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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
3 febbraio 2009

Siamo sempre in leggera controtendenza . . .



In America, il neo Presidente Barack Obama accetta con "tristezza e rammarico" l'abbandono dell'incarico da parte di 3 neoministri per aver avuto qualche problemino con il fisco.

1. Timothy F. Geithner: problemi con il fisco per circa 34.000 dollari di tasse relative all’assistenza sanitaria e ai contributi pensionistici.

2. Nancy Killifer: per non aver pagato i contributi alla colf per un anno e mezzo.

3. Tom Daschle: evasione fiscale e risarcimento delle casse americane con circa 140 mila dollari.

I tre politici chiamati in causa giustificano la loro scelta come una forma di rispetto verso il popolo americano e per evitare critiche e problemi ai piani molto ambizioni del Presidente Obama.

Noi, poveri italiani, siamo in leggera controtendenza: abbiamo un sottosegretario accusato da diversi pentiti che non si pone neppure il problema delle dimissioni, un parlamentare eletto  nelle file degli italiani all'estero in modo irregolare che a lasciare la poltrona non ci pensa neppure lontanamente.

In fondo, noi abbiamo solo qualche parlamentare condannato in via definitiva (leggi l'elenco) che siede in Parlamento tranquillo e beato, mica i gravissimi reati finanziari americani.

Ma la cosa più grave è che la stampa italiana si occupa della vicenda americana parlando di scivolone, crisi e ostacoli per la carismatica figura di Barack Obama, come se problemi di questo genere in Italia fossero inesistenti o già risolti da tempo.

La cosiddetta informazione perchè non racconta agli italiani che noi siamo messi molto peggio? Che gli scivoloni di Obama da noi sono stati sempre la normalità, anzi, un punto in più sul curriculum personale da spendere nella carriera politica? Che in America si danno le dimissioni in rispetto del popolo e, da noi, abbiamo solo silenzio, normalità e assuefazione?

Anzi, se in Italia qualcuno si azzarda a raccontare quali sono i problemi giudiziari di questo o quel parlamentare viene additato come fazioso, volgare, controinformatore, antipolitico e, magari, disonesto.

Eh sì, d'altronde basta guardare i diversi comportamenti di Obama e Berlusconi in pubblico, per capire che l'Italia è sempre in leggera controtendenza.

Ah, les Italiens!


9 gennaio 2009

Chi è muto, chi parla, chi straparla!


FASANO: Il quartetto cetra del mutismo in Consiglio Comunale


Versione integrale dell'articolo apparso sul mensile Osservatorio di Dicembre 2008


Come ogni anno, Osservatorio dedica al numero di dicembre una veste particolare per tracciare un bilancio dell’anno appena trascorso.

Così, non volendo tradire le aspettative, tracciamo un utile resoconto numerico del Consiglio Comunale di Fasano, senza soffermarci al solo 2008 ma analizzando i numeri sin dal suo insediamento che risale a circa un anno e mezzo fa.

Sull’onda della lotta ai fannulloni, vediamo qual è il lavoro che in questa consiliatura hanno svolto assessori e consiglieri comunali; unità di misura utilizzata: il numero di interventi fatti in consiglio.

Un modo, questo, per capire quanto i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno partecipato ai lavori e chi sono i consiglieri e assessori più attivi.

Cominciamo col dire che in un anno e mezzo di amministrazione Di Bari si sono tenute 20 sedute di Consiglio Comunale, dalle quali abbiamo escluso la seduta d’insediamento.

Il “censimento” parte così dal consiglio comunale del 19 luglio 2007 e termina con quello del 16 ottobre 2008.

Unica nota da segnalare, riguarda il cambio di ruolo tra Dino Arnese e Giuseppe Contento (UDC) che l’11 febbraio 2008 si scambiano i ruoli, assumendo il primo quello di assessore ai Servizi Sociali e il secondo quello di consigliere comunale.

Partendo da questo primo caso, pare che Dino Arnese una volta diventato assessore abbia perso il dono della parola, perché mentre da consigliere comunale è intervenuto in 5 consigli su 10, da assessore, una sola volta su 10. Eppure di cose da dire ce ne sono tante: la storia infinita del nuovo ospedale, l’Ambito Territoriale Sociale e il ruolo strategico (sic!) del Comune di Fasano, ma si vede che l’assessore aveva poco da proferire.

Nella hit parade della Giunta Comunale, sul primo gradino del podio troviamo l’assessore Zaccaria, che tra swap, Tri.Com e bilancio ha avuto molto da raccontare e speriamo che per il nuovo anno si schiarisca la voce, visto che cose da dire ce ne sono ancora tante.

Al secondo posto, il vice Sindaco Scianaro, facendo registrare quasi un intervento ogni 2 consigli comunali, seguito dall’assessore Pagliara, che ha preso parola nel 35% dei consigli comunali.

Il Quartetto Cetra versione muta della giunta, vede come protagonisti gli assessori: Napoletano, Manfredi Mola e Caroli, che ad eccetto del primo, mai intervenuto in consiglio comunale, vede gli altri tutti a quota 1 intervento su 20. Complimenti e in bocca al lupo per il prossimo Sanremo!

Passando al consiglio comunale, il microfono d’oro per i numerosi interventi viene assegnato all’opposizione, con il 61%, rispetto al misero 39% della maggioranza; in media, ogni consigliere di opposizione è intervenuto in 11 consigli comunali su 20, mentre quelli di maggioranza in 5 su 20.

Per i singoli consiglieri, al primo posto troviamo Fabiano Amati, che ha parlato nel 95% dei consigli comunali, seguito a pari merito da Dino Cofano, Giorgio Cofano e Checchino Laterrenia al 90%. Medaglia di bronzo al capogruppo del PDL Gianleo Moncalvo con l’85%, percentuale record nella coalizione di centrodestra, dato che gli altri risultano pressoché ammutoliti.

Ma i vincitori del gioco del silenzio in consiglio comunale, forse molto bravi già a scuola, con zero interventi e campioni assoluti del premio “I muti per Caso”, sono: Angelini Giacomo, Cofano Marco, Colucci Giuseppe, Fanizza Carmine, Masella Francesco e Quaranta Silvio.

In verità, ci sono alcuni che fatto registrare un brevissimo intervento, come il consigliere Damiano Ferrara intervenuto una sola volta per qualche minuto solo a rimarcare la sua fiducia al sindaco nel consiglio comunale sulla vicenda del russo Sergei o come il consigliere Carmine Fanizza, che il 10 settembre 2007 prende la parola per dieci secondi, solo per esprimere un suo parere sulla lettura di un documento o ancora, come il consigliere Silvio Quaranta che nel consiglio del 26 luglio ’07 dice: “Disponibilità e Concretezza: Quaranta Silvio”.

Giusto per dare un’idea, “I muti per Caso” rappresentano con i loro voti gran parte dei cittadini fasanesi, che grazie alla democrazia rappresentativa (sic!) ora sanno che da un anno e mezzo non hanno mai detto una parola in consiglio comunale.

A proposito, per dovere di cronaca va detto che in questa analisi abbiamo volutamente escluso i sì e no delle dichiarazioni di voto, gli inviti a prendere un caffè a microfono spento, le conversazioni telefoniche e i commenti calcistici, ma visti gli orrendi risultati, la prossima volta valuteremo anche questo.

13 novembre 2008

La Casta che ingrassa e la magra informazione



Il 12 novembre scorso, durante la seduta alla Camera dei Deputati, sono stati respintI alcuni emendamenti dell'Italia dei Valori relativo ai costi della Casta.
Ovvero, l’abolizione della legge Mancia, che disperderà 70 milioni di euro per piccoli interventi di natura "clientelare", a quello sull’abolizione delle comunità montane, per finire con quello relativo alla riduzione dei rimborsi elettorali ai partiti.
Quindi, la Casta si compatta a difesa dei suoi diritti e alla faccia dei cittadini, che oltre a non essere informati, si sentono dire di stringere la cinghia, quando loro, i Cast(r)ati, si sono perfino sbottonati i pantaloni.
Una politica sciocca, che davvero offende e fa riflettere su cosa sia oggi la democrazia rappresentativa, una sorta di giochetto delle poltrone per rappresentare i propri interessi di lobby/azienda che chiamano partito.


Oltre  a questo, è molto importante segnalare che approda in Commissione Cultura la famosa legge Levi/Prodi, detta anche "ammazzablogger".
In sostanza, come detto anche dalla campagna "Free Blogger" promossa in queste ore da Beppe Grillo.
La proposta di legge, in sintesi, stabilisce che:
- ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale
- ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all'Agenzia delle Entrate
- ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione)
- ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa
- ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di "stampa clandestina": due anni di carcere e sanzioni economiche.
Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. Insomma, può impiccarsi o spararsi un colpo in testa.

Documenti correlati:
- Il testo stenografico sulla vicenda dei finanziamenti ai partiti (vedere pag. 77)
- L'elenco completo della votazione o la sintesi con favorevoli e contrati


7 novembre 2008

Mi avete preso per un Presidente del Consiglio?



Dopo i tagli della Gelmini e le pressioni per trasformare le università in fondazioni, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha deciso di creare e guidare personalmente una nuova università.
Simpatico com'è, non ha esitato a fare pubblicità alla sua nuova facoltà, esibendo a tutti gli ottimi risultati che vengon fuori dopo il percorso di studi.
Un esempio, la sua dichiarazione a Mosca durante la conferenza stampa di ieri: "Ho detto al Presidente ( Medvedev,nda) che Obama ha tutto per poter andare d'accordo con lui, perchè è giovane, bello e anche abbronzato e quindi, penso che si possa sviluppare una buona collaborazione".
Le sue doti eccelse fanno in un attimo il giro del mondo, tutti cominciano a sgranare agli occhi scoltando le parole di Berlusconi.
Tutti pensavano che le sue doti non potessero mai superare la grande figura al Parlamento Europeo quando diede del Kapò a Schulz o quando fece le corna in una foto di gruppo con i capi di stato europei.
Insomma, un grande uomo, una grande mente che ha studiato tanto per diventare quello che oggi è.
Peccato che questo lo pensi solo lui e i suoi vicini, pronti ad esaltare ogni sua parola o parodia.
Così, dopo le dichiarazioni sull'abbronzatura, il magnifico rettore  ritorna sulla scena e con uno spot elettorale dei suoi, nvita tutti a prendersi la laurea presso la sua nuova struttura universitaria.
Infatti, in riferimento alle sue dichiarazioni e alle polemiche che subito si sono scatenate, dice: "Perchè c'è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendere una laurea pubblica ogni occasione è buona".
Bene, finalmente abbiamo capito qual è il valore che Berlusconi da alla scuola e come rappresenta il nostro Paese agli occhi del mondo.

5 novembre 2008

Berlusconi-Obama: consigli per gli acquisti



Dovevamo far finta di nulla quando il sen. Dell'Utri in un'intervista parlava di Mangano-eroe, studenti fascisti rossi, fascismo e Mussolini, Saviano che fa bene ad andar via dall'Italia.
Bisognava continuare a far finta di nulla quando i ministri Frattini e Bondi, guidando il carro del PdL ci venivano a raccontare delle similitudini tra Berlusconi e Barack Obama.
Un ultimo sforzo anche quando si viene a sapere che Licio Gelli approda in tv con un suo programma televisivo.
Però basta, siamo al limite. . . non continuate!
Invece, si sa, questo paese è pieno di burloni e non esiste un limite.
Sì, perchè nel giorno in cui gli Stati Uniti dimostrano al mondo intero di saper guardare al futuro e voler puntare sul nuovo che avanza, il nostro Presidente del Consiglio scrive ad Obama per fare i suoi auguri.
Voi direte, ma cosa c'è di strano?
Nulla, se non fosse per il fatto che Berlusconi freme nell'incontrare Obama, perchè  "potrò dargli dei consigli perchè sono più anziano". Sì, i consigli per gli acquisti?
Ma non contento, aggiunge: "quello che e’ successo e’ la dimostrazione della vitalita’ della democrazia americana".
Vero!
Anzi, verissimo, perchè mentre l'America tenta di rialzarsi e andare avanti, la nostra oramai sepolta democrazia attende invano . . . e chissà per quanto tempo ancora.
Siamo alla follia pura . . .

4 novembre 2008

Il futuro è passato



Per cortesia, non Scandalizziamoci più!
Non cominciamo a criticare le dichiarazioni del Senatore Marcello Dell’Utri rilasciate a Klaus Davi in una puntata del suo programma su Youtube “ClausCondicio”.
Qualcuno dirà: ma cosa avrà mai detto il Senatore e fondatore di FI? Nulla, ha solo detto e ridetto le tante cose che da anni ripete il Presidente del Consiglio: l’antimafia rossa, gli studenti rossi, il comunismo, insomma, un discorso rosso sangue.
Dell’Utri afferma che parlare oggi di antifascismo è obsoleto e che questo tema torna oggi in auge perché non ci sono nuovi argomenti.
Questa cosa potrei anche condividerla, perché credo che ogni parola ha un senso se legata ad un dato periodo storico, quindi, se oggi il fascismo non c’è più, di conseguenza non esiste neppure l’antifascimo.
Ma vogliamo chiederci il perché?
Io una risposta me la sono data.
Oggi, si continua a parlare con termini del passato perché la politica vive ancora nel passato.
La classe dirigente di questo Paese è vecchia di almeno trent’anni, non ha nuovi argomenti perché ormai obsoleta e non avendo altre strade da percorrere, preferisce restare sul passato e tornare sulla strada già percorsa.
Ed è questo il vero problema italiano.
Il tutto sta nel rinnovamento della classe dirigente, composta innanzitutto dai cittadini ( e non da lobby politico-economiche) che guardano al futuro.
I tagli della scuola, la paralisi della giustizia, la strafottenza verso i temi ambientali, lo sfacelo della sanità, il clientelarismo e la baronia (non solo universitaria): tutto questo è figlio della generazione dei padri che consegnano a noi figli, un paese con le pezze al culo!
Anzi, magari lo consegnassero. Loro continuano a resistere perché intendono prendersi i brandelli delle pezze e lasciarci solo il deretano.
Sì, perché il dramma italiano sta in un forte conflitto che non si basa sulla diatriba tra gli schieramenti politici, sui colori di bandiera, ma solo sul confronto generazionale.
E’ questo che bisogna comprendere, bisogna cercare di rimetterci in piedi e sfruttare, se mai ce ne fossero ancora, tutte le possibilità per ricominciare e diventare “una speranza viva per le attese di ogni persona”.
Occorre far prendere le decisioni che riguardano il futuro a coloro che lo vivranno davvero.
Ma tornando a Dell’Utri.
L’illustre Senatore parla anche di scuola, venendoci a dire: “gli studenti che impediscono di studiare e frequentare le lezioni, sono figli del fascismo rosso".
Ma come, il senatore prima ci dice che l’antifascismo è obsoleto e poi viene a parlarci di studenti fascisti rossi? Che senso ha una cosa di questo tipo?
Ammettendo che questi termini sono oramai passati e seguendo il ragionamento dell’utriano, dovremmo concludere che anche la parola comunismo è obsoleta e che bisognerà avvisare il “Navigante Silvio” e dirgli che non deve più venire a parlarci di “comunisti che bollivano i bambini” e di ideologie politiche che producono “morte, miseria e terrore”.
Purtroppo, nessuno lo ha ancora avvisato e questo Paese si ritrova nel 2008 a guardare il passato, perché tanto non ha futuro.
Mentre noi, poveri italiani, siamo ancora qui a discutere di fascismo, antifascismo, comunismo, massoneria, strategia del terrore e cacchiate di questo genere, dall’altra parte dell’oceano si va avanti.
Gli Stati Uniti d’America, avanti anni luce in materia di libertà d’informazione e rinnovamento politico, stanno eleggendo il loro nuovo Presidente, che chiunque sarà, avrà comunque un nuovo volto.
Noi, invece, siamo solo in grado di spostare le pedine politiche, salvo poi riporle sempre allo stesso posto: la politica dell’alternanza!
Ma ritorniamo a Dell’Utri, che ci parla anche di Mangano, l’eroe degli amici degli amici, rimarcando come questo signore sia stato “un eroe a modo suo”, salvo ricordare a tutti che lui si sente una vera “vittima dell’Antimafia”.
Che dire, in questo Paese anche un signore, per giunta senatore della Repubblica, può dichiararsi vittima dell’Antimafia, nonostante abbia a suo carico una “condanna a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa”.
Allora, qualcuno dirà: questo è un Paese garantista, esiste la presunzione d’innocenza, ecc., ma ci sarà o no un motivo che impedirà ad un politico di occuparsi del futuro degli altri? Cosa deve fare un politico per non essere più considerato un degno rappresentante del popolo? Nulla, non esistono motivi, perché tutti possono fare tutto con il giochetto della presunzione d’innocenza.
E poi, forse esisterà anche, ma in questa Italia.
Un’Italia dove Licio Gelli va in tv, si realizzano fiction sui grandi omicidi di Stato ascoltando i brigatisti e non i familiari delle vittime, si parla meritocrazia quando l’unico metodo oggettivo per valutare un avanzamento di carriera è l’anzianità o il grado di parentela, dove la politica parla al passato e i giovani non vedono il futuro, dove tutto è capovolto e falso, caro senatore, gli unici eroi sono quelli che vivono nelle nostre case e non quelli che ci venite a raccontare voi.



23 ottobre 2008

L'ombra degli swap sul federalismo fiscale

Ho trovato molto interessante l'articolo di Fabio Amatucci, ricercatore del Cergas, Centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria e sociale della Bocconi.

Lo pongo all'attenzione dei lettori del blog


Nel corso degli ultimi anni, le perdite derivanti dall’utilizzo di strumenti derivati negli enti locali (in particolare, swap sui tassi di interesse e strumenti strutturati) hanno raggiunto livelli significativi, tanto da portare il governo, con il recente d.l. 112/2008, convertito nella legge 133 del 6 agosto scorso, a vietare agli enti locali di effettuare nuove operazioni, per un anno. Secondo dati recenti del tesoro, gli enti locali hanno operazioni di swap in corso per 35 miliardi di euro di nozionale; le perdite, derivanti dall’andamento dei tassi di interesse, stimate in 10-12 miliardi di euro, rischiano di minare pesantemente il processo di federalismo fiscale in corso.

Le motivazioni di questa situazione sono da individuare in una molteplicità di cause. In primo luogo, le amministrazioni pubbliche non sempre dispongono di professionalità adeguate per effettuare operazioni così sofisticate; la valutazione della strutturazione di un’operazione, il calcolo del fair value dello swap, l’analisi delle clausole contrattuali, degli eventuali costi impliciti e dei rischi associati richiede competenze che difficilmente si riscontrano all’interno degli enti locali. Inoltre, i funzionari non hanno la capacità di prevedere l’evoluzione dei tassi d’interesse. Considerato che lo swap è un contratto a somma zero, cioè la perdita di un contraente è compensata dal guadagno dell’altro, nel rapporto con gli istituti di credito un’amministrazione pubblica si trova in una posizione di maggiore rischio.

A fronte di queste difficoltà, gli enti locali tendono a rivolgersi a un advisor, tipicamente un intermediario finanziario. Questo fenomeno amplifica i rischi dell’operazione, in quanto spesso l’advisor assume anche la posizione di controparte con cui l’ente stipula il contratto, generando un pericoloso caso di conflitto di interessi. Negli enti locali si riscontra, inoltre, un’eccessiva fiducia verso gli istituti di credito, alcuni dei quali adottano comportamenti opportunistici, sfruttando a proprio vantaggio la rilevante asimmetria di competenze: in molti casi l’istituto di credito che propone l’operazione è il tesoriere dell’ente, con il quale si è instaurato, nel tempo, un rapporto fiduciario.

Inoltre, anche a causa dei vincoli posti dal patto di stabilità, gli enti locali non hanno colto la vera essenza e funzionalità del contratto di swap: anziché come forma di copertura dal rischio tassi, questo viene spesso utilizzato come fonte di entrate di cassa, destinata a coprire le spese correnti; il generalizzato ricorso, soprattutto in passato, al cosiddetto up-front, ha comportato sfasamenti contabili che si ripercuotono sugli anni successivi, quando i flussi diventano sfavorevoli per l’ente, con la possibilità di generare un indebitamento ancora maggiore, e con tassi più elevati, di quello posseduto prima dello swap.

A fronte di queste problematiche, le possibili soluzioni e gli interventi correttivi sono di diversa natura. Innanzitutto, occorre effettuare procedure di gara a evidenza pubblica per la selezione dell’intermediario finanziario con cui effettuare l’operazione, al fine di realizzare migliori condizioni e stimolare una maggiore efficienza del mercato. Il ricorso, spesso, al tesoriere dell’ente quale controparte dell’operazione ha permesso di aggirare il confronto competitivo tra gli istituti di credito.

In secondo luogo, occorre un segno di discontinuità, in primo luogo culturale, nell’interpretazione dei derivati: non strumenti finalizzati a creare consenso e a supportare il ciclo politico, aggirando le norme sul limite di indebitamento e sulle forme di utilizzo dei proventi del debito, bensì sofisticati strumenti finanziari di copertura dei rischi o di rimodulazione dei tassi di interesse; questo comporta che l’ente locale, una volta effettuata l’operazione, segua quotidianamente l’andamento dei mercati finanziari e le operazioni in corso, ed eventualmente intervenga in tempi rapidi con soluzioni alternative.

Infine, il miglioramento della qualità delle operazioni passa attraverso: investimenti in competenze diffuse, non centralizzate in una task force che interviene secondo una logica top-down, con l’effetto di deresponsabilizzare e di svuotare di significato lo status di autonomia riconosciuto agli enti locali; investimenti in competenze multidisciplinari, attraverso la formazione di gruppi di lavoro e units di supporto formati da professionalità differenti provenienti dagli enti locali, dalla regioni, dall’accademia, dalla consulenza, dalla finanza; un continuo confronto tra i principali operatori del settore, al fine di stimolare una crescita reciproca e un allineamento delle aspettative pubbliche e private che permette di strutturare operazioni capaci di soddisfare le esigenze delle diverse parti coinvolte.


14 ottobre 2008

Salviamo le banche con i soldi della ricerca?



Ieri si è svolto il Consiglio dei Ministri per trovare delle misure in modo da tamponare la crisi che sta investendo il mercato finanziario internazionale.
L'Italia, come gli paesi della zona Euro, attuerà delle misure per aiutare le banche e garantire la stabilità del sistema creditizio.
Il denaro da utilizzare per questa operazione sarà prelevato dai due settori che notoriamente sono al centro dei maggiori finanziamenti pubblici, ovvero: ricerca e università.
Davvero?
Certo, basta leggere il decreto del Consiglio dei Ministri approvato qualche giorno fa, dove si legge testualmente che "con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuate (...) le risorse necessarie per finanziare le operazioni  dal fondo ordinario delle universita'; delle risorse destinate alla ricerca ...".

Ora, l'idea che il sistema bancario governa il Paese e che i cittadini sempre e comunque sono costretti a pagarne le conseguenze, diventa un dato di fatto.

Con questo, si può anche comprendere che il salvataggio delle banche si reputa necessario, ma perchè tali operazioni devono riscadere sempre e comunque sulle tasche dei cittadini?

Oramai siamo alla frutta, anzi, al conto . . .


Documenti allegati:

- Testo integrale del Decreto Legge n. 237 pubblicato in G.U. il 09/10/2008

14 ottobre 2008

Quando la certezza di trasforma in paura

Riportiamo un articolo a firma di Alessandra Liotti pubblicato oggi sul quotidiano abruzzese online "Primadanoi".

PESCARA. La nomina di un legale di fiducia per una ricognizione dei contratti Swap suona come un campanello d'allarme. Di Mattia:«D'angelo assicurava che era tutto sotto controllo».


La situazione dei mercati finanziari internazionali ha portato al centro della discussione la tanto amata "Finanza Creativa".
Molti enti locali, che già vivono in una costante situazione di affanno, si ritrovano oggi a dover fare i conti con i famigerati Swap.
Questi contratti di finanza derivata che da qualche anno sono stati utilizzati troppo spesso con scarse conoscenze dagli amministratori locali, ora rischiano di causare un vero e proprio dissesto finanziario per quegli enti locali che non hanno saputo gestire questi strumenti.
Il Comune di Pescara ha deciso di affidarsi ad un avvocato d'ufficio per seguire l'andamento degli Swap comunali che, a quanto ha detto l'assessore al Bilancio del Comune, Camillo D'Angelo, sono in rosso.
Circa 350 mila sono gli euro in perdita per i contratti sottoscritti con Bnl, Unicredit e Dexiaop.
Nei giorni scorsi gli Amici di Beppe Grillo avevano chiesto all'amministrazione comunale di chiarire l'effettivo stato dei contratti sottoscritti dal Comune.
Oggi Attilio Di Mattia, esperto di finanza creativa e presidente dell'associazione Abruzzo Sostenibile si fa qualche domanda in più.
«Da tempo», ricorda Di Mattia, «stiamo cercando di sensibilizzare gli amministratori abruzzesi affinché si rendano conto del rischio che si cela dietro i contratti di Swap, ma ora, francamente, ci sembra troppo tardi per correre ai ripari».
In tutta Italia gli amministratori si chiedono come tamponare questa emergenza, cosa fare per chiudere questi contratti, quando in passato, sicuri delle loro conoscenze e potenzialità hanno "deriso" chi cercava di fargli aprire gli occhi su questa realtà.
«Non più tardi di qualche mese fa», ricorda ancora l'esperto, «in diverse trasmissioni televisive e con un botta e risposta scritto sul quotidiano PrimaDaNoi.it, segnalai il problema Swap e i rischi a cui andava incontro il Comune di Pescara. Ma l'assessore disse che era tutto sotto controllo e che i ricavi entrati nei periodi in cui il contratto era favorevole erano stati accantonati in un fondo, così come prescrive la legge. Questo, perché le somme sarebbero state utilizzate per coprire le eventuali perdite future».
Secondo Di Mattia le dichiarazioni dell'assessore non corrispondono a verità, «perché tali somme furono utilizzate per la spesa corrente, ma l'assessore continuava a replicare che non era assolutamente vero, "le somme sono state accantonate per far fronte alle perdite"».
Ma ecco la sorpresa.
In questi giorni di terremoto finanziario, la sicurezza dell'assessore si trasforma magicamente in paura, infatti, la giunta ha deliberato di affidare all'avvocato Duilio Manella per una «ricognizione dei contratti sottoscritti dall'amministrazione comunale in relazione agli Swap».

Ma sono passati solo alcuni mesi dalla pomposa sicurezza dell'assessore in materia di finanza derivata. Come mai questo incarico, questa paura?
Quando Abruzzo Sostenibile parlava di mercato incerto e fluttuante, di operazioni finanziarie ad alto rischio per gli enti pubblici e di situazioni da monitorare quotidianamente, «ci sembrava di essere una voce nel deserto che veniva taciuta dalla sicurezza e competenza di questi stessi amministratori che oggi si dimostrano impauriti e sprovveduti».
Questa vicenda mette in luce, secondo Di Mattia, «tutta la pochezza degli amministratori pubblici che troppo spesso agiscono con superficialità e scarsa conoscenza. Ma se dovessero essere loro a coprire tali perdite anziché i cittadini? Bhè, allora credo che più di qualcuno avrebbe riflettuto più volte prima di sottoscrivere i contratti e si sarebbe sin da subito adoperato per avere una consulenza esterna su queste operazioni di swap».

13 ottobre 2008

SWAP: La politica comincia a muoversi


Andamento dell'Euribor a 6 mesi da dicembre '07 a giugno '08

Si attendeva da tempo un'azione concreta della istituzioni e della politica che prendesse in mano l'annosa questione Swap.
I derivati finanziari contratti dagli enti locali rischiano di trasformarsi in veri e propri boomerang.
Da operazioni utili a contenere gli interessi sul debito, si sono presto trasformati in perdite e flussi di cassa negativi che gli enti locali non possono più sopportare.
Sono tanti gli esempi nella nostra regione: Taranto, Brindisi, Francavilla Fontana, e tanti altri . . .
Ora, finalmente l'ANCI ha compreso la gravità della situazione, vista anche la crisi finanziaria che sta coinvolgendo il sistema internazionale, tanto da promuovere un tavolo tecnico tra ANCI Puglia e ABI, al fine di chiarire la situazione attuale e le scelte future da intraprendere a tutela degli enti locali colpiti dalla febbre delle "Finanza Creativa".
Alle 15 di oggi, mentre il Presidente del Consiglio è in America al Columbus Day, il Consiglio dei Ministri si riunisce per esaminare tra gli altri, i seguenti punti:

1. creazione di una linea di credito per aumentare la liquidita' delle banche;
2. garanzie dei governi sui prestiti bancari fino al 31 dicembre 2009;
3. la possibilita' di intervento dei governi per ricapitalizzare le banche;
4. l'impegno a evitare qualsiasi fallimento di istituzioni rilevanti;
5. regole contabili piu' flessibili, con la sospensione del cosiddetto 'mark-to-market';
6. piu' cooperazione tra Paesi, Commissione Ue, Bce ed Eurogruppo.

Prossimamente gli aggiornamenti sulle azioni decise dal CdM . . .

In allegato:
- Comunicato Stampa gruppo PD al Comune di Fasano (Br)
- Comunicato Stampa ANCI Puglia

9 ottobre 2008

Buon Appetito!



Sono sei mesi che continuiamo incessantemente a ricordare la gravità del problema Swap e derivati finanziari.
Ora, nel momento di crisi in cui versa il mercato mondiale, sarebbe opportuno capire quali sono gli ulteriori rischi che dovranno sopportare gli enti locali (cioè i cittadini) che hanno contratto operazioni di questo tipo.
Basta fare una passeggiata sul web ed è facile incontrare articoli, analisi finanziarie, iniziative, interviste e considerazioni sul triste futuro che attende gli illuminati amministratori che si sono divertiti a giocare con la finanza creativa senza conoscere una beata mazza!
Da Nord a Sud, isole comprese, dal centrodestra al centrosinistra, dai piccoli comuni alle grandi città, tutti sono coinvolti nel vorticoso gioco della Finanza Creativa di Tremontiana memoria.
Anche a Fasano, per non sentirsi da meno, ci si è tuffati a capofitto in questo gioco al rialzo o al ribasso dei tassi d’interesse.
Gli amministratori hanno gestito i soldi dei cittadini mettendo sul tavolo verde i loro debiti, hanno pensato che così facendo, il debito da groppo sulle spalle delle casse comunali, si potesse trasformare in una risorsa da cui ricavare liquidità.
Così non è stato e, vista la situazione mondiale, non lo sarà per molti anni.
Nel nostro caso le perdite si sono quasi raddoppiate in un anno, senza che nessuno abbia il coraggio di trovare una soluzione e discutere del problema con dati alla mano.
Ora, speriamo solo che nonostante le tante rassicurazioni che ci arrivano dalle stanze dei bottoni, i cittadini oltre a pagare le conseguenze delle scelte assurde dei loro amministratori, non si ritrovino a rimettere mano al portafogli per salvare quelle stesse banche che da anni propongono operazioni finanziarie ad alto rischio.
E sia chiaro a tutti. Nell’affrontare il tema swap, se mai sarà affrontato, è gradito che gli amministratori non si nascondano dietro la solita scusa dei mercati fluttuanti, della congiura internazionale e della triste fase che sta affrontato il sistema bancario.
Non ci sono scuse!
Esistono solo delle colpe che hanno nomi e cognomi.
E speriamo che prima o poi qualcuno intervenga, a tutela dei cittadini e delle loro tasche bucate!

Segnalazione video: clicca sull'immagine per vedere tutti i video sugli swap



4 ottobre 2008

A caval VOTATO non si guarda in bocca!

A caval donato non si guarda in bocca: La dentatura del cavallo ha molta importanza nella scelta dell'animale, ma qualora venga regalato dovrebbe essere accettato così come viene offerto. Il proverbio è perciò un rimprovero rivolto a coloro che anziché essere contenti dei doni ricevuti, hanno la brutta abitudine di criticarli.



Durante il Consiglio Comunale del 2 settembre scorso, al punto 5 dell’ordine del giorno si approvava la rendicontazione dell’esercizio finanziario 2007.
Negli interventi che hanno preceduto la votazione, il consigliere comunale Giorgio Cofano cita più volte l’articolo apparso sul mensile Osservatorio e su questo blog, dove si parla della possibile illegittimità legata alla convenzione stipulata dal Comune di Fasano e la società mista Tri.Com. spa per la gestione dei tributi locali, oltre a ricordare a tutti l’annosa questione degli swap e derivati finanziari in cui è incappato l’ente comunale.
Ma andiamo per ordine.
La prima questione messa sul banco degli imputati è la vicenda Tri.Com, a cui risponde il Sindaco Lello Di Bari precisando che “per il discorso Tri.com, a cui lei [il consigliere Cofano,cdr] faceva riferimento, non siamo fermi. Noi abbiamo chiesto, di comune accordo con il Comune di Polignano, una convocazione dell’assemblea straordinaria per le modifiche statutarie, così come era stato richiesto, per aver un maggior controllo della situazione. Se questo non sarà, andremo sicuramente alla revoca dell’affidamento fatto. Non siamo assolutamente fermi. Noi avevamo chiesto, il Comune di Polignano e il Comune di Fasano, che fosse fissata per stamattina [2 settembre ‘08] l’assemblea straordinaria a Polignano. Ieri [1 settembre ‘08]ci è arrivata una comunicazione che non si è ancora riunito il Consiglio di Amministrazione. Che si riunirà in questi giorni, per comunicarci la data in cui dovremo recarci a Polignano”.

Sta di fatto che il Sindaco non risponde alle perplessità sollevate dagli interventi, infatti, non si capisce perché dopo il voto unanime in consiglio comunale per provvedere alla rescissione del contratto, ancora si continua a discutere di revisioni delle convenzione, accordi, tavoli tecnici e quant’altro serva a prendere del tempo per continuare questa collaborazione che da contratto durerà fino al 2026.
A seguire, l’intervento dell’assessore alle Risorse Finanziarie, Giuseppe Zaccaria, che si diletta in un pistolotto d’altri tempi dimostrando nelle opinioni, mai nei fatti, che la vicenda Tri.Com è ampiamente conosciuta e monitorata, perché “non è vero che stiamo trascurando la cosa. Non ci voleva l’articolo del giornale per fare aprire gli occhi di fronte ad un problema che esiste. Il problema Tri.com lo stiamo controllando quotidianamente. Diceva il sindaco che abbiamo sollecitato il consigliere, espresso da questa amministrazione, ad intervenire presso la Tri.com, perché venga promossa l’assemblea, perché dobbiamo cambiare le norme statutarie.
E non perché ce lo dice il giornalista famoso. Perché all’epoca, deve sapere il giornalista famoso, che non era vero che quel provvedimento era illegittimo”.
È bene ricordare allo smemorato assessore che l’articolo cita testualmente che “il servizio di riscossione dei tributi, sulla scorta della sentenze del Tar, appare completamente illegittimo”.
In altre parole, se quello che dice il TAR è vero, attualmente la convenzione non rispetta i criteri che rendono legittimo questo tipo di affidamento e che il tutto va rivisto secondo le nuove disposizioni (sentenza n. 1404 del 19 maggio 2008 del TAR di Lecce e documento dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 3 marzo 2008 in allegato).
L'unica cosa certa è che, ad oggi, l’organizzazione delle società miste deve rispettare delle norme che a Fasano non vengono minimamente prese in considerazione e, come se non bastasse, l’assessore continua a dire che “stiamo chiedendo alla Tri.Com di rivedere, modificare le norme statutarie, così come prevede la Finanziaria del 2008”.
Cosa?
Ma se nove mesi fa, il Sindaco disse che “il 5 dicembre [2007] presso Palazzo di Città del Comune di Polignano a Mare si sono incontrati il Sindaco del Comune di Polignano a Mare (…) il Sindaco del Comune di Fasano (…) e in rappresentanza della Società San Giorgio S.p.A., il dottor Luca Petrucci, anche consigliere di amministrazione della Società TRI.COM S.p.A”, per discutere della “risoluzione delle problematiche afferenti il rapporto tra gli enti locali, la TRI.COM e la Società San Giorgio S.p.A.”.
Tradotto, l’oggetto della riunione era la risoluzione del contratto per una serie di inadempimenti della società.
La decisione fu dettata dal voto unanime del consiglio comunale il 29 novembre ’07 e, infatti, nel la seduta successiva (6 dicembre 2007,ndr), il sindaco comunica ai consiglieri che “l’avvio del procedimento per la rescissione è stato dato”.
Ora, sulla scorta di queste dichiarazioni, sapendo che la Tri.Com ha più volte ritardato i pagamenti, non sta rispettando la convenzione e si è avviata la risoluzione del contratto, come si può ancora parlare di “rivedere, modificare le norme statutarie”?
Poi l’assessore viene a dirci che sta “tutti i giorni con il fiato sul collo del sindaco perché si risolva immediatamente il contratto”. Allora, scusate, ma di cosa stiamo parlando? Volete spiegare ai cittadini se la Tri.Com dovrà andarsene o resterà, provvedendo poi alla revisione dello Statuto?
In questa vicenda, la mancanza di chiarezza la fa da padrona e si continua ad affermare tutto il contrario di tutto.
Purtroppo, però, non è solo sull’affaire Tri.Com che l’amministrazione ha le idee poco chiare, perché restando in ambito finanziario abbiamo anche la vicenda swap e derivati finanziari.
Su questo tema, l’assessore asserisce che “per quanto riguarda lo swap, lo abbiamo anche qua [in consiglio comunale, ndr] sviscerato, non grazie anche a questo fantomatico giornalista, perché altrimenti lo facciamo così famoso che lo portiamo alla televisione”.
Per fornire una quadro quanto più chiaro possibile sulla vicenda, è bene ricordare a tutti che sviscerare significa “esaminare con gran cura e attenzione, studiare a fondo” ; peccato che dalla lettura dei verbali del consiglio comunale non si evinca nulla di tutto questo.
Seguendo gli atti è facile capire come la questione swap approda per la prima volta in consiglio comunale il 29 novembre ’07.
In quella data, il consigliere Dino Musa invita “l’assessore al Bilancio a spiegare al Consiglio Comunale e ai cittadini in che cosa consistono questi swap e perché il Comune di Fasano si ritrova a dover subire le conseguenze negative di questa sorta di lotteria”.
L’assessore risponde: “mi sforzerò di spiegare che cosa significa questa parola mostruosa. Anche se, ne sono convinto, che lei [al consigliere Musa,ndr] l’avrebbe spiegato certamente meglio di me.
Si tratta di finanza derivata … di un contratto sottoscritto negli anni passati, che l’amministrazione passata ha avvallato attraverso una delibera di Giunta ed era sottinteso che l’abbiamo sottoscritta” (sic!), comunque, “era una proposta fatta dal dirigente del Servizio Finanziario il quale propose di utilizzare questo strumento perché riteneva potessero esserci dei vantaggi per l’amministrazione comunale, in termini proprio di maggiori entrate”.
Come da tempo andiamo raccontando, il dirigente ha proposto un affare e la giunta, senza sapere di cosa si stesse parlando, ha sottoscritto tutto, senza coinvolgere il consiglio comunale.
Fin qui è storia nota.
La cosa interessante è che nel continuare il suo intervento, l’assessore mette in campo tutta la sua straordinaria chiaroveggenza e conoscenza dei mercati, dichiarando che “stiamo subendo qualche perdita, abbiamo anche avuto modo di consultarci e di verificare se il fenomeno è sotto controllo o meno e allo stato lo è” ma, udite udite, “c’è una tendenza dei mercati a far scendere l’Euribor”.
Infatti, l’Euribor dal 2007 al 2008 è aumentato dell’8,92% comportando 150 mila euro di perdite per il Comune. Previsione azzeccata e ottima dimostrazione di come la situazione sia perfettamente sotto controllo.

Poi, da “buon padre di famiglia” come si definisce lui stesso, ci viene a dire che “questi tipi di strumenti sono estremamente sensibili e delicati … Tengono conto dell’andamento dei mercati. E siccome stiamo parlando di cosa pubblica, se è vero che abbiamo guadagnato 350.000 euro in questi anni, è anche vero che c’è il rischio che potremmo rimetterceli. Per cui nel momento in cui riterremo che la cosa non sarà più controllabile, immediatamente chiederemo la rescissione del contratto stesso”.
Al dibattito si aggiunge il consigliere Fabiano Amati, chiedendo all’amministrazione se “mantenere in piedi il contratto o se, in alternativa, è più utile fuggire nonostante le penali”.
L’assessore risponde dichiarandosi “preoccupato” e l’unico atto concreto fino ad oggi è la presenza di una voce nel Bilancio 2008 (pari a 100 mila euro, ndr) relativa all’estinzione del contratto di swap.
Molto interessante anche la dichiarazione del consigliere di maggioranza Mimmo Capozzi, che precisa come il contratto di swap non è stato mica sottoscritto “da un gruppetto di politici sprovveduti. In questo tranello, in questa trappola ci son caduti tantissimi comuni e tantissimi comuni anche del centro sinistra”.
Come se il problema fosse il colore politico dell’amministrazione e non il serio rischio per la finanza comunale. E poi, si evince dai fatti che gli amministratori non sono affatto sprovveduti.
Anche il consigliere di maggioranza Gianleo Moncalvo partecipa alla discussione, precisando che l’assessore “valuterà, tenendoci informati, quale sarà poi effettivamente la strada da percorrere: se pagare la penale oppure continuare a rischiare, qualora il rischio sia ragionevole”.
Come: rischio ragionevole?
Un’amministrazione comunale che gioca con i soldi dei cittadini deve continuare a farlo solo se i rischi sono ragionevoli? Ma qual è il concetto di amministrare? Ma, soprattutto, i cittadini sanno che le perdite le pagheranno loro? Perchè questi signori non giocano con i loro soldi?

Per concludere il quadretto swap e dimostrare che l’operazione è davvero sotto controllo, aggiungiamo un pezzo dell’intervista al sindaco Lello Di Bari dell’11 gennaio 2008, dove interrogato sulla vicenda swap, ci dice che “quando ci fu proposta la delibera di giunta per la sottoscrizione dello swap dall'allora detentore della delega al bilancio (l'ex sindaco Vito Ammirabile,ndr) e col parere favorevole del dirigente dell' ufficio finanziario, personalmente, parlare in quel contesto di swap o di swatch era la stessa cosa, perché non conoscevo in cosa consistesse questa rischiosa operazione . Solo nell'estate scorsa, in veste di sindaco, ho dovuto fare i conti con questi strumenti di finanza derivata e ho capito che nel nostro caso ci è stato teso un tranello dalla banca BNL e noi, come tanti altri Comuni, ci siamo cascati”.
In merito alle azioni future, il sindaco si dice “fermamente deciso a riportare a zero questa situazione: dalle informazioni in nostro possesso, abbandonare oggi lo swap ci costerebbe circa 800mila euro”.
Peccato che alla data dell’intervista (19 maggio 2008,ndr), la penale per cancellare il contratto ammontava a 220mila euro e non a 800mila come dichiarato dal sindaco.
Dalla lettura degli atti del consiglio comunale, spiace dirlo all’assessore, ma si evince che il problema swap non è stato assolutamente sviscerato in consiglio comunale, si è parlato solo di cosa sono in generale questi contratti, della loro inadeguatezza per gli enti pubblici (ma loro lo hanno fatto comunque,ndr), dei buoni propositi per il futuro e nient’altro.
Nei fatti, non è ancora giunta una risposta alla petizione portata avanti dal forum Fasancult, dove si chiedeva “al Sindaco di Fasano e all’Assessore alle Politiche Finanziarie, di argomentare la questione [swap, ndr] in consiglio comunale, mettendo in chiaro qual è la situazione attuale, i flussi di cassa registrati dal Comune in questi mesi e le iniziative future che s’intendono prendere in materia”.
La petizione, conclusasi con un incontro pubblico alla presenza di numerosi cittadini e dell’analista finanziario Attilio Di Mattia che ha lui sì sviscerato i contratti del comune di Fasano, ha visto la partecipazione attiva di tanti giovani interessati alla città e al suo futuro.
È stato un momento per chiedere all’amministrazione comunale un esempio di trasparenza e condivisione delle scelte con i cittadini, un po’ come si è tanto sbandierato in occasione del Bilancio Partecipato.
A noi non resta che attendere, dato che l’assessore Zaccaria ha comunicato al consiglio comunale che entro il mese di settembre si terrà un incontro con alcuni analisti finanziari per comprendere bene la situazione.
Speriamo che sia l’occasione buona per un consiglio comunale monotematico nel quale si affronti davvero la vicenda swap.
Magari, ci si aspetta che l’assessore, anziché sentirsi sicuro di sé per aver sviscerato cose inesistenti e garantire che è tutto sotto controllo, quando poi i fatti raccontano altro, si prodighi nel dare spiegazioni ai cittadini, senza preoccuparsi di “fantomatici giornalisti o di future comparse televisive”.
Francamente, in quel suo intervento ci si aspettava un'analisi finanziaria seria e documentata nell' illustrare il problema, e non pistolotti insignificanti che dimostrato la totale improvvisazione che questa classe dirigente ha nell’affrontare temi così importanti.


Documenti utili in allegato:

- Consiglio di Stato: Adunanza plenaria del 3 marzo 2008 n.1
- Sez. III del TAR di Lecce: Sentenza n. 1404 del 19 maggio 2008
- Leggi l'articolo 
Tri.Com: contratto illegittimo


6 settembre 2008

Presentato Il Bavaglio

Mercoleedì 3 settembre a Roma è stato presentato il libro Il Bavaglio, con gli interventi di Paolo Flores D'Arcais, gli autori: Marco Travaglio, Peter Gomez e Marco Lillo, oltre alla presenza di Pino Corrias e Sabina Guzzanti.
Ecco il video:



16 agosto 2008

La politica del gambero

In campagna elettorale ne hanno fatto una bandiera per accaparrare voti a destra e a manca, per cercare di alleviare le tasche dei cittadini e dare un senso concreto ad una politica fatta di poche tasse e tanta gioia.
Il Governo Berlusconi ha vinto la sua sfida lanciando ai cittadini un messaggio chiaro e preciso: via l'ICI sulla prima casa, così saremo tutti più felici e il popolo bue ritornerà a sperare.

E bisogna dire che ci sono riusciti. Peccato, però, che in questi giorni cominciano i primi mal di pancia nella maggioranza e la Lega legata a Re Silvio si è accorta solo ora che l'ICI è una di quelle tasse che resta ai comuni e che non fa altro che rafforzare ancor più il tanto amato Federalismo Fiscale.

Ma come mai gli uomini del ce l'ho verde e duro non hanno alzato la voce in campagna elettorale.
Perchè solo ora quel bel giovanotto stanco e antiitaliano di Umberto Bossi ci viene a dire che "i cittadini se le tasse vanno ai loro Comuni sono disposti a dare perché vedono i risultati"? Perchè torna solo ora a parlare di autonomia finanziaria e ripristino dell'ICI?

Questa trovata sa tanto di un accordo tra amichetti che per fregare gli altri, prima fanno squadra e prendono tutti in giro, salvo poi, ritornare sui propri passi e rimettere tutto a posto. Una sorta di "contentino a tempo", giusto per far campagna elettorale, tanto poi, con la scusa che la Lega si lamenta, riportiamo tutto come prima e chi se ne frega!

Eppure, non sono molto lontani i tempi in cui i Berluscones gridavano: "Meno una. Sepolti dalle tasse accumulate nell'era Visco e in quelle precedenti, gli italiani se ne tolgono di dosso almeno una: l'Ici. In questi giorni compiliamo le denunce dei redditi, e con questo provvedimento del governo abbiamo una prima boccata di ossigeno. Non cambieremo la nostra vita, certo, ma è la prima pietra di che viene tolta dal castello fiscale che ci opprime. Il primo gesto concreto di quella politica del fare e non solo del chiacchierare che ha contraddistinto questo avvio fulminante del governo Berlusconi"!
Fulminante? Macchè, qui continuate a prendere in giro la gente, oramai asseufatta dai vostri proclami e da questa informazione falsa.

Fate la politica del gambero, con un passo avanti e due indietro... mentre il Paese continua inesorabilmente a scavare a mani nude nel marciume più totale.

Io da questa gente non mi sento rappresentato! Scusate, ma avevo bisogno di farlo sapere a qualcuno.


21 luglio 2008

Il linguaggio del corpo



Molti sembrano meravigliati dall'ennesima uscita vergognosa, razzista, idiota e anti-italiana della Lega Nord e dei suoi migliori (!) rappresentanti.
Qualche giorno fa vi raccontavo come i Padani hanno chiesto che nel Parlamento Europeo si parli il dialetto padano. Nemmeno il tempo di finire il pezzo e subito la conferma da parte di Bossi che tiene a precisare, indicandolo con il dito medio, che l'inno nazionale italiano può essere praticamente buttato nel cesso, ma prima di tirare lo sciacquone, c'inseriamo anche i professori del "sud terrone" che osano ancora andare al Nord per insegnare ai figli padani. Basta! Dice il Senatùr! Per i figli padani vogliamo professori del nord!

Siamo alla follia!

Non occorre ricordare che questa verde tartaruga ninja è un Ministro della Repubblica ed ha giurato fedeltà allo Stato Italiano, quindi, al Popolo Sovrano.

Però, dopo il batti e ribatti di accuse e difese, ecco che Bossi si difende: "A me l'Inno di Mameli non è mai piaciuto; a me piace la Canzone del Piave". "Quella è una canzone di popolo, è più vicina alla Marsigliese. Adesso sono tutti pronti a saltar su una cosa cosi', detta davanti a una platea calda. Il problema è sul contenuto, non sull'inno in quanto inno d'Italia".

Ma queste sono bazzeccole, pinzillacchere, quello che conta è che "lo Stato Fascista" lo continui a pagare e a dargli la possibilità di sputare contro l'Italia e gli italiani, per la gioia dei suoi sostenitori e della Padania tutta.

D'altro canto, è comprensibile la giustificazione dei suoi alleati di Governo, perchè il linguaggio del corpo è divenuto la nuova moda della politica italiana. E, Berlusconi, che ama sempre primeggiare in tutto e poi farsi seguire sulla strada, è stato il primo ad inaugurare questa nuova moda del comunicare.

Ah, les Italiens...

20 luglio 2008

Il gioco del silenzio



A 16 anni di distanza dall'uccisione di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta, come di consueto, sono state tante le manifestazioni in ricordo dell'uomo che con coraggio e senso del dovere ha rappresentanto lo Stato in Sicilia.
Così, il 19 luglio 2008, anche la moglie di Borsellino, Agnese, rompe il muro di silenzio e dice: "Non dimenticate Paolo!".
E proprio nel giorno del ricordo, quando le più alte cariche dello Stato scendono a Palermo per ricordare la vita e la morte di questi servitori dello Stato, il Ministro Alfano, con il Ministro La Russa e il Presidente del Senato Schifani, rassicurano la signora Agnese: "Noi non dimenticheremo suo marito, ma nemmeno chi ha fatto del male a lui alla Sicilia e a tutti noi. Non lo dimenticheremo".
Però, che strano, tutta la classe politica nazionale si spreca in comunicati stampa, incontri, presenze e ricordi del giudice Borsellino, neppure una parola, un rigo, un sussulto da parte del Presidente del Consiglio. Non un ricordo, una frase di cordoglio di circostanza, un qualcosa per "salvare la faccia". Niente di niente. Una coincidenza, una serie d'impegni che non permettono al Premier di rilasciare delle dichiarazioni o un chiaro messaggio?
L'unica cosa certa è che al silenzio di Berlusconi sulla morte del giudice Borsellino, si contrappone prima una dichiarazione e poi una lettera di "vicinanza" al Presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco.
Sì, perchè dopo l'arresto del governatore abruzzese il Premier esordisce dicendo che i giudici molte volte costruiscono dei "teorimi" d'accusa, e poi, corregge il tiro il giorno dopo quando dichiara: "Non ho mai detto che l'inchiesta in Abruzzo e' solo un teorema; non lo potevo dire perche' non conosco le carte. Mi sono augurato soltanto che l'indagine si potesse concludere con l'innocenza degli accusati", ma nel finale, da il meglio di sè dicendo che "La realtà è che su ogni 100 italiani che vengono sottoposti a processo e che vengono accusati di reati, 50 risultano innocenti".
E poi, dopo questo pistolotto nei confronti dei magistrati, proprio il 19 luglio, quando neppure una parola esce dalla bocca del signor B. per ricordare il giudice Borsellino, lui che fa? Invia un messaggio di solidarietà ad Ottaviano Del Turco. Ma non è il solo, perchè il Governatore abruzzese ha ricevuto anche altre attestazioni di vicinanza dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti e dal leader dei Radicali, Marco Pannella.
Sia chiaro, nulla di grave!
Cosa volete che sia un attestazione di vicinanza da parte dello Stato ad un governatore regionale accusato di aver incassato tangenti milionarie in tema di Sanità Pubblica e cartolarizzazioni, contro al silenzio per la commemorazione di un giudice che ha combattuto la Mafia in nome di tutto lo Stato Italiano.
Cosa volete che sia, è il semplice epilogo di una brutta storia nazionale di cui non s'intravede la fine...
Ma se qualcuno sta pensando che chi vi scrive ce l'ha con Berlusconi, si può rasserenare sapendo altre due belle notizie.
La prima è che il 26 luglio scorso, il giornale svizzero Le Temps parla dei comportamenti dei nostri rappresentanti al Parlamento Europeo e ci racconta che "il partito autonomista della Lega Nord di Umberto Bossi, ha ancora preteso che a Bruxelles si parli anche in dialetto lombardo". Questo è lo stesso Ministro Bossi che oggi in un incontro della Lega, ha alzato il dito medio mentre nell'aria risuonavano le note dell'Inno di Mameli.
Povera Patria . . .



29 maggio 2008

Riflessione post-elettorale: certezza della pena



"Una situazione di 'indulto quotidiano', in cui la certezza della pena non esiste. L'incertezza della pena rende assolutamente inutile la risposta dello Stato e vanifica gli sforzi di polizia e magistratura. Quella che abbiamo e' una situazione vergognosa".
Sono queste le parole dette oggi dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, parlando alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato, oltre a rimarcare l'impossibilità di contrastare l'immigrazione clandestina.

Se questo è vero, perchè si continua a parlare di giustizialismo? Di accanimento della magistratura, "rossa o nera" dipende dai casi, contro chi commette reati e troppo spesso lo si ritrova in Parlamento? Come mai tutto questo polverone mediatico sugli immigrati clandestini, quando poi, per stessa ammissione del Capo della Polizia, vige l'impossibilità nel constrastare tale problema?
E' vero, siamo ad inizio legislatura e ci vorrà del tempo, ma siamo davvero sicuri che le tre paroline magiche, certezza della pena, contenute nel programma dell'attuale governo verranno davvero mantenute? E se sì, per quali tipi di reati?
Queste sono delle domande a cui personalmente non riesco a darmi una risposta e l'unica cosa certa che mi viene in mente è un ricordo del passato.
Più che un ricordo, direi un incubo bipartisan . . . difficile da digerire, inutile, pretestuoso e che non depone bene nei confronti di chi oggi sventola la bandiera della pena certa.
Mi fanno pena!

Per una breve rinfrescatina di memoria, pongo alla vostra attenzione una mia
Riflessione pre-elettorale sull'indulto

27 maggio 2008

L'assessore "petroliere" giustifica gli swap

Nella rubrica settimanale di un’emittente televisiva locale, qualche settimana fa, il consigliere del PD, Fabiano Amati, parlando della situazione finanziaria del comune di Fasano e della vicenda swap, giudica l’operazione finanziaria come rischiosa e inopportuna.
Dopo qualche puntata è il turno del vice-sindaco di Fasano e assessore ai lavori pubblici, Antonio Scianaro, che incalzato sulla questione swap, dichiara: “Dopo essermi documentato sulla questione, credo che sono stati tanti gli enti locali che hanno partecipato a questo tipo di ... Certo, ci troviamo di fronte a dei dati fondamentali che hanno portato al crollo delle borse. In tutti questi anni, chi ha avuto modo di risparmiare, d’investire nell’azionario e nei derivati, sicuramente non sta vivendo un momento felice”. Quando, poi, gli viene detto che molte associazioni di consumatori vedono l’operazione di swap per gli enti locali, come una sorta di trappola, l’assessore risponde: “Queste sono delle scelte non facili. Tutto è stato fatto in buonafede, ma purtroppo, la situazione mondiale è difficile … io sono un appassionato di finanza e seguo quasi giornalmente … e mai ci siamo trovati davanti a questi scenari dove il barile di petrolio siamo passati da 40 a 125 dollari”.

continua
7 maggio 2008

Senatori . . . amici degli amici

Voi, oh gente italica, che con cotanto disprezzo guardate a noi poveri terroni, che per i nostri modi, per il nostro vivere felice e clientelare, vi risultiamo insopportabili. Pensavate che vi regalassimo solo Totò Cuffaro in Senato? Solo un colluso con singoli mafiosi? Illusi. Noi le cose le facciamo bene e fino in fondo. O non le facciamo. Voi sapete che gli eletti siciliani dell'Udc al Senato sono in tre; la Sicilia è infatti l'unica regione dell'universo in cui l'Udc ha raggiunto il quorum. Tre: Totò il condannato, D'Alia e Antinoro. Ma forse non sapete che Antinoro era candidato anche all'Assemblea Regionale Siciliana. E forse non sapete che opterà proprio per la Sicilia, lasciando vacante il seggio al Senato. E sapete chi lo sostituirà? Il quarto classificato. Chi è? Avete presente chi è Giovanni Brusca? Gli amici lo chiamavano il Porco, o lo Scannacristiani. Provate ad immaginare il perchè. Noi lo chiamamo semplicemente il mostro. E vi assicuro che siamo gentili. Ha commesso più di 150 delitti, tra i quali quello del 15enne Di Matteo, figlio di un pentito. Strangolato e poi sciolto nell'acido dopo il suo ordine. "Centocinquanta omicidi, ma meno di duecento", ci tiene a precisare. Il Porco è anche colui che materialmente riempì di tritolo il tunnel sotto l'autostrada di Capaci e che poi premette il telecomando, uccidendo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro. Ecco. Quest'uomo si dichiara migliore amico di Salvatore Cintola, del senatore Salvatore Cintola, nostro secondo regalo al Senato. E' lui che sostituirà Antinoro. "Minchia" direte.

continua
9 aprile 2008

Riflessione pre-elettorale

A pochi giorni dal voto per le Elezioni Politiche del 13 e 14 aprile, vale la pena fare una piccola riflessione su un tema molto sentito dai cittadini.

In questi mesi, molto è stato detto sulla forte attenzione dell’opinione pubblica nei confronti della precarietà, del potere d’acquisto, del lavoro ai giovani, ma anche dei costi della “casta politica”, della Pubblica Amministrazione, del problema ambientale, della scuola, della comunicazione e del mondo dei media, e in numerosi frangenti, della legalità e giustizia, della sicurezza dei cittadini e lotta alla criminalità organizzata.

Bene, su questo ultimo argomento vale la pena soffermarsi un po’, perché se da un lato si garantisce sicurezza ai cittadini e lotta alle grandi organizzazioni malavitose del nostro paese, dall’altro, non va dimenticato che nella scorsa legislatura è stata varata la legge sull’indulto, cioè, “un provvedimento generale di clemenza, ispirato, almeno originariamente, a ragioni di opportunità politica e pacificazione sociale, ma a volte degenerato nella prassi in strumento di periodico sfoltimento delle carceri”.

La legge n. 241 del 31 luglio 2006 (concessione di Indulto,ndr), prevede che “è concesso indulto per tutti i reati commessi fino al 2  maggio  2006,  nella  misura  non superiore a tre anni per le pene detentive  e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole o congiunte  a  pene  detentive”.

Dall’indulto, sono esclusi alcuni reati, come: terrorismo, strage, banda armata, mafia (salvo il 416-ter), riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, pedo-pornografia, tratta di persone, violenza sessuale, sequestro di persona, riciclaggio, usura, razzismo, produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti.

Da più parti si sono sollevati applausi o fischi a questo provvedimenti “bipartisan”


continua
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29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

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