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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
9 febbraio 2008

Caso Tri.Com.: cosa prevede il futuro?

E’ proprio vero che a Natale siamo tutti più buoni! Il 19 dicembre scorso, un “raggiante” comunicato stampa del Comune di Fasano informava la città del felice (sic!) epilogo della questione Tri.Com. spa, che vede il ritorno nelle casse comunali le entrate relative ad Ici e Tarsu per un ammontare di 3.549.700,50 euro.

L’alone di letizia che ha illuminato improvvisamente il comune di Fasano, però, ci impone un triste quesito: ma in tutta la “questione Tri.Com. spa”, c’è davvero da essere “raggianti”? Per saperlo, dobbiamo analizzare nei fatti l’intera vicenda.

Il 23 novembre 2007, prende il via l’entusiasmante avventura del quotidiano “Il Levante”, esordendo nelle edicole con un titolo davvero eclatante: “ I Signori dell’ICI stanno impoverendo la Puglia”. E nella parte dedicata al nostro territorio: “Il Comune di Fasano e la questione Tri.Com. spa”.

Per molte settimane, si porta a conoscenza dei lettori l’anomalia dell’esternalizzazione dei tributi in numerosi comuni italiani per mano di altrettanto numerose società miste, che il più delle volte vedono però comparire come socio privato la “S. Giorgio spa”.

Così, raccontiamo ai nostri lettori le disavventure di queste amministrazioni comunali, e le anomalie che si riscontrano in tutti i casi presi in esame.

Allo stesso tempo, chiediamo man forte alla documentazione, ai fatti concreti, cominciando ad analizzare le convenzioni tra queste società e le amministrazioni comunali.

Ed ecco, che rileggendo la convenzione tra il Comune di Fasano e la “Tri.Com. spa” e quasi fosse un gioco di scatole cinesi, la convenzione tra la “Tri.Com. spa” e il socio privato “S. Giorgio spa”, nell’art. 21 della prima convenzione leggiamo testualmente: <<Il Comune di Fasano potrà richiedere la decadenza del contratto della società Tri.Com. spa per mancato integrale versamento delle somme dovute da parte della società per due rate consecutive>>. Così, chi vi scrive, lanciò nel suo primo articolo l’ipotesi del mancato riversamento nelle casse comunali delle entrate tributarie, ricordando che se così fosse si potrà procedere alla rescissione della convenzione.

A questo punto, mentre “Il Levante” continuerà a tener banco sulla questione, il 27 novembre, il Comune di Fasano correrà ai ripari inviando una lettera di diffida alla “S. Giorgio spa”  e alla “Tri.Com. spa”, chiedendo altresì <<il riversamento nelle casse comunali delle entrare già percepite, pari a 3.549.700,50, oltre  al pagamento degli interessi maturati nella misura del 5% calcolati sui giorni del ritardato versamento rispetto alle scadenze contrattuali>>, dando inoltre avvio alle procedure di rescissione della convenzione.

Due giorni dopo, il 29 novembre, nella seduta del consiglio comunale approda la questione Tri.Com. spa, e con una mozione presentata dal consigliere di opposizione Fabiano Amati, che verrà peraltro votata all’unanimità, il consiglio comunale chiederà la rescissione del contratto di riscossione dei tributi affidato al tandem “Tri.Com. – S. Giorgio spa”.

Non sentendosi però al sicuro, in data 30 novembre, per tamponare l’emorragia che ha investito le casse comunali, il sindaco Di Bari comunica ai fasanesi che per i versamenti ICI si potranno utilizzare i modelli F24, in modo da inviare i soldi direttamente nelle casse comunali, ed evitando così la “gola profonda” della S. Giorgio spa. Un’operazione di questo tipo ha portato direttamente nelle casse comunali circa 1.600.000 euro.

Ma con l’arrivo del Natale, cominciano ad arrivare le prime notizie rassicuranti. Il primo lieto annuncio, comunica ai fasanesi che nelle casse comunali è approdato un primo versamento di 360 mila euro che vede come mittente la “S. Giorgio” e solo il 19 dicembre, un “raggiante” comunicato stampa del comune informa la città che <<la S. Giorgio spa ha versato nelle casse comunali tutto l’arretrato per Ici e Tarsu, pari a tre milioni e mezzo di euro>>.

Per completare il quadro della vicenda, vale la pena ricordare le parole del sindaco Vito Ammirabile in una dichiarazione del 26 ottobre 2006, in merito allo smantellamento dell’ufficio tributi del comune e la conseguente esternalizzazione dei tributi a favore della Tri.Com. spa. Il sindaco, con fare profetico, dichiarò: <<I tributi versati dai nostri concittadini finiranno nelle nostre casse comunali. Ma non solo. La partecipazione alla società mista, consentirà al Comune di Fasano di introitare l’utile derivante dalle azioni quotate in borsa. Insomma, per il nostro Comune un’entrata in più e, soprattutto, con la gestione di tutte le entrate da parte della San Giorgio, vogliamo offrire l’ottimizzazione del servizio in favore dei cittadini».

Innanzitutto, i tributi versati dai cittadini hanno raggiunto le casse comunali solo dopo nove mesi; in più, sarebbe interessante capire a quanto ammontano gli utili derivanti dalle azioni quotate in borsa, visto che la “Tri.Com. spa” non compare tra le società quotate (sic!).

Allora, scusate un attimo. Il cittadino fasanese paga le tasse comunali ad una società mista (ovvero, Comune di Fasano, Polignano a Mare e S. Giorgio spa, ndr) che gestisce la riscossione dei tributi. Successivamente, il servizio viene “sub-appaltato” al socio privato, che di fatto incassa tutte le entrate tributarie. Inoltre, grazie alle Riforma del Diritto Societario del 2003 al socio privato di una società mista potrà essere conferita una parte di utili anche superiore alla quota di capitale sottoscritto, ed infatti, la S. Giorgio spa in alcuni casi percepirà fino al 75% della quota spettante alla società mista.

Inoltre, come da convenzione, la “S. Giorgio spa” deve riversare a cadenza trimestrale nelle casse comunali i proventi della riscossione, cosa che invece è avvenuta con 9 mesi di ritardo, senza rispettare gli obblighi previsti nella convenzione.

Tutto questo, senza dimenticare che prima di ricevere i 3,5 milioni di euro, il Comune di Fasano ha dovuto procedere ad una diffida della società, ottenendo la restituzione dei “NOSTRI” soldi solo dopo una serie di interventi da parte del sindaco Di Bari.

Allora, a questo punto occorre chiedersi: chi ha vinto in questa vicenda? E’ fuori dubbio che l’obiettivo primario era la restituzione dei soldi detenuti dalla S. Giorgio, ma in questa vicenda possiamo davvero dichiararci “raggianti”? E poi, si procederà alla rescissione della convenzione, o continueremo ad elemosinare ogni trimestre la restituzione dei nostri soldi? Ed infine, se “Il Levante” non avesse sollevato il polverone, per quanto tempo sarebbe andata avanti la questione “Tri.Com. spa”, vista anche la tragica situazione delle casse comunali?

All’informazione, il compito di trovare una risposta . . .


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