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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
27 febbraio 2008

Affissioni abusive: dopo la denuncia comincia a muoversi qualcosa

Strane coincidenze. Nei giorni scorsi avevamo segnalato all’attenzione dei lettori come nella città di Fasano e nelle sue frazioni, vigeva un incontrollato sviluppo di affissioni abusive che interessavano semafori, cancellate pubbliche e private, segnaletica stradale, cabine telefoniche, muri e marciapiedi. Una pratica, quella dell’affissione abusiva, che ormai cominciava a seccare più di qualcuno, oltre ad offrire un immagine indecorosa della nostra città. Tra i soggetti contagiati dall’abusivismo sfrenato, abbiamo i politici locali a causa della scorsa campagna per le amministrative e li troviamo in compagnia di chiromanti e compratori d’oro, dj e sagre varie, fino ad arrivare alle locandine che espongono addirittura il patrocinio di enti pubblici, come regione, provincia e comune. Tutto questo ci sembrava davvero troppo. Così, armati di buona pazienza e teleobiettivo, abbiamo deciso di sgranchirci le gambe e fare una salutare passeggiata per la città, al fine di individuare prendere contezza del problema. Come ricorderete, la ditta che si occupa delle pubbliche affissioni nel comune di Fasano è la Tri.Com spa, alla quale ponemmo idealmente un interrogativo: “La Tri.Com, oltre alla gestione esclusiva di: ICI, TARSU, TOSAP (occupazione di suolo pubblico) e imposta comunale sulla pubblicità, è impegnata anche nel controllare il settore delle pubbliche affissioni.
continua
21 febbraio 2008

Affissioni abusive: la Tri.Com. deve darsi una mossa

Basta, adesso tutti al muro! Non è la sceneggiatura di un film che parla di torture e sevizie, tantomeno una scena d’azione dell’ispettore Callaghan, ma semplicemente, un film che da troppo tempo vige a Fasano e che comincia ad assumere dimensioni assurde: le affissioni abusive. Con strabiliante tranquillità, chi arriva nella nostra città può notare come semafori, cabine telefoniche, muri, marciapiedi o cancelli siano letteralmente invasi da una marea di manifesti pubblicitari “irregolari” che turbano la quiete visiva dei passanti. Ma non solo, perché la pratica dell’affissione abusiva, oltre a comportare un palese degrado della città, causa un danno nei confronti delle casse comunali, che per legge devono ricevere i tributi derivanti dalle pubbliche affissioni. Poi, per puro hobby, se si osserva la tipologia di pubblicità abusive, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si passa dai provini del grande fratello alla cartomanzia, dalla permuta dell’oro a promozioni per saldi di fine stagione, non disdegnando serate in discoteca con ospiti illustri; non potevano mancare, poi i manifesti elettorali che continuano a capeggiare come residui bellici della scorsa campagna per le amministrative. Vi chiederete: a chi spetta vigilare, rimuovere e sanzionare comportamenti di questo tipo? E’ presto detto.
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