa natura. Innanzitutto, occorre effettuare procedure di gara a evidenza pubblica per la selezione dell’intermediario finanziario con cui effettuare l’operazione, al fine di realizzare migliori condizioni e stimolare una maggiore efficienza del mercato. Il ricorso, spesso, al tesoriere dell’ente quale controparte dell’operazione ha permesso di aggirare il confronto competitivo tra gli istituti di credito.

In secondo luogo, occorre un segno di discontinuità, in primo luogo culturale, nell’interpretazione dei derivati: non strumenti finalizzati a creare consenso e a supportare il ciclo politico, aggirando le norme sul limite di indebitamento e sulle forme di utilizzo dei proventi del debito, bensì sofisticati strumenti finanziari di copertura dei rischi o di rimodulazione dei tassi di interesse; questo comporta che l’ente locale, una volta effettuata l’operazione, segua quotidianamente l’andamento dei mercati finanziari e le operazioni in corso, ed eventualmente intervenga in tempi rapidi con soluzioni alternative.

Infine, il miglioramento della qualità delle operazioni passa attraverso: investimenti in competenze diffuse, non centralizzate in una task force che interviene secondo una logica top-down, con l’effetto di deresponsabilizzare e di svuotare di significato lo status di autonomia riconosciuto agli enti locali; investimenti in competenze multidisciplinari, attraverso la formazione di gruppi di lavoro e units di supporto formati da professionalità differenti provenienti dagli enti locali, dalla regioni, dall’accademia, dalla consulenza, dalla finanza; un continuo confronto tra i principali operatori del settore, al fine di stimolare una crescita reciproca e un allineamento delle aspettative pubbliche e private che permette di strutturare operazioni capaci di soddisfare le esigenze delle diverse parti coinvolte.


14 ottobre 2008

Quando la certezza di trasforma in paura

Riportiamo un articolo a firma di Alessandra Liotti pubblicato oggi sul quotidiano abruzzese online "Primadanoi".

PESCARA. La nomina di un legale di fiducia per una ricognizione dei contratti Swap suona come un campanello d'allarme. Di Mattia:«D'angelo assicurava che era tutto sotto controllo».


La situazione dei mercati finanziari internazionali ha portato al centro della discussione la tanto amata "Finanza Creativa".
Molti enti locali, che già vivono in una costante situazione di affanno, si ritrovano oggi a dover fare i conti con i famigerati Swap.
Questi contratti di finanza derivata che da qualche anno sono stati utilizzati troppo spesso con scarse conoscenze dagli amministratori locali, ora rischiano di causare un vero e proprio dissesto finanziario per quegli enti locali che non hanno saputo gestire questi strumenti.
Il Comune di Pescara ha deciso di affidarsi ad un avvocato d'ufficio per seguire l'andamento degli Swap comunali che, a quanto ha detto l'assessore al Bilancio del Comune, Camillo D'Angelo, sono in rosso.
Circa 350 mila sono gli euro in perdita per i contratti sottoscritti con Bnl, Unicredit e Dexiaop.
Nei giorni scorsi gli Amici di Beppe Grillo avevano chiesto all'amministrazione comunale di chiarire l'effettivo stato dei contratti sottoscritti dal Comune.
Oggi Attilio Di Mattia, esperto di finanza creativa e presidente dell'associazione Abruzzo Sostenibile si fa qualche domanda in più.
«Da tempo», ricorda Di Mattia, «stiamo cercando di sensibilizzare gli amministratori abruzzesi affinché si rendano conto del rischio che si cela dietro i contratti di Swap, ma ora, francamente, ci sembra troppo tardi per correre ai ripari».
In tutta Italia gli amministratori si chiedono come tamponare questa emergenza, cosa fare per chiudere questi contratti, quando in passato, sicuri delle loro conoscenze e potenzialità hanno "deriso" chi cercava di fargli aprire gli occhi su questa realtà.
«Non più tardi di qualche mese fa», ricorda ancora l'esperto, «in diverse trasmissioni televisive e con un botta e risposta scritto sul quotidiano PrimaDaNoi.it, segnalai il problema Swap e i rischi a cui andava incontro il Comune di Pescara. Ma l'assessore disse che era tutto sotto controllo e che i ricavi entrati nei periodi in cui il contratto era favorevole erano stati accantonati in un fondo, così come prescrive la legge. Questo, perché le somme sarebbero state utilizzate per coprire le eventuali perdite future».
Secondo Di Mattia le dichiarazioni dell'assessore non corrispondono a verità, «perché tali somme furono utilizzate per la spesa corrente, ma l'assessore continuava a replicare che non era assolutamente vero, "le somme sono state accantonate per far fronte alle perdite"».
Ma ecco la sorpresa.
In questi giorni di terremoto finanziario, la sicurezza dell'assessore si trasforma magicamente in paura, infatti, la giunta ha deliberato di affidare all'avvocato Duilio Manella per una «ricognizione dei contratti sottoscritti dall'amministrazione comunale in relazione agli Swap».

Ma sono passati solo alcuni mesi dalla pomposa sicurezza dell'assessore in materia di finanza derivata. Come mai questo incarico, questa paura?
Quando Abruzzo Sostenibile parlava di mercato incerto e fluttuante, di operazioni finanziarie ad alto rischio per gli enti pubblici e di situazioni da monitorare quotidianamente, «ci sembrava di essere una voce nel deserto che veniva taciuta dalla sicurezza e competenza di questi stessi amministratori che oggi si dimostrano impauriti e sprovveduti».
Questa vicenda mette in luce, secondo Di Mattia, «tutta la pochezza degli amministratori pubblici che troppo spesso agiscono con superficialità e scarsa conoscenza. Ma se dovessero essere loro a coprire tali perdite anziché i cittadini? Bhè, allora credo che più di qualcuno avrebbe riflettuto più volte prima di sottoscrivere i contratti e si sarebbe sin da subito adoperato per avere una consulenza esterna su queste operazioni di swap».

13 ottobre 2008

SWAP: La politica comincia a muoversi


Andamento dell'Euribor a 6 mesi da dicembre '07 a giugno '08

Si attendeva da tempo un'azione concreta della istituzioni e della politica che prendesse in mano l'annosa questione Swap.
I derivati finanziari contratti dagli enti locali rischiano di trasformarsi in veri e propri boomerang.
Da operazioni utili a contenere gli interessi sul debito, si sono presto trasformati in perdite e flussi di cassa negativi che gli enti locali non possono più sopportare.
Sono tanti gli esempi nella nostra regione: Taranto, Brindisi, Francavilla Fontana, e tanti altri . . .
Ora, finalmente l'ANCI ha compreso la gravità della situazione, vista anche la crisi finanziaria che sta coinvolgendo il sistema internazionale, tanto da promuovere un tavolo tecnico tra ANCI Puglia e ABI, al fine di chiarire la situazione attuale e le scelte future da intraprendere a tutela degli enti locali colpiti dalla febbre delle "Finanza Creativa".
Alle 15 di oggi, mentre il Presidente del Consiglio è in America al Columbus Day, il Consiglio dei Ministri si riunisce per esaminare tra gli altri, i seguenti punti:

1. creazione di una linea di credito per aumentare la liquidita' delle banche;
2. garanzie dei governi sui prestiti bancari fino al 31 dicembre 2009;
3. la possibilita' di intervento dei governi per ricapitalizzare le banche;
4. l'impegno a evitare qualsiasi fallimento di istituzioni rilevanti;
5. regole contabili piu' flessibili, con la sospensione del cosiddetto 'mark-to-market';
6. piu' cooperazione tra Paesi, Commissione Ue, Bce ed Eurogruppo.

Prossimamente gli aggiornamenti sulle azioni decise dal CdM . . .

In allegato:
- Comunicato Stampa gruppo PD al Comune di Fasano (Br)
- Comunicato Stampa ANCI Puglia

9 ottobre 2008

Buon Appetito!



Sono sei mesi che continuiamo incessantemente a ricordare la gravità del problema Swap e derivati finanziari.
Ora, nel momento di crisi in cui versa il mercato mondiale, sarebbe opportuno capire quali sono gli ulteriori rischi che dovranno sopportare gli enti locali (cioè i cittadini) che hanno contratto operazioni di questo tipo.
Basta fare una passeggiata sul web ed è facile incontrare articoli, analisi finanziarie, iniziative, interviste e considerazioni sul triste futuro che attende gli illuminati amministratori che si sono divertiti a giocare con la finanza creativa senza conoscere una beata mazza!
Da Nord a Sud, isole comprese, dal centrodestra al centrosinistra, dai piccoli comuni alle grandi città, tutti sono coinvolti nel vorticoso gioco della Finanza Creativa di Tremontiana memoria.
Anche a Fasano, per non sentirsi da meno, ci si è tuffati a capofitto in questo gioco al rialzo o al ribasso dei tassi d’interesse.
Gli amministratori hanno gestito i soldi dei cittadini mettendo sul tavolo verde i loro debiti, hanno pensato che così facendo, il debito da groppo sulle spalle delle casse comunali, si potesse trasformare in una risorsa da cui ricavare liquidità.
Così non è stato e, vista la situazione mondiale, non lo sarà per molti anni.
Nel nostro caso le perdite si sono quasi raddoppiate in un anno, senza che nessuno abbia il coraggio di trovare una soluzione e discutere del problema con dati alla mano.
Ora, speriamo solo che nonostante le tante rassicurazioni che ci arrivano dalle stanze dei bottoni, i cittadini oltre a pagare le conseguenze delle scelte assurde dei loro amministratori, non si ritrovino a rimettere mano al portafogli per salvare quelle stesse banche che da anni propongono operazioni finanziarie ad alto rischio.
E sia chiaro a tutti. Nell’affrontare il tema swap, se mai sarà affrontato, è gradito che gli amministratori non si nascondano dietro la solita scusa dei mercati fluttuanti, della congiura internazionale e della triste fase che sta affrontato il sistema bancario.
Non ci sono scuse!
Esistono solo delle colpe che hanno nomi e cognomi.
E speriamo che prima o poi qualcuno intervenga, a tutela dei cittadini e delle loro tasche bucate!

Segnalazione video: clicca sull'immagine per vedere tutti i video sugli swap



4 ottobre 2008

A caval VOTATO non si guarda in bocca!

A caval donato non si guarda in bocca: La dentatura del cavallo ha molta importanza nella scelta dell'animale, ma qualora venga regalato dovrebbe essere accettato così come viene offerto. Il proverbio è perciò un rimprovero rivolto a coloro che anziché essere contenti dei doni ricevuti, hanno la brutta abitudine di criticarli.



Durante il Consiglio Comunale del 2 settembre scorso, al punto 5 dell’ordine del giorno si approvava la rendicontazione dell’esercizio finanziario 2007.
Negli interventi che hanno preceduto la votazione, il consigliere comunale Giorgio Cofano cita più volte l’articolo apparso sul mensile Osservatorio e su questo blog, dove si parla della possibile illegittimità legata alla convenzione stipulata dal Comune di Fasano e la società mista Tri.Com. spa per la gestione dei tributi locali, oltre a ricordare a tutti l’annosa questione degli swap e derivati finanziari in cui è incappato l’ente comunale.
Ma andiamo per ordine.
La prima questione messa sul banco degli imputati è la vicenda Tri.Com, a cui risponde il Sindaco Lello Di Bari precisando che “per il discorso Tri.com, a cui lei [il consigliere Cofano,cdr] faceva riferimento, non siamo fermi. Noi abbiamo chiesto, di comune accordo con il Comune di Polignano, una convocazione dell’assemblea straordinaria per le modifiche statutarie, così come era stato richiesto, per aver un maggior controllo della situazione. Se questo non sarà, andremo sicuramente alla revoca dell’affidamento fatto. Non siamo assolutamente fermi. Noi avevamo chiesto, il Comune di Polignano e il Comune di Fasano, che fosse fissata per stamattina [2 settembre ‘08] l’assemblea straordinaria a Polignano. Ieri [1 settembre ‘08]ci è arrivata una comunicazione che non si è ancora riunito il Consiglio di Amministrazione. Che si riunirà in questi giorni, per comunicarci la data in cui dovremo recarci a Polignano”.

Sta di fatto che il Sindaco non risponde alle perplessità sollevate dagli interventi, infatti, non si capisce perché dopo il voto unanime in consiglio comunale per provvedere alla rescissione del contratto, ancora si continua a discutere di revisioni delle convenzione, accordi, tavoli tecnici e quant’altro serva a prendere del tempo per continuare questa collaborazione che da contratto durerà fino al 2026.
A seguire, l’intervento dell’assessore alle Risorse Finanziarie, Giuseppe Zaccaria, che si diletta in un pistolotto d’altri tempi dimostrando nelle opinioni, mai nei fatti, che la vicenda Tri.Com è ampiamente conosciuta e monitorata, perché “non è vero che stiamo trascurando la cosa. Non ci voleva l’articolo del giornale per fare aprire gli occhi di fronte ad un problema che esiste. Il problema Tri.com lo stiamo controllando quotidianamente. Diceva il sindaco che abbiamo sollecitato il consigliere, espresso da questa amministrazione, ad intervenire presso la Tri.com, perché venga promossa l’assemblea, perché dobbiamo cambiare le norme statutarie.
E non perché ce lo dice il giornalista famoso. Perché all’epoca, deve sapere il giornalista famoso, che non era vero che quel provvedimento era illegittimo”.
È bene ricordare allo smemorato assessore che l’articolo cita testualmente che “il servizio di riscossione dei tributi, sulla scorta della sentenze del Tar, appare completamente illegittimo”.
In altre parole, se quello che dice il TAR è vero, attualmente la convenzione non rispetta i criteri che rendono legittimo questo tipo di affidamento e che il tutto va rivisto secondo le nuove disposizioni (sentenza n. 1404 del 19 maggio 2008 del TAR di Lecce e documento dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 3 marzo 2008 in allegato).
L'unica cosa certa è che, ad oggi, l’organizzazione delle società miste deve rispettare delle norme che a Fasano non vengono minimamente prese in considerazione e, come se non bastasse, l’assessore continua a dire che “stiamo chiedendo alla Tri.Com di rivedere, modificare le norme statutarie, così come prevede la Finanziaria del 2008”.
Cosa?
Ma se nove mesi fa, il Sindaco disse che “il 5 dicembre [2007] presso Palazzo di Città del Comune di Polignano a Mare si sono incontrati il Sindaco del Comune di Polignano a Mare (…) il Sindaco del Comune di Fasano (…) e in rappresentanza della Società San Giorgio S.p.A., il dottor Luca Petrucci, anche consigliere di amministrazione della Società TRI.COM S.p.A”, per discutere della “risoluzione delle problematiche afferenti il rapporto tra gli enti locali, la TRI.COM e la Società San Giorgio S.p.A.”.
Tradotto, l’oggetto della riunione era la risoluzione del contratto per una serie di inadempimenti della società.
La decisione fu dettata dal voto unanime del consiglio comunale il 29 novembre ’07 e, infatti, nel la seduta successiva (6 dicembre 2007,ndr), il sindaco comunica ai consiglieri che “l’avvio del procedimento per la rescissione è stato dato”.
Ora, sulla scorta di queste dichiarazioni, sapendo che la Tri.Com ha più volte ritardato i pagamenti, non sta rispettando la convenzione e si è avviata la risoluzione del contratto, come si può ancora parlare di “rivedere, modificare le norme statutarie”?
Poi l’assessore viene a dirci che sta “tutti i giorni con il fiato sul collo del sindaco perché si risolva immediatamente il contratto”. Allora, scusate, ma di cosa stiamo parlando? Volete spiegare ai cittadini se la Tri.Com dovrà andarsene o resterà, provvedendo poi alla revisione dello Statuto?
In questa vicenda, la mancanza di chiarezza la fa da padrona e si continua ad affermare tutto il contrario di tutto.
Purtroppo, però, non è solo sull’affaire Tri.Com che l’amministrazione ha le idee poco chiare, perché restando in ambito finanziario abbiamo anche la vicenda swap e derivati finanziari.
Su questo tema, l’assessore asserisce che “per quanto riguarda lo swap, lo abbiamo anche qua [in consiglio comunale, ndr] sviscerato, non grazie anche a questo fantomatico giornalista, perché altrimenti lo facciamo così famoso che lo portiamo alla televisione”.
Per fornire una quadro quanto più chiaro possibile sulla vicenda, è bene ricordare a tutti che sviscerare significa “esaminare con gran cura e attenzione, studiare a fondo” ; peccato che dalla lettura dei verbali del consiglio comunale non si evinca nulla di tutto questo.
Seguendo gli atti è facile capire come la questione swap approda per la prima volta in consiglio comunale il 29 novembre ’07.
In quella data, il consigliere Dino Musa invita “l’assessore al Bilancio a spiegare al Consiglio Comunale e ai cittadini in che cosa consistono questi swap e perché il Comune di Fasano si ritrova a dover subire le conseguenze negative di questa sorta di lotteria”.
L’assessore risponde: “mi sforzerò di spiegare che cosa significa questa parola mostruosa. Anche se, ne sono convinto, che lei [al consigliere Musa,ndr] l’avrebbe spiegato certamente meglio di me.
Si tratta di finanza derivata … di un contratto sottoscritto negli anni passati, che l’amministrazione passata ha avvallato attraverso una delibera di Giunta ed era sottinteso che l’abbiamo sottoscritta” (sic!), comunque, “era una proposta fatta dal dirigente del Servizio Finanziario il quale propose di utilizzare questo strumento perché riteneva potessero esserci dei vantaggi per l’amministrazione comunale, in termini proprio di maggiori entrate”.
Come da tempo andiamo raccontando, il dirigente ha proposto un affare e la giunta, senza sapere di cosa si stesse parlando, ha sottoscritto tutto, senza coinvolgere il consiglio comunale.
Fin qui è storia nota.
La cosa interessante è che nel continuare il suo intervento, l’assessore mette in campo tutta la sua straordinaria chiaroveggenza e conoscenza dei mercati, dichiarando che “stiamo subendo qualche perdita, abbiamo anche avuto modo di consultarci e di verificare se il fenomeno è sotto controllo o meno e allo stato lo è” ma, udite udite, “c’è una tendenza dei mercati a far scendere l’Euribor”.
Infatti, l’Euribor dal 2007 al 2008 è aumentato dell’8,92% comportando 150 mila euro di perdite per il Comune. Previsione azzeccata e ottima dimostrazione di come la situazione sia perfettamente sotto controllo.

Poi, da “buon padre di famiglia” come si definisce lui stesso, ci viene a dire che “questi tipi di strumenti sono estremamente sensibili e delicati … Tengono conto dell’andamento dei mercati. E siccome stiamo parlando di cosa pubblica, se è vero che abbiamo guadagnato 350.000 euro in questi anni, è anche vero che c’è il rischio che potremmo rimetterceli. Per cui nel momento in cui riterremo che la cosa non sarà più controllabile, immediatamente chiederemo la rescissione del contratto stesso”.
Al dibattito si aggiunge il consigliere Fabiano Amati, chiedendo all’amministrazione se “mantenere in piedi il contratto o se, in alternativa, è più utile fuggire nonostante le penali”.
L’assessore risponde dichiarandosi “preoccupato” e l’unico atto concreto fino ad oggi è la presenza di una voce nel Bilancio 2008 (pari a 100 mila euro, ndr) relativa all’estinzione del contratto di swap.
Molto interessante anche la dichiarazione del consigliere di maggioranza Mimmo Capozzi, che precisa come il contratto di swap non è stato mica sottoscritto “da un gruppetto di politici sprovveduti. In questo tranello, in questa trappola ci son caduti tantissimi comuni e tantissimi comuni anche del centro sinistra”.
Come se il problema fosse il colore politico dell’amministrazione e non il serio rischio per la finanza comunale. E poi, si evince dai fatti che gli amministratori non sono affatto sprovveduti.
Anche il consigliere di maggioranza Gianleo Moncalvo partecipa alla discussione, precisando che l’assessore “valuterà, tenendoci informati, quale sarà poi effettivamente la strada da percorrere: se pagare la penale oppure continuare a rischiare, qualora il rischio sia ragionevole”.
Come: rischio ragionevole?
Un’amministrazione comunale che gioca con i soldi dei cittadini deve continuare a farlo solo se i rischi sono ragionevoli? Ma qual è il concetto di amministrare? Ma, soprattutto, i cittadini sanno che le perdite le pagheranno loro? Perchè questi signori non giocano con i loro soldi?

Per concludere il quadretto swap e dimostrare che l’operazione è davvero sotto controllo, aggiungiamo un pezzo dell’intervista al sindaco Lello Di Bari dell’11 gennaio 2008, dove interrogato sulla vicenda swap, ci dice che “quando ci fu proposta la delibera di giunta per la sottoscrizione dello swap dall'allora detentore della delega al bilancio (l'ex sindaco Vito Ammirabile,ndr) e col parere favorevole del dirigente dell' ufficio finanziario, personalmente, parlare in quel contesto di swap o di swatch era la stessa cosa, perché non conoscevo in cosa consistesse questa rischiosa operazione . Solo nell'estate scorsa, in veste di sindaco, ho dovuto fare i conti con questi strumenti di finanza derivata e ho capito che nel nostro caso ci è stato teso un tranello dalla banca BNL e noi, come tanti altri Comuni, ci siamo cascati”.
In merito alle azioni future, il sindaco si dice “fermamente deciso a riportare a zero questa situazione: dalle informazioni in nostro possesso, abbandonare oggi lo swap ci costerebbe circa 800mila euro”.
Peccato che alla data dell’intervista (19 maggio 2008,ndr), la penale per cancellare il contratto ammontava a 220mila euro e non a 800mila come dichiarato dal sindaco.
Dalla lettura degli atti del consiglio comunale, spiace dirlo all’assessore, ma si evince che il problema swap non è stato assolutamente sviscerato in consiglio comunale, si è parlato solo di cosa sono in generale questi contratti, della loro inadeguatezza per gli enti pubblici (ma loro lo hanno fatto comunque,ndr), dei buoni propositi per il futuro e nient’altro.
Nei fatti, non è ancora giunta una risposta alla petizione portata avanti dal forum Fasancult, dove si chiedeva “al Sindaco di Fasano e all’Assessore alle Politiche Finanziarie, di argomentare la questione [swap, ndr] in consiglio comunale, mettendo in chiaro qual è la situazione attuale, i flussi di cassa registrati dal Comune in questi mesi e le iniziative future che s’intendono prendere in materia”.
La petizione, conclusasi con un incontro pubblico alla presenza di numerosi cittadini e dell’analista finanziario Attilio Di Mattia che ha lui sì sviscerato i contratti del comune di Fasano, ha visto la partecipazione attiva di tanti giovani interessati alla città e al suo futuro.
È stato un momento per chiedere all’amministrazione comunale un esempio di trasparenza e condivisione delle scelte con i cittadini, un po’ come si è tanto sbandierato in occasione del Bilancio Partecipato.
A noi non resta che attendere, dato che l’assessore Zaccaria ha comunicato al consiglio comunale che entro il mese di settembre si terrà un incontro con alcuni analisti finanziari per comprendere bene la situazione.
Speriamo che sia l’occasione buona per un consiglio comunale monotematico nel quale si affronti davvero la vicenda swap.
Magari, ci si aspetta che l’assessore, anziché sentirsi sicuro di sé per aver sviscerato cose inesistenti e garantire che è tutto sotto controllo, quando poi i fatti raccontano altro, si prodighi nel dare spiegazioni ai cittadini, senza preoccuparsi di “fantomatici giornalisti o di future comparse televisive”.
Francamente, in quel suo intervento ci si aspettava un'analisi finanziaria seria e documentata nell' illustrare il problema, e non pistolotti insignificanti che dimostrato la totale improvvisazione che questa classe dirigente ha nell’affrontare temi così importanti.


Documenti utili in allegato:

- Consiglio di Stato: Adunanza plenaria del 3 marzo 2008 n.1
- Sez. III del TAR di Lecce: Sentenza n. 1404 del 19 maggio 2008
- Leggi l'articolo 
Tri.Com: contratto illegittimo


13 luglio 2008

Petizione swap: consegna firme



Venerdì 11 luglio 2008, il Fasancult ha consegnato nelle mani del Sindaco di Fasano, Lello Di Bari, le firme raccolte in merito alla petizione "Swap? Chiediamo chiarezza!".
Alle 203 firme raccolte in questi giorni, si è aggiunta la firma numero 204 del Sindaco Di Bari, che ha ribadito come la sottoscrizione della petizione da parte del primo cittadino è una garanzia per l'impegno che l'Amministrazione Comunale intende dedicare a questo tema.
Per avere maggiori chiarimenti sull'impegno del Fasancult in merito a questo problema, si possono visitare i materiali allegati che raccontano tutta la vicenda e a cui si aggiungono alcuni articoli apparsi sulla stampa in merito alla consegna firme, le foto e un servizio del tg di Canale7 che riassume la conferenza stampa.

Articoli correlati:

- Intervista al Sindaco di Fasano dove si parla per la prima volta di swap
- Inchiesta sugli swap e intervista al dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata
- Swap: cambierà qualcosa?
- L'assessore "petroliere" giustifica gli swap

- Leggi il testo integrale della petizione
- Guarda le foto dell'incontro: foto1 - foto2 - foto3 - foto4 - foto5
- Guarda le foto della conferenza stampa: foto1 - foto2 - foto3
- Articoli: Quotidiano di Brindisi e Il Levante su consegna firme

Guarda i video:
- Intervista
- Servizio tg TRCB su incontro swap
- Servizio tg Canale7 su incontro swap
- Servizio tg Canale7 su consegna firme


1 luglio 2008

Sintesi incontro swap di sabato 28 giugno 2008

Articolo pubblicato sul quotidiano "Il Levante" a firma di Pierluigi Caroli

Nel pomeriggio di sabato 28 giugno si è tenuto presso Palazzo Pezzolla a Fasano, l’incontro promosso dal forum “Fasancult” sulla vicenda swap e derivati finanziari.
Un’iniziativa andata ben oltre le aspettative – tengono a sottolineare gli utenti del forum cittadino – che ha visto al centro del dibattito un confronto serio, costruttivo e pacato tra le parti intervenute”.
A portare il saluto della città ai presenti e al dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata che ha analizzato i contratti di swap relativi al comune di Fasano, ci ha pensato il vice-sindaco Antonio Scianaro.
A seguire, l’intervento del nostro collaboratore Cosimo Damiano Guarini, che in questi mesi si è occupato della vicenda swap grazie alla disponibilità del dott. Di Mattia per l’analisi tecnica del problema e che ha rimarcato la necessità di “discutere sui fatti in modo chiaro, per il bene della città”.
Al tavolo dei relatori, anche l’assessore alle Politiche Finanziarie del Comune di Fasano, Giuseppe Zaccaria, che sottolineando la bontà dell’incontro, ha fatto il punto della situazione attuale e rimarcato con fermezza la volontà della giunta municipale nel voler chiudere al più presto i contratti di swap, per non mettere a rischio le casse comunali.
Molto gradita è stata anche la presenza dei tecnici comunali interessati dal problema, come la dott.ssa Anna Carmen Picoco, ex Dirigente degli Uffici Finanziari del comune di Fasano e del suo successore, il dott. Francesco Convertini, che hanno discusso con il dott. Di Mattia sulle questione tecniche legate ai contratti di swap ed hanno esposto ai presenti il loro ruolo nella vicenda.
Quindi, dopo aver fatto un quadro generale della situazione a livello locale, l’intervento del dott. Attilio Di Mattia, si è incentrato sulle conoscenze che gli enti locali devono possedere prima di intraprendere scelte di questo tipo, spiegando così la complessità delle operazioni di finanza derivata, la necessità degli enti di aumentare la liquidità e conciliare il tutto con gli interessi che gli istituti di credito hanno nel fare profitto.
Quindi, non un accusa diretta al comune di Fasano o alle banche in questione, ma una presa di coscienza sul problema swap e sull’“asimmetria informativa” che si viene a creare da venditore (banca) e acquirente (comune), vero punto di forza per aumentare il profitto da parte di chi detiene maggiori informazioni di mercato.
In seguito, il dott. Di Mattia si è soffermato sui tanti fattori che condizionano i mercati finanziari e, quindi, sulla necessità di avere in primis, un consulente che non sia lo stesso soggetto che ha proposto l’operazione, una terza parte insomma, e poi, un monitoraggio quotidiano dei mercati finanziari, che sono pochissimi enti locali italiani sono stati in grado di portare avanti, scongiurando così di ottenere delle perdite.
L’altro aspetto importante messo in rilievo dal dott. Di Mattia è stata la presenza di costi impliciti e i periodi nei quali i contratti hanno subìto delle modifiche.
Dai numeri, infatti, si evince che tali scelte hanno prodotto per il comune di Fasano dei flussi di cassa negativi che allo stato attuale continuano ad esistere.
Infatti, nel bilancio 2008 approvato qualche settimana fa, gli interessi passivi derivanti dai contratti di swap si aggirano sui 100mila euro, a fronte di una fase iniziale nella quale il comune ha registrato degli introiti.
Ai chiarimenti del dott. Attilio Di Mattia sono seguiti gli interventi dei rappresentati della classe politica locale, come il capogruppo del PD in consiglio comunale, l’avv. Dino Musa, che ha posto alcuni quesiti in merito alle sfaccettature giuridiche dei contratti di swap e ad una loro possibile impugnazione.
Molto soddisfacente la presenza di pubblico, che oltre alla rappresentanze politiche e tecniche interessate al problema, ha visto la numerosa presenza di cittadini e utenti del Fasancult, segno che il problema swap e derivati finanziari è molto sentito in città e che si chiede con fermezza agli amministratori pubblici di risolvere al più presto il problema.
A conclusione dell’incontro, classica foto di rito del dott. Di Mattia con i promotori dell’iniziativa, che nei prossimi giorni porteranno a termine la raccolta firme sulla petizione “Swap? Chiediamo chiarezza!”, per poi consegnarla nelle mani del sindaco Lello Di Bari, a cui si chiede la discussione del problema in Consiglio Comunale.L’incontro messo su dal Fasancult conferma che Fasano è una città interessata alla vita pubblica e alla sostenibilità del suo territorio, trovando nelle giovani generazioni un forte strumento per organizzare al meglio la speranza di un futuro migliore.

Un sincero grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell'incontro . . .


Articoli correlati:

- Intervista al Sindaco di Fasano dove si parla per la prima volta di swap
- Inchiesta sugli swap e intervista al dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata
- Swap: cambierà qualcosa?
- L'assessore "petroliere" giustifica gli swap

- Leggi il testo integrale della petizione
Guarda: foto1 - foto2 - foto3 - foto4 - foto5

Guarda i video:
- Intervista
- Servizio tg TRCB su incontro
- Servizio tg Canale7 su incontro



18 giugno 2008

Incontro swap per sabato 28 giugno

Sabato 28 giugno 2008, alle ore 18.30 presso Palazzo Pezzolla a Fasano, il forum Fasancult organizza un incontro - dibattito dal titolo: Swap chiediamo chiarezza!
Interverrà all'incontro il dott. Attilio Di Mattia, analista finanziario e Presidente dell'associazione Abruzzo Sostenibile.
Ecco l'invito:



Per sottoscrivere la petizione clicca qui:


8 giugno 2008

Petizione swap: stiamo arrivando!


Ieri è stata una giornata molto interessante.

Dopo la vicenda swap che più volte ho affrontato da circa due mesi a questa parte, visto un chiassono silenzio che si è abbattuto sul tema, ho deciso di promorre agli amici di Fasano nel forum Fasancult di pensare tutti insieme ad una petizione online da sottoporre all'amministrazione comunale in modo da "smuovere" un pò le acque e chiedere chiarimenti sulla situazione attuale e sulle prospettive future.

Con immenso piacere non ho potuto far altro che constatare il largo interessamento che vi è su questo tema e insieme ci siamo adoperati ad organizzare la cosa.

Attualmente siamo ancora in fase di discussione, ma se riusciamo a stare nei tempi, già da domani dovrebbe partire il sondaggio online e nei prossimi giorni anche una raccolta firme cartacea.
Appena l'iniziativa avrà inizio inserirò il banner sul blog e il testo integrale della petizione.

Al momento, questi sono i punti fondamentali della petizione:

  1. vista la situazione attuale e le previsioni future che parlano di un innalzamento dei tassi d’interesse e che, quindi, provocherebbero un ulteriore danno alle casse comunali;
  2. preso atto della complessità di tali operazioni e la scarsa conoscenza che molte amministrazioni pubbliche dimostrano di avere in materia di finanza derivata;
  3. dopo aver compreso l’analisi svolta dal dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata e Presidente dell’associazione no-profit “Abruzzo Sostenibile”, in merito alla situazione del Comune di Fasano e alla sua disponibilità nel fornire una consulenza gratuita;
  4. atteso che operazioni di questo genere portano a delle vere e proprie speculazioni con i soldi pubblici e, di fatto, comportano uno “spostamento” dei debiti presenti sulle generazioni future;

con la presente petizione si chiede:

  • che il Sindaco di Fasano e l’Assessore alle Politiche Finanziarie relazionino in Consiglio Comunale sulla vicenda;
  • espongano alla città la situazione attuale e le strategie da attuare per il futuro;
  • si adoperino affinché venga utilizzata la consulenza gratuita e professionale del dott. Attilio Di Mattia, resosi disponibile in una recente intervista;

 


2 giugno 2008

Swap e Tri.Com: casse comunali a rischio

Articolo già pubblicato sul mensile "Osservatorio" n. 5 maggio 2008

Continuano a far discute re le vicende finanziarie de l Comune d i Fasano. Dopo la vicenda Tri Com per la mancata riscossione dei tributi e la delicata questione degli swap e derivati finanziari in cui si è imbattuto il Municipio, cerchiamo di capire come stanno evolvendo i fatti.
In merito alla vicenda TriCom, società mista che si occupa della riscossione dei tributi comunali, va detto che dopo il polverone alzatosi nel
novembre 2007, quando si scoprì che la società affidataria del servizio non aveva provveduto a riversare nelle casse comunali le somme incassate dai cittadini fasanesi . il Comune corse ai ripari inviando una missiva al socio privato "S. Giorgio Spa" (detentore del 49% delle quote societarie) per diffidare la società e chiedere l'immediato riversamento delle somme dovute, Successivamente , il 29 novembre 2007, il consiglio comunale, all'unanimità, impegnò "il sindaco, la giunta municipale e il dirigente del settore a verificare le cause di risoluzione del contratto e procedere all'inoltro urgente di una comunicazione di avvio del procedimento di risoluzione del contratto, attivando tutti i provvedimenti di cautela idonei a garantire al Comune i tributi dovuti". Dopo qualche mese, spuntò all'orizzonte la possibilità di allestire un tavolo tecnico tra i Comuni di Fasano e Polignano, la TriCom e la S. Giorgio Spa per rivedere i termini de i contratti e trovare soluzioni idonee per portare avanti la riscossione dei tributi.
Ebbene, ci sono altre novità: i pagamenti per il primo trimestre 2008 tardano ad arrivare.

Che cosa dice in merito al nuovo ritardo il Sindaco di Fasano, Lello Di Bari?

Articoli correlati:
- Intervista al Sindaco di Fasano dove si parla per la prima volta di swap
- Inchiesta sugli swap e intervista al dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata
- Swap: cambierà qualcosa?
- L'assessore "petroliere" giustifica gli swap



continua
27 maggio 2008

L'assessore "petroliere" giustifica gli swap

Nella rubrica settimanale di un’emittente televisiva locale, qualche settimana fa, il consigliere del PD, Fabiano Amati, parlando della situazione finanziaria del comune di Fasano e della vicenda swap, giudica l’operazione finanziaria come rischiosa e inopportuna.
Dopo qualche puntata è il turno del vice-sindaco di Fasano e assessore ai lavori pubblici, Antonio Scianaro, che incalzato sulla questione swap, dichiara: “Dopo essermi documentato sulla questione, credo che sono stati tanti gli enti locali che hanno partecipato a questo tipo di ... Certo, ci troviamo di fronte a dei dati fondamentali che hanno portato al crollo delle borse. In tutti questi anni, chi ha avuto modo di risparmiare, d’investire nell’azionario e nei derivati, sicuramente non sta vivendo un momento felice”. Quando, poi, gli viene detto che molte associazioni di consumatori vedono l’operazione di swap per gli enti locali, come una sorta di trappola, l’assessore risponde: “Queste sono delle scelte non facili. Tutto è stato fatto in buonafede, ma purtroppo, la situazione mondiale è difficile … io sono un appassionato di finanza e seguo quasi giornalmente … e mai ci siamo trovati davanti a questi scenari dove il barile di petrolio siamo passati da 40 a 125 dollari”.

continua
11 maggio 2008

Swap al Comune di Fasano: cambierà qualcosa?

 

Oggi, domenica 11 maggio 2008, "Il Levante", quotidiano d'informazione della provincia di Bari con il quale collaboro dalla sua nascita, ha dedicato ampio spazio alla mia personale inchiesta sugli swap e derivati.
L'argomento interessa molto da vicino il mio comune, Fasano (BR), perchè nel 2004 l'allora amministrazione comunale ha sottoscritto un contratto di Interest Rate Swap, come strumento ottimale per la gestione attiva del debito.
Peccato che questi strumenti di finanza derivata, a quanto pare, creano più problemi che vantaggi a chi li sottoscrive e, per vederci chiaro, ho realizzato uno studio sulla vicenda.
Il mensile di attualità fasanese, "Osservatorio", si è occupato del problema dedicando due pagine di approfondimento e la copertina del mese di aprile 2008.
Stessa cosa ha fatto Il Levante, con un titolo centrale il prima pagina e due pagine all'interno.
Lo studio si è reso possibile grazie alla gentile disponibilità del dott. Attilio Di Mattia, dell'associazione "Abruzzo Sostenibile".
Alla luce di tutto questo: cambierà qualcosa? Saranno informati i cittadini su queste operazioni di speculazione con i soldi pubblici?
In attesa di risposte ufficiali e atti concreti,
vi segnalo i link per chi volesse approfondire al questione...

Articolo e analisi della vicenda
Intervista al dott. Attilio Di Mattia

29 aprile 2008

Swap: il Comune di Fasano gioca d'azzardo

Per raccontare questa vicenda, a metà strada tra l’assurdo e l’irresponsabile, non si sa davvero da dove cominciare. La cosa migliore è partire dal principio per far comprendere al lettore con maggiore chiarezza la cronologia dei fatti.

Il 14 ottobre 2007 ricomincia un nuovo ciclo di puntate della trasmissione televisiva Report che va in onda su RaiTre, dal titolo “Il Banco vince sempre”, a cura di Stefania Rimini.

Nell’inchiesta giornalistica si racconta come aziende private, conventi di suore, pizzerie e, soprattutto, enti pubblici, abbiamo fatto ricorso ad una tecnica di gestione “attiva del debito”.

Il quadro proposto risulta alquanto sconcertante, perché si racconta di intermediari finanziari che offrono alla clientela strumenti di finanza derivata come gli IRS (Interest Rate Swap, ndr) al fine di far “fruttare” il loro debito, cercando di pagare meno interessi.

Un dubbio, che qualche giorno dopo, in un’intervista al sindaco Lello Di Bari, mi porterà a chiedere se anche il nostro comune si trovi in questa situazione, e la risposta del primo cittadino non si fa attendere, che dichiara testualmente: “Io ho scoperto di questa situazione da un mio collaboratore e mi ha spiegato che il comune possiede un contratto di swap. Ovvero, una sorta di gioco d’azzardo . . . come giocare alla roulette”.

Così comincia la nostra richiesta d’aiuto verso chi potrà fornire maggiori informazioni in merito.

Il primo approccio è stato tentato con Report, che sin da subito ha mostrato piena disponibilità nello smontare i contratti e mettere a nudo la vicenda, in vista di una nuova puntata, andata in onda l’8 aprile dal titolo “Speculando s’impara”.

Dovevamo esserci anche noi, ma purtroppo, la famosa vicenda del russo Sergei Knyazev con tutto il terremoto che ha causato e la conseguente difficoltà nel reperire la documentazione (nonostante fossero atti pubblici, ndr) da un lato, e i tempi ristretti imposti dal programma dall’altro, fanno sfumare questa opportunità.

Così, in un freddo pomeriggio di febbraio, arriva la manna dal cielo.

Ci imbattiamo nel sito web dell’associazione no-profit Abruzzo Sostenibile, che offre a tutti gli enti pubblici della propria regione, la possibilità di analizzare a costo zero i contratti di swap al fine di offrire consulenza gratuita su questi strumenti di finanza derivata.

Capite? Dei giovani professionisti mettono gratuitamente a disposizione della collettività le proprie conoscenze al fine di migliorare il territorio in cui vivono!

Contatto subito il presidente, dott. Attilio Di Mattia, che sì è subito reso  disponibile a smontare i contratti, rendendo così un servizio utile e professionalmente ineccepibile alla nostra città.

Questi i fatti.


continua
29 aprile 2008

Speculazione con i soldi pubblici

Articolo già pubblicato sul mensile di attualità fasanese, "Osservatorio", n. 4 di aprile 2008

Per comprendere tecnicamente cosa è accaduto al Comune di Fasano con il lancio “spregiudicato” in un’operazione di questo tipo, abbiamo ascoltato il dott. Attilio Di Mattia, Presidente dell’associazione apartitica e no-profit,  Abruzzo Sostenibile”, che nella sua regione promuove una politica ispirata alla sostenibilità, in tutti i suoi vari aspetti.

Abruzzese di 31 anni, trapiantato a Vienna, Di Mattia si è laureato in Economia Aziendale all’Universita’ D’Annunzio di Pescara, per poi specializzarsi negli Stati Uniti dove ha conseguito un Master in “Business Administration” presso la Haub School of Business di Philadelphia.

Un percorso di studi, che gli ha permesso di svolgere incarichi professionali di prestigio a New York e Los Angeles come Portfolio Manager per conto della Ing Bank, colosso olandese della finanza.

Oggi lavora a Vienna come esperto in materie finanziarie presso l’Aurelius Capital Management, dove  amministra circa 1.5 miliardi di euro in titoli strutturati.

La sua esperienza professionale e il suo voler mettere a disposizione dei cittadini le proprie conoscenze in questo campo, lo hanno portato ad approfondire gli argomenti che attanagliano l’Europa e le realta’ locali italiane in tema di finanza strutturata e grazie alla sua cortese disponibilità, siamo riusciti a farci raccontare gli aspetti tecnici della vicenda, partendo da quel famoso 13 maggio 2004.

 

Dott. Di Mattia, in cosa consiste il contratto di Interest Rate Swap che il Comune di Fasano ha sottoscritto con la Banca BNL?


continua
luglio        novembre
in evidenza

29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

I libri per chiarelettere

I nuovi mostri
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

Italiopoli
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

prossimi appuntamenti
Tutti gli appuntamenti
ultimi post
archivio



Blog letto 1 volte
bacheca





 

 
 


 

passaparola
 


 


 


 

Basta! Parlamento pulito

voglio scendere