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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
5 novembre 2008

In Puglia: primo tavolo tecnico sull'Aleurocanthus spiniferus

Il giorno 21 ottobre u.s., presso l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Valenzano (IAM) si è svolto un incontro tecnico per affrontare la problematica relativa all’indesiderata introduzione in Italia di Aleurocanthus Spiniferus, in piccolo insetto dannosissimo per gli agrumi.
Al tavolo tecnico, organizzato dal prof. Francesco Porcelli del DIBCA (sezione di Entomologia e Zoologia) dell’Università di Bari e dalla dott.ssa Anna Maria D’Onghia dello IAMB, si sono confrontati tutti i soggetti coinvolti a livello regionale nel settore della difesa e controllo entomologico.
Tra questi, i dott. Guario e Percoco, rappresentanti del Servizio Fitosanitario Regionale, docenti della Facoltà di Agraria di Bari, Foggia, Padova e Napoli, alcuni rappresentanti di società produttrici di prodotti fitosanitari e rappresentanti dello IAM.
Dopo una breve introduzione dei lavori da parte del prof. Porcelli, i lavori si sono concentrati sulla valutazione del rischio di danno connesso alla presenza della specie in Italia, sulla base di esperienze di controllo condotte all’estero e in Italia nei confronti di questo dannoso insetto.
Successivamente, si è passati alla pianificazione di una sperimentazione di controllo nei confronti dell’Aleurocanthus spiniferus e la costituzione di un gruppo di lavoro nazionale e internazionale che coordini i lavori e prepari, tra le altre cose, una breve nota informativa per illustrare la situazione attuale.
Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di Aleurocanthus spiniferus?
Questo insetto fa registrare la sua prima presenza a livello europeo in alcuni campi del Salento pugliese, al momento circoscritti in piccole aree, attaccando diverse colture coltivate e ornamentali, tra cui gli agrumi e la vite, non disdegnando ornamentali come l’edera.
L’insettov viene già descritto nei primi del ‘900 in Asia Meridionale e ritrovato anche in Giappone, India, Centro America e America Latina, fino a giungere nel 2008 anche nel sud Italia.
L’aleirode, come dicevamo, vive a spese di numerose piante del genere Citrus, provocando danni diretti sulle piante ospiti con sottrazione di linfa e nutrienti, oltre alla produzione di abbondante melata, rendendo i frutti incommerciabili e riducendo la produzione dell’intera pianta per anni.
Per il controllo, si sta cercando di approntare un programma di IPM (Integrated Pest Management) che combini il controllo chimico, biologico ed agronomico al fine di contenere i danni dell’Aleurocanthus al di sotto di una soglia accettabile.
Tra i piani futuri, si sta valutando la possibilità di introdurre alcuni suoi nemici naturali, come predatori, parassito idi e patogeni.
All’incontro ha partecipato anche il dott. Abdul Raheem Hasanein Yousif, che ha portato la sua testimonianza in merito alle infestazioni della “Dubas bug” (Ommatissus lybicus) nei palmeti da dattero dell’Iraq, per fornire un contributo valido che possa portare all’utilizzo, anche qui in Italia, di alcune delle tecniche di lotta illustrate.
I presenti, nel dare ufficialmente il via ad un lavoro comune, si sono dati appuntamento per il prossimo incontro per valutare concretamente i numeri relativi alle zone infestate nel Salento e condurre le prime azioni di lotta mirata contro l’Aleurocanthus Spiniferus.

24 giugno 2008

Dopo il Punteruolo rosso delle palme, nuovo allarme in Puglia

Un nuovo allarme per le produzioni agricole pugliesi. Mentre si discute ancora sulla lotta al Punteruolo rosso delle palme che sta creando non pochi problemi alle regioni del Bacino del Mediterraneo, nuovi segnali giungono dagli organismi internazionali sull’arrivo nella nostra regione di un nuovo e temibile insetto.
L'Aleurocanthus spiniferus, questo il nome scientifico del piccolo ma temutissimo Aleurodide, minaccia seriamente le produzioni agricole pugliesi, ed in primis, la vite.
La Puglia è una delle regioni maggiormente interessata dalla produzione vitivinicola e, l’arrivo involontario di un nuovo insetto che trova vita facile, potrebbe creare una nuova emergenza e mettere in crisi l’intero comparto produttivo.
L’insetto in questione si nutre succhiando la linfa alle piante come agrumi, ornamentali, spontanee e risulta particolarmente dannoso per vite, Pero, melo, kaki e rose.
Questo Aleurodide preferisce le foglie più basse della pianta infestata che sono presto ricoperte da funghi neri che si sviluppano sugli escrementi zuccherini.
La segnalazione giunge dall’ European and Mediterranean Plant Protection Organization (EPPO), organizzazione intergovernativa responsabile della cooperazione per la protezione delle piante in Europa e nella regione mediterranea, nata nel 1951 e con sede a Parigi.
Tra gli obiettivi dell'EPPO ci sono la protezione delle piante, lo sviluppo di strategie internazionali contro l'introduzione e la diffusione di malattie delle piante e la promozione di metodi di controllo sicuri ed efficaci.
Il problema interessa particolarmente da vicino la nostra regione, perché l’insetto è stato trovato per la prima volta in Europa e, precisamente, in alcune zone della Puglia l’attacco risulta particolarmente grave.
Qualche mese fa, infatti, si è riscontrato il primo attacco su alcuni alberi di arancio, un sospetto che ha subito trovato conferma nelle analisi di alcuni laboratori specializzati di Inghilterra e Olanda.
Così, data l’importanza di questo organismo nocivo per agrumeti e vigneti, è stato condotto un sondaggio al fine di ottenere maggiori informazioni sulla portata dell’infestazione.
Dalle analisi e dalla discussione con alcuni produttori agricoli pugliesi, si è scoperto che l’Aleurocanthus spiniferus era già ampiamente diffuso da qualche anno, in particolare nel sud della regione, ma purtroppo è stato identificato erroneamente.
Allo stato attuale, l’origine della contaminazione è ancora sconosciuta e dai documenti dell’EPPO si sostiene che l’insetto è già troppo diffuso per essere debellato.
Un problema, quello inerente all’importazione d’insetti nel nostro paese, che chiede nuovamente grande attenzione per le organizzazioni internazionali, al fine di impedire che questa e altre specie arrivino in Europa e provochino gravi danni.
Un lotta all’Aleurodide, che si somma al lavoro che da tempo gli esperti stanno mettendo in atto contro il Punteruolo rosso delle palme, per cercare di contenere i danni.
La speranza è che questa volta si riesca ad intervenire tempestivamente senza temporeggiare e che sulla scorsa delle esperienze passate si possa finalmente creare un organismo che sia in grado di prevedere questi rischi senza portare allo stato di emergenza, com’è invece avvenuto per il Punteruolo rosso delle palme.

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