.
Annunci online

cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
27 settembre 2008

SWAP: 150.000 euro persi solo nel 2008

Sperando di fare cosa gradita ai tanti che seguono con attenzione le vicende politiche locali, cerchiamo di riportare nella nostra realtà fasanese le informazioni che giungono dal mondo economico e finanziario europeo.




Articolo già pubblicato sul mensile OSSERVATORIO n.9 - settembre 2008


La decisione della BCE (Banca Centrale Europea, ndr) che nell’immediato non è previsto alcun taglio ai tassi d’interesse fa correre inevitabilmente il pensiero al Comune di Fasano e alla bella storiella che qualche mese fa ha raccontato il nostro giornale (vedi n.4 aprile ’08, ndr) sulla vicenda Swap e derivati finanziari, grazie all’analisi del dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata e strumenti finanziari.
In questo studio sugli swap (che vuol dire letteralmente scambio) si parlava di come vi fosse stato un baratto tra la Banca BNL e il Comune di Fasano, relativo ai tassi d’interesse da pagare su un debito di base che il Comune già aveva.
Lo scambio, come si ricorderà, prevedeva che la Banca sostituisse il Comune nel pagare un tasso fisso d’interesse, mentre, il Comune corrispondeva all’istituto di credito un tasso d’interesse variabile, definito dall’Euribor a 6 mesi (un indice dei mercati finanziari) a cui si sarebbe sommato un margine di guadagno per la banca su ogni operazione: lo spread (vedi tabella).
I forti dubbi legati a questa tipologia di operazioni riguardavano soprattutto la convenienza economica che si nasconde dietro questi strumenti di finanza derivata, perché dai numeri si evinceva che, dopo una serie di ristrutturazioni del contratto iniziale, stipulato nel 2004, si è giunti inevitabilmente ad una serie di eventi oggettivamente sfavorevoli per l’ente comunale, che vedeva giorno dopo giorno assottigliare il suo margine di guadagno e aumentare le sue perdite.
Altre perplessità riguardavano il doppio ruolo della banca come venditore e consulente dell’operazione stessa, la mancanza di strumenti di controllo da parte del comune sulle operazioni consigliate dalla banca e, soprattutto, le scelte future da intraprendere per cercare di trovare una giusta soluzione per tamponare questa ferita che rischia di dissanguare le casse comunali.
Dal nostro canto, come soggetti tenuti a fornire una corretta e trasparente informazione ai cittadini, abbiamo cercato, con tutti i nostri limiti, di ricostruire un quadro completo della situazione, ponendoci delle domande sui fatti concreti e cercando delle possibili soluzioni, per evitare di cadere nel solito “sentito dire” o nella critica qualunquista.
Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che il problema venga affrontato in Consiglio Comunale e, in attesa che ciò avvenga, cerchiamo di capire quanto incida la scelta della BCE sul contratto di swap tra BNL e comune di Fasano.
In primis, va chiarito che, come da contratto, la somma che il comune di Fasano deve corrispondere alla banca, viene calcolata in base all’andamento dell’Euribor nel semestre precedente: dunque, la “bolletta” che Fasano pagherà a dicembre 2008 è stata calcolata sulla curva dell’Euribor da dicembre 2007 a giugno 2008 (vedi grafico).
Una volta analizzato l’andamento di questo “termometro” finanziario, calcolato il guadagno che la banca percepisce per ogni operazione, al comune viene comunicato l’importo da corrispondere.
Così, la BNL il 18 luglio scrive al Comune segnalando cortesemente che “con valuta 31/12/2008 provvederemo ad addebitarvi l’importo di 82.419,44 euro”; a tale somma, va aggiunta la somma pagata a giugno 2008, pari a 67.592,52 euro, per un totale per l’intero 2008 di 150.011,96 euro.
Analizzando il grafico dell’Euribor si nota facilmente che dal dicembre 2007, periodo di riferimento per calcolare il pagamento di giugno 2008 e lo stesso mese, utilizzato per calcolare il pagamento di dicembre 2008, si registra un aumento dell’Euribor a 6 mesi pari all’8,92%.
Tale aumento porta inevitabilmente alla crescita dei flussi di cassa negativi per il Comune di Fasano, così come registrato dalle previsioni, e precisamente pari a 63.427 euro in più dal 2007 al 2008.
Una notizia, questa, che riapre inevitabilmente la discussione sul problema swap, per capire come si sta muovendo la politica fasanese su questo tema e quali saranno le azioni da intraprendere per il futuro.
L’augurio, almeno per questa vicenda, è che i cittadini siano messi a conoscenza del problema e delle scelte future, e che lo scottante tema swap approdi in consiglio comunale.

Articoli correlati:

- Intervista al Sindaco di Fasano dove si parla per la prima volta di swap
- Inchiesta sugli swap e intervista al dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata
- Swap: cambierà qualcosa?
- L'assessore "petroliere" giustifica gli swap

- Leggi il testo integrale della petizione
- Guarda le foto dell'incontro: foto1 - foto2 - foto3 - foto4 - foto5
- Guarda le foto della conferenza stampa: foto1 - foto2 - foto3
- Articoli: Quotidiano di Brindisi e Il Levante su consegna firme


3 settembre 2008

TriCom: contratto illegittimo?

Cominciavamo a pensare che dopo i tanti problemi sorti in questi mesi, non saremmo più stati costretti ad occuparci della vicenda legata alla Tri.Com spa. Ed, invece, dobbiamo ricrederci. Non ci si può distrarre neppure un secondo, che subito arrivano nuove sorprese.

Nelle scorse settimane, infatti, i 20.000 contribuenti fasanesi hanno dovuto fare i conti con il pagamento della TARSU (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), in scadenza il 30 giugno 2008.

Peccato, però, che le comunicazioni per il pagamento della tassa comunale siano state recapitate ai contribuenti nei primi giorni di luglio, cioè dopo la data di scadenza e, quindi, tale ritardo nel pagamento è soggetto ad interessi di mora.

Un inconveniente, hanno spiegato quelli della Tri.Com, legato a ragioni tecniche e a problemi di servizio postale.

Così, per evitare un incasso non dovuto (le penali) e tutelare (sic!) le tasche dei cittadini, la giunta comunale con delibera di Giunta Comunale n. 135 del 17 luglio, ha stabilito che i versamenti avvenuti dal 1 al 31 luglio 2008 non saranno soggetti a sanzioni.

Fin qui, si potrebbe parlare di uno dei tanti disguidi che sta interessando l’esternalizzazione dei tributi comunali. Ma non è tutto, perché resta ancora un piccolo particolare da chiarire, che riguarda i costi che la Tri.Com chiede al cittadino, per avergli ricordato di pagare.

Infatti, in ogni lettera di avviso bonario inviata ai 20.000 contribuenti fasanesi, la Tri.Com ha scaricato sulle tasche del cittadino il costo di 1 euro relativo alle spese postali.

Non si capisce perché sul contribuente debba gravare il costo del francobollo: nelle casse della Tri.Com entrano così parecchie migliaia di euro, che invece dovrebbero essere a carico del gestore.

Un’anomalia che fa comprendere come la cosiddetta società mista Tri.Com. spa, utilizzi due pesi e due misure quando si tratta di soldi, perché da un lato chiede il recupero delle spese postali e diritti di mora non dovuti; dall’altro, invece, decide come e quando riversare le somme nelle casse comunali, così come avvenuto più volte nei mesi scorsi.

Per il momento, i ritardi relativi ai riversamenti dei tributi nelle casse del Comune di Fasano, pare siano stati risolti temporaneamente con l’introduzione di una nuova tipologia di trasferimento fondi, detta Cash Pooling. In cosa consiste?

In sostanza, la San Giorgio spa, socio privato della società mista Tri.Com, incassa sui suoi conti le entrate tributarie relative al Comune di Fasano e, quotidianamente, in modo automatico, le entrate vengono trasferite nelle casse comunali. Spetterà poi al Comune conferire alla Tri.Com gli aggi relativi al servizio offerto. Ciò, al fine di evitare che la San Giorgio si trattenga oltre il dovuto le somme incassate per conto del Comune.

Le inadempienze della Tri.Com sono state molteplici in questi primi due anni di gestione: non ultima, la mancata realizzazione di una banca dati a Palazzo di Città per monitorare i flussi e le attività della società affidataria del servizio.

Il dato più eclatante, però, è che il contratto stipulato dalla TriCom col Comune di Fasano per la gestione per 20 anni del servizio di riscossione dei tributi, sulla scorta di recenti sentenze del Tar, appare completamente illegittimo.

Per la verità, qualcuno potrebbe pensare che questa convenzione sia soggetta alle norme del “decreto Bersani” (D.L. n. 223 del 4-7-2006), dove, all’art. 13 comma 1 si legge che “le società a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche locali … per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza, devono operare esclusivamente con gli enti costituenti o partecipati o affidanti”, se così non fosse, il comma 3 dispone che “tali società cessano entro 30 mesi” (al 30 luglio ’08,ndr).

Questo decreto non interessa il soggetto Tri.Com, perché la società mista fornisce un servizio solo e soltanto agli enti partecipanti alla società, cioè ai comuni di Fasano e Polignano a Mare. Nel caso in cui fornisse il medesimo servizio ad un Comune non facente parte della società, allora solo per quell’ente il servizio si dovrebbe sospendere entro la data indicata.

Quindi, fatto salvo il decreto Bersani, c’è qualcosa che lascia seri dubbi sulla regolarità dell’affidamento del servizio: altra perla del sindaco Vito Ammirabile nel quinquennio della sua gestione amministrativa.

La “magagna” con la quale si è proceduto all’affidamento del servizio a Fasano si svela con la sentenza n. 1404 emessa il 19 maggio 2008 dalla terza sezione del Tar di Lecce, in merito ad una vicenda legata alla gestione di un parcheggio interrato da parte di una società mista.

Leggendo la sentenza, è chiaro come i giudici amministrativi diano una spiegazione su cos’è una società mista, a quali norme deve dar conto e, soprattutto, come si individua il socio privato e come è possibile la relativa concessione del servizio.

Sulla scorta delle indicazioni fornite dalla sentenza del Tar, sorgono numerosi dubbi sulla regolarità dall’affidamento del servizio alla TriCom spa.

Ma partiamo dall’inizio.

La società mista Tri.Com spa è composta al 51% da capitale pubblico (46% Polignano a Mare e 5% Fasano) e al 49% da capitale privato (San Giorgio spa). Tale tipologia di società è definita in house, cioè fatta in casa, come le orecchiette e gli strascinati. E, come le orecchiette, il mastro pastaio ha il diritto/dovere di controllare tutti gli ingredienti in tutte le fasi di lavoro. Cosa che, come vedremo, puntualmente non avviene.

L’ente pubblico, sentenzia il Tar, deve scegliere il socio privato con procedura ad evidenza pubblica: a Fasano, ciò non è avvenuto, perché la TriCom non ha partecipato a nessuna gara d’appalto per aggiudicarsi il servizio fasanese. La gara ad evidenza pubblica si rende necessaria per salvaguardare il principio del libero mercato ed evitare che un privato, di comune accordo con le pubbliche amministrazioni, metta su delle società miste al fine di bypassare la gara ad evidenza pubblica (ma quando mai!, ndr).

La gara di affidamento può essere evitata solo e soltanto se la società è a capitale interamente pubblico.

Non solo: il Tar rimarca che, sempre al fine di salvaguardare concorrenza e libero mercato, l’oggetto sociale non dev’essere generalista e/o eccessivamente ampio, perché “tale strumento può costituire l’artifizio che consente l’affidamento diretto senza passare per le procedure ad evidenza pubblica”.

Il problema s’infittisce quando, oltre alla sentenza del Tar, si comincia a dar retta al documento dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 3 marzo 2008, dove si specifica che “la giurisprudenza comunitaria dichiara illegittimo l’affidamento di servizi a società preesistenti e non appositamente costituite per quella specifica attività, anche se i soci privati siano stati selezionati con gara”.

Questa sì che è una notizia di quelle che dovrebbe far saltare più di qualcuno dalla sua comoda poltrona!

Perché, mentre il Tar ci dice che per il socio privato di una società occorre una gara pubblica (e per la TriCom non è stata fatta), il Consiglio di Stato aggiunge carne sul fuoco, dichiarando che questa benedetta società mista dev’essere costituita ex novo e per un servizio specifico.

La nostra TriCom, invece, si era già costituita tra il comune di Polignano e la San Giorgio spa con atto notarile Rep. N. 107339 n. 20167 del 27 marzo 2006 e solo successivamente, con delibera di consiglio comunale n. 71 del 29 giugno 2006, il Comune di Fasano decide di “aderire in qualità di nuovo socio pubblico” con l’acquisto del 5% di capitale pubblico.

Già questo basterebbe per scatenare una dura e seria riflessione politica sulla vicenda, ma tra le informazioni del Tar e quelle del Consiglio di Stato, non ci facciamo davvero mancare nulla, perché in ultima analisi si evince come l’ente pubblico, per i contratti di affidamento in house, deve avere il controllo totale della società.

Ma questo accade? Certo che no! Il controllo da parte del Comune di Fasano sulla Tri.Com è pressoché inesistente, a partire dal consiglio di amministrazione, composto a maggioranza dal socio privato e non dai due enti pubblici che detengono però la maggioranza del capitale societario.

La TriCom, poi, in più occasioni non ha rispettato gli impegni prescritti nella convenzione.

Infatti, all’art.10 della convenzione tra comune di Fasano e Tri.Com spa, al comma 4 si specifica testualmente che “la società (Tri.Com, ndr) ha l’obbligo di predisporre presso il Servizio Entrate del Comune di Fasano, una postazione distaccata di sola consultazione delle banche dati di tutte le entrate oggetto di affidamento, così da poter consentire al Comune stesso di ottenere notizie ed informazioni in tempo reale”.

Ovviamente, anche questa è una delle tante promesse non mantenute, nonostante il polverone del novembre scorso per i mancati riversamenti dei tributi e la promessa solenne da parte della Tri.Com di installare al più presto una postazione a Palazzo di città per il controllo delle entrate.

Ma il sindaco Di Bari, quando prese posizione e fece balenare l’idea di una possibile risoluzione del contratto, non pose tra le condizioni per sedersi al tavolo delle trattative la creazione di una postazione telematica per il controllo dei flussi all’interno del Comune? A che punto siamo? Quanti anni occorreranno ancora?

Nell’attesa dell’installazione del polo di controllo, suggeriamo all’amministrazione e al consiglio comunale, che secondo le dichiarazioni del Tar di Lecce e del Consiglio di Stato: l’affidamento di questo servizio appare illegittimo.

Il Comune di Fasano, quindi, in ogni momento e per una forma di autotutela, può procedere all’annullamento dell’atto di affidamento, che porterebbe così a rendere nulla la convenzione tra il Comune e la TriCom spa.

Si tratta di un provvedimento dovuto, in nome della tutela dei cittadini e della trasparenza amministrativa.

Dubitiamo che verrà mai assunto dall’amministrazione comunale, dato che la TriCom, oltre all’affidamento della riscossione dei tributi, ha visto affidarsi per la relativa assunzione nel proprio organico anche parenti, familiari, amici e amici degli amici di assessori, consiglieri comunali, potenti politici, sia di centrodestra che di centrosinistra.

Documenti utili in allegato:

- Consiglio di Stato: Adunanza plenaria del 3 marzo 2008 n.1
- Sez. III del TAR di Lecce: Sentenza n. 1404 del 19 maggio 2008


30 maggio 2008

Finanziaria 2008: entro il 30 giugno ridurre le comunità montane

Nell’ormai celebre libro “La Casta”, scritto a quattro mani dai giornalisti del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, si mettono a nudo gli sprechi della classe politica italiana, ormai divenuta intoccabile.
Un successo editoriale che ha portato, nel solo 2007, a raggiungere il tetto di 1,2 milioni di copie vendute, dimostrando il grande interesse che i cittadini riservano ai costi della politica.
Tra i tanti argomenti toccati, si arriva a parlare delle comunità montane, tema che interessa da vicino anche la nostra regione.
Per questo, anche in vista degli sviluppi futuri che interesseranno questi enti, risulta utile capire: quante e quali sono le comunità montane presenti in Puglia? Da dove e perché nascono? E, soprattutto, quale sarà il loro destino?
Partiamo il nostro viaggio dal lontano 1971, e più precisamente dalla legge n. 1102 del 3 dicembre, nella quale si stabilisce che “in base a legge regionale”, si costituisce una Comunità Montana tra i comuni che ricadono “in ciascuna zona omogenea”, al fine di favorire la “valorizzazione delle zone montane, la predisposizione e attuazione dei programmi di sviluppo, dei piani territoriali dei rispettivi comprensori montani, ai fini di una politica generale di riequilibrio economico e sociale”.
Dall’entrata in vigore di questa legge, si da vita alle comunità montane su tutto il territorio nazionale, ed oggi, si contano ben 330 realtà che puntano a perseguire le finalità individuate dalla legge del 1971.

continua
24 maggio 2008

La Cittadella del siero

Un esempio importante di come innovazione e ambiente coesistono è lo studio svolto dai proff. Di Luccia e Faccia per la nascita della “cittadella del siero”.
Questo impianto, auto sostenibile e a zero impatto ambientale, punta a valorizzare gli scarti derivanti dalle industrie lattiero-casearie destinate alla produzione di mozzarella.
Il primo modulo dell’impianto prevede il recupero dal siero di alcuni componenti nobili, destinati all’alimentazione umana all’industria farmaceutica.
Lo scarto derivante da questa fase, unito a siero scadente, scotta e latticello, si avvierà al secondo modulo, per la produzione di biogas, che alimenterà l’impianto.
Così, nell’ultima fase, le acque di filatura utilizzate nella lavorazione, ricche di sale, permettono il recupero di calore, l’utilizzo di acqua per la produzione di vapore e il recupero di sale che potrà essere adoperato come antigelo.
Tutto questo, per dimostrare che esistono le idee e i progetti, ma non vi è ancora la possibilità di andare avanti.

Leggi l'articolo sulla scoperta del marcatore molecolare
Leggi l'intervista al prof. Aldo Di Luccia

continua
24 maggio 2008

Puntiamo sulla ricerca per tutelare la qualità

Per scoprire da vicino il progetto di ricerca, abbiamo intervista il prof. Aldo Di Luccia, docente di Industrie Agroalimentari presso la facoltà di Agraria di Bari, che con il prof. Michele Faccia portano avanti questi studi.
Prof. Di Luccia, perchè nasce questo progetto?
La ricerca riprende degli studi che qualche anno fa ho condotto sulla mozzarella di bufala campana in collaborazione con l’istituto Zooprofilattico di Portici (Na) e che con il mio trasferimento nell’università di Bari, ho cercato di mettere le mie conoscenze a disposizione del settore lattiero-caseario pugliese.
Questo studio, d’altronde, nasce da un dato di fatto: molti caseifici pugliesi utilizzano le cagliate provenienti dall’estero come materia prima per la realizzazione di prodotti tipici locali, non garantendo di fatto la qualità e tipicità del prodotto.
Purtroppo, l’industria per molto tempo ha “tiranneggiato” gli allevatori sul prezzo del latte alla stalla e, a fronte di tutto questo, è nata l’esigenza di vedere se fosse possibile distinguere i prodotti derivanti da cagliate prodotte in loco, da quelle “estere”.

Leggi l'articolo sulla scoperta del marcatore molecolare
Leggi l'articolo sulla "Cittadella del siero"

continua
24 maggio 2008

Scoperto un marcatore molecolare che identifica la cagliata estera

“Sono preoccupato per lo stato della ricerca scientifica in Italia. E non tanto per la mancanza di fondi, che tutti conosciamo, quanto per i meccanismi di distribuzione dei finanziamenti”. Le parole del Premio Nobel Mario Capecchi, presente il 18 maggio scorso alla convention promossa dai ricercatori italiani per discutere delle procedure di assegnazione dei finanziamenti, la dice lunga sullo stato in cui versa la ricerca nel nostro paese.
Una situazione, che se portata nel nostro piccolo, fa luce sulla triste realtà in cui versano i tanti ricercatori presenti sul territorio pugliese, troppo spesso costretti ad anni di studi, senza avere la possibilità di portare a termine le loro scoperte.
Un caso che interessa molto da vicino la nostra regione ed, in particolare, il settore lattiero-caseario, è la ricerca portata avanti dai proff. Aldo Di Luccia e Michele Faccia, del Dipartimento di Progettazione e Gestione dei Sistemi Agro-zootecnici e forestali (PROGESA) presso la Facoltà di Agraria di Bari.
I due docenti, guardando con attenzione alla tutela e valorizzazione delle produzioni tipiche locali, hanno individuato un marcatore molecolare in grado di identificare la tipologia della materia prima utilizzata (latte fresco o cagliata estera) per la produzione dei prodotti caseari.

Leggi l'intervista al prof. Aldo Di Luccia
Leggi l'articolo sulla "Cittadella del siero"

continua
29 aprile 2008

Swap: il Comune di Fasano gioca d'azzardo

Per raccontare questa vicenda, a metà strada tra l’assurdo e l’irresponsabile, non si sa davvero da dove cominciare. La cosa migliore è partire dal principio per far comprendere al lettore con maggiore chiarezza la cronologia dei fatti.

Il 14 ottobre 2007 ricomincia un nuovo ciclo di puntate della trasmissione televisiva Report che va in onda su RaiTre, dal titolo “Il Banco vince sempre”, a cura di Stefania Rimini.

Nell’inchiesta giornalistica si racconta come aziende private, conventi di suore, pizzerie e, soprattutto, enti pubblici, abbiamo fatto ricorso ad una tecnica di gestione “attiva del debito”.

Il quadro proposto risulta alquanto sconcertante, perché si racconta di intermediari finanziari che offrono alla clientela strumenti di finanza derivata come gli IRS (Interest Rate Swap, ndr) al fine di far “fruttare” il loro debito, cercando di pagare meno interessi.

Un dubbio, che qualche giorno dopo, in un’intervista al sindaco Lello Di Bari, mi porterà a chiedere se anche il nostro comune si trovi in questa situazione, e la risposta del primo cittadino non si fa attendere, che dichiara testualmente: “Io ho scoperto di questa situazione da un mio collaboratore e mi ha spiegato che il comune possiede un contratto di swap. Ovvero, una sorta di gioco d’azzardo . . . come giocare alla roulette”.

Così comincia la nostra richiesta d’aiuto verso chi potrà fornire maggiori informazioni in merito.

Il primo approccio è stato tentato con Report, che sin da subito ha mostrato piena disponibilità nello smontare i contratti e mettere a nudo la vicenda, in vista di una nuova puntata, andata in onda l’8 aprile dal titolo “Speculando s’impara”.

Dovevamo esserci anche noi, ma purtroppo, la famosa vicenda del russo Sergei Knyazev con tutto il terremoto che ha causato e la conseguente difficoltà nel reperire la documentazione (nonostante fossero atti pubblici, ndr) da un lato, e i tempi ristretti imposti dal programma dall’altro, fanno sfumare questa opportunità.

Così, in un freddo pomeriggio di febbraio, arriva la manna dal cielo.

Ci imbattiamo nel sito web dell’associazione no-profit Abruzzo Sostenibile, che offre a tutti gli enti pubblici della propria regione, la possibilità di analizzare a costo zero i contratti di swap al fine di offrire consulenza gratuita su questi strumenti di finanza derivata.

Capite? Dei giovani professionisti mettono gratuitamente a disposizione della collettività le proprie conoscenze al fine di migliorare il territorio in cui vivono!

Contatto subito il presidente, dott. Attilio Di Mattia, che sì è subito reso  disponibile a smontare i contratti, rendendo così un servizio utile e professionalmente ineccepibile alla nostra città.

Questi i fatti.


continua
27 febbraio 2008

Affissioni abusive: dopo la denuncia comincia a muoversi qualcosa

Strane coincidenze. Nei giorni scorsi avevamo segnalato all’attenzione dei lettori come nella città di Fasano e nelle sue frazioni, vigeva un incontrollato sviluppo di affissioni abusive che interessavano semafori, cancellate pubbliche e private, segnaletica stradale, cabine telefoniche, muri e marciapiedi. Una pratica, quella dell’affissione abusiva, che ormai cominciava a seccare più di qualcuno, oltre ad offrire un immagine indecorosa della nostra città. Tra i soggetti contagiati dall’abusivismo sfrenato, abbiamo i politici locali a causa della scorsa campagna per le amministrative e li troviamo in compagnia di chiromanti e compratori d’oro, dj e sagre varie, fino ad arrivare alle locandine che espongono addirittura il patrocinio di enti pubblici, come regione, provincia e comune. Tutto questo ci sembrava davvero troppo. Così, armati di buona pazienza e teleobiettivo, abbiamo deciso di sgranchirci le gambe e fare una salutare passeggiata per la città, al fine di individuare prendere contezza del problema. Come ricorderete, la ditta che si occupa delle pubbliche affissioni nel comune di Fasano è la Tri.Com spa, alla quale ponemmo idealmente un interrogativo: “La Tri.Com, oltre alla gestione esclusiva di: ICI, TARSU, TOSAP (occupazione di suolo pubblico) e imposta comunale sulla pubblicità, è impegnata anche nel controllare il settore delle pubbliche affissioni.
continua
26 febbraio 2008

Il Punteruolo rosso delle palme minaccia la Puglia

Da tempo la vegetazione urbana delle città italiane sta facendo i conti con un temibile nemico: il Rhynchophorus ferrugineus, meglio noto come punteruolo rosso delle palme.

Fin dalla prima segnalazione dell’indesiderata introduzione in Italia del minaccioso curculionide, avvenuta nel 2004, è stato chiaro agli esperti del settore che questo insetto avrebbe lasciato un segno indelebile sul nostro territorio.

La pianta maggiormente interessata dall’attacco è la Phoenix canariensis o Palma delle Canarie, che da tempo è divenuta un elemento architettonico e paesaggistico nostri centri abitati.

L’adozione di questa tipologia di piante è stata giustificata nel tempo, dalla facilità di rinverdimento di nuovi quartieri, conferendo un aspetto curato e gradevole all’edilizia urbana, incrementando così il valore immobiliare dei centri storici e residenziali delle città.

Negli anni, la messa a dimora di palme di grandi dimensioni è stata considerata una scelta di sicuro successo, ma l’arrivo del punteruolo e la sua pronta acclimatazione, processo che possiamo considerare ormai concluso, rischia oggi di stravolgere il nostro l’ambiente urbano.

Il piccolo insetto, lungo circa due centimetri e mezzo, predilige palme di grandi dimensioni che vengono attaccate per alcuni mesi e sono la sede prediletta per ricavare nutrimento e portare avanti le fasi di riproduzione.

Le migliaia di “vittime” che il rincoforo ha causato in Italia, confermano la forte capacità d’attacco, ottenuta grazie alla spinta specializzazione biologica ed etologia, oltre che all’adattamento sviluppato nel corso di milioni di anni.

Le osservazioni condotte in Puglia, al fine di comprendere la biologia e il comportamento di questa specie, hanno visto l’impegno del Dipartimento di Biologia e Chimica agro-forestale ed ambientale (DiBCA) - sez. Entomologia e Zoologia dell’Università di Bari, in collaborazione con la dott.ssa Erminia Traversa della Ripartizione Edilizia e Lavori Pubblici settore Giardini Pubblici, del dott. Antonio Guario e della dott.ssa Anna Percoco, del Servizio Fitosanitario Regionale.

In ambito nazionale, invece, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha messo su un gruppo di lavoro sugli “Organismi nocivi delle palme”, per individuare le misure e i limiti nel controllo del rincoforo, che risulta quantomai dannoso.

Analizzando le fasi dell’attacco, vediamo che gli adulti, in genere maschi, raggiungono in volo una prima palma, che ha una funzione attrattiva a causa delle ferite derivanti da potature o “sagomature” dello stipite.

Il rincoforo, atterrato così nei pressi della pianta, comincia la sua “scalata” raggiungendo dapprima le superfici dei tagli, ancora umide, e affondando il suo rostro comincia a nutrirsi dei tessuti teneri.

Successivamente, segue la fase di richiamo che viene captata dagli altri individui, adesso femmine, dando vita alle fasi di accoppiamento.

A questa, segue la deposizione delle uova ad una profondità di circa 3-4 millimetri, dalle quali usciranno poi le larve che cominceranno a scavare la pianta, fino ad interessare tutta la regione della corona fogliare. Per dare un’idea di quanto sia numericamente sostanzioso l’attacco messo in campo dal Rhynchophorus ferrugineus, basta pensare che ciascuna femmina può deporne fino a 200 uova.

In poco tempo, le centinaia di larve hanno attaccato tutta la base fogliare della pianta, fanno assumere alla chioma il caratteristico aspetto ad ”ombrello aperto”, a causa delle lesioni provocate alla base dei piccioli fogliari.

Nel frattempo, l’insetto va avanti nello sviluppo e le larve sono pronte a trasformarsi in adulti, che avranno il compito di infestare e distruggere nuove palme.

Allo stato attuale, a causa del suo comportamento, risulta difficile, e per ora impossibile, il controllo del rincoforo.

La maggiore difficoltà degli studiosi, risiede nel praticare una diagnosi precoce al fine di impedire la riproduzione del coleottero; a questo, si somma l’impossibilità d’intercettare i centinaia di individui che, evasi dalla palma ormai morta, si disperdono sul territorio alla ricerca di una nuova vittima.

Molti hanno invocato l’utilizzo delle trappole innescate con feromone o con parti di pianta, ma in questo caso non avrebbero nessun successo, anzi, non farebbero altro che attirare ancor più gli insetti, magari anche verso quelle piante che risultano non recettive.

Allora si potrebbe pensare all’utilizzo di sostanze repellenti, come la naftalina, ma anche qui, oltre ad un’efficacia tutta da provare, va ricordato che questo composto rientra nella classe degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), ben noti per la loro pericolosità sulla salute umana.

Stessa analisi va fatta per l’imponente arsenale di insetticidi chimici di sintesi, che possono essere adoperati sulle piante solo dopo una loro preventiva registrazione, che consenta l’utilizzo in ambiente urbano.

Così, ci restano solo alcune armi, in realtà potenti e, soprattutto, intelligenti.

Un ottimo strumento da mettere in campo per contenere l’azione del rincoforo è il controllo del territorio attraverso il personale dei comuni e delle municipalizzate, che dovrebbero comunicare prontamente la presenza di piante sospette ai tecnici del Servizio Fitosanitario Regionale, al fine di garantire una precoce asportazione.

A tal proposito, vale la pena ricordare che le palme di sesso maschile sono molto più suscettibili di quelle femminili, ed è quindi alle prime che deve essere riservata la maggiore attenzione.

Ma la vera chiave di volta per fermare questo insetto è il pronto abbattimento delle piante infestate, ovvero, prima che gli adulti abbandonino la palma uccisa, ed impedendo così le successiva infestazioni e diffusioni del punteruolo.

Altra pratica utile al fine di contenere l’attacco del Rhynchophorus ferrugineus, è la modifica del calendario per le operazioni colturali.

Ad esempio, se si fa coincidere la potatura delle piante con la stagione invernale, o comunque, si curano i giardini durante la stagione fredda, si può scongiurare l’attacco del rincoforo, perchè manifesta una bassa attività al di sotto dei 20 °C. Inoltre, si potrebbe limitare la potatura alla sola asportazione delle foglie secche, evitando così ferite utili all’attacco e garantendo così una maggiore salvaguardia della pianta.

Per ora, e fino a che non si potranno utilizzare dei prodotti chimici utili a bloccare l’attacco del rincoforo, l’unico modo per contrastarlo è batterlo sul tempo.


26 febbraio 2008

Prezzo del latte alla stalla: parte la mobilitazione

Nella conferenza stampa dell’8 gennaio scorso, il Presidente della Confagricoltura di Taranto, Gerardo Giovinazzi, annuncia la mobilitazione degli allevatori tarantini, che producono più di un mezzo del latte pugliese, contro le aziende di trasformazione. La vertenza, dopo 3 tentativi andati a vuoto, sta generando un conflitto all’interno del settore zootecnico pugliese. La mobilitazione è figlia dell’atteggiamento di chiusura da parte delle rappresentanze dei trasformatori (Confindustria-Confartigianato-CNA) per il rifiuto di ritoccare al rialzo il prezzo del latte da 0,40 a 0,48 cent €/litro. Per questo, ieri si è svolta un’assemblea degli allevatori pugliesi presso l’hotel “Cecere” a Mottola per fare il punto della situazione ed individuare le strategie per il nuovo confronto dell’11 gennaio che si terrrà con le rappresentanze dei trasformatoripresso la sede della Coldiretti di Bari. <<> e lamentando <>. Per Coldiretti, CIA, Confagricoltura e Copagri si tratta dell’ultimo tentativo per evitare che il mondo della trasformazione faccia il gioco degli speculatori e favorisca l’importazione e la vendita di prodotti di bassa qualità a basso prezzo, a danno dell’economia regionale e dei cittadini pugliesi.
continua
26 febbraio 2008

Aumentati i costi di produzione: le aziende zootecniche pugliesi destinate a morte certa?

Nel 2005, la linea politica statunitense si è incentrata sulla produzione di biodiesel allo scopo di ridurre del 20% la dipendenza dal petrolio e l’emissione di gas serra entro il 2017. Uno studio dei ricercatori della Cornell University e dell'Università della California di Berkeley, pubblicato sulla rivista "Natural Resources Research", analizza la trasformazione di piante quali il mais, la soia o il girasole in carburante, evidenziando che <>, prendendo in esame il rapporto fra energia in ingresso e in uscita. Il piano del Presidente Bush prevede la produzione di 35 miliardi di galloni (circa 133 miliardi di litri,ndr) di etanolo all’anno entro il 2017 e le compagnie USA stanno investendo molto tempo nella costruzione di nuove particolari distillerie per etanolo che superano il numero complessivo di raffinerie di petrolio insediate negli Stati Uniti negli ultimi 25 anni, facendo registrare un aumento del 48% nella conversione di aziende agricole in fabbriche di bio-carburanti. Una situazione di questo genere, nel giro di 2-3 anni porterà a raddoppiare la domanda di mais e di altri cereali per produrre etanolo.
continua
21 febbraio 2008

Affissioni abusive: la Tri.Com. deve darsi una mossa

Basta, adesso tutti al muro! Non è la sceneggiatura di un film che parla di torture e sevizie, tantomeno una scena d’azione dell’ispettore Callaghan, ma semplicemente, un film che da troppo tempo vige a Fasano e che comincia ad assumere dimensioni assurde: le affissioni abusive. Con strabiliante tranquillità, chi arriva nella nostra città può notare come semafori, cabine telefoniche, muri, marciapiedi o cancelli siano letteralmente invasi da una marea di manifesti pubblicitari “irregolari” che turbano la quiete visiva dei passanti. Ma non solo, perché la pratica dell’affissione abusiva, oltre a comportare un palese degrado della città, causa un danno nei confronti delle casse comunali, che per legge devono ricevere i tributi derivanti dalle pubbliche affissioni. Poi, per puro hobby, se si osserva la tipologia di pubblicità abusive, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si passa dai provini del grande fratello alla cartomanzia, dalla permuta dell’oro a promozioni per saldi di fine stagione, non disdegnando serate in discoteca con ospiti illustri; non potevano mancare, poi i manifesti elettorali che continuano a capeggiare come residui bellici della scorsa campagna per le amministrative. Vi chiederete: a chi spetta vigilare, rimuovere e sanzionare comportamenti di questo tipo? E’ presto detto.
continua
10 febbraio 2008

Caso Tri.Com spa: risoluzione o revisione del contratto?

Adesso che fare? È sicuramente questa la domanda che molti cittadini si pongono in merito alla questione Tri. Com. Per dare una risposta, partiamo dalla lettera – diffida inviata nel novembre scorso dal Sindaco Di Bari alla Tri.Com e alla S. Giorgio. Nella missiva, si fa riferimento alla richiesta di risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali che chiederà il comune di Fasano alla società affidataria del servizio, oltre a valutare la vicenda sotto il profilo penale, interessando, nel caso in cui si dovessero ravvisare ipotesi di reato in relazione all’art. 646 del Codice penale, la competente autorità giudiziaria. Bene, nel capo II del Codice Penale si parla di “Delitti contro il patrimonio mediante frode” e specificatamente, nell’art. 646 si affronta il tema dell’appropriazione indebita; ovvero, chiunque, per procurare a sè o ad altri un ingiusto profitto, si appropria di denaro a qualsiasi titolo. Per questo, innanzitutto, sarebbe utile capire se il reato è stato riscontrato e da questo partire per intraprendere le azioni future.
continua
9 febbraio 2008

Caso Tri.Com.: cosa prevede il futuro?

E’ proprio vero che a Natale siamo tutti più buoni! Il 19 dicembre scorso, un “raggiante” comunicato stampa del Comune di Fasano informava la città del felice (sic!) epilogo della questione Tri.Com. spa, che vede il ritorno nelle casse comunali le entrate relative ad Ici e Tarsu per un ammontare di 3.549.700,50 euro. L’alone di letizia che ha illuminato improvvisamente il comune di Fasano, però, ci impone un triste quesito: ma in tutta la “questione Tri.Com. spa”, c’è davvero da essere “raggianti”? Per saperlo, dobbiamo analizzare nei fatti l’intera vicenda. Il 23 novembre 2007, prende il via l’entusiasmante avventura del quotidiano “Il Levante”, esordendo nelle edicole con un titolo davvero eclatante: “ I Signori dell’ICI stanno impoverendo la Puglia”. E nella parte dedicata al nostro territorio: “Il Comune di Fasano e la questione Tri.Com. spa”. Per molte settimane, si porta a conoscenza dei lettori l’anomalia dell’esternalizzazione dei tributi in numerosi comuni italiani per mano di altrettanto numerose società miste, che il più delle volte vedono però comparire come socio privato la “S. Giorgio spa”.
continua
20 novembre 2007

Il Comune di Fasano e la questione Tri.Com. spa

Si è parlato spesso di abbattimento dei costi e miglioramento dei servizi, ed in questo, il Comune di Fasano ha fatto del suo meglio. Facciamo un passo indietro. Durante l’Amministrazione del sindaco Ammirabile, terminata la primavera scorsa, ci si era attrezzati sin da subito per provvedere ad un’internalizzazione dei tributi comunali, in quanto, fino ad allora gli stessi erano esternalizzati a favore di una cooperativa che percepiva un compenso lordo sugli accertamenti, ovvero, sull’evasione.
continua
maggio       
in evidenza

29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

I libri per chiarelettere

I nuovi mostri
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

Italiopoli
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

prossimi appuntamenti
Tutti gli appuntamenti
ultimi post
archivio



Blog letto 1 volte
bacheca





 

 
 


 

passaparola
 


 


 


 

Basta! Parlamento pulito

voglio scendere