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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
20 dicembre 2008

I bisognosi di Ostuni pesano di più?



Sta facendo discutere i diretti interessati e anche qualche addetto ai lavori la recente attribuzione dell'assegno di cura a persone non autosufficienti e ai loro nuclei familiari, dato a 54 famiglie nell'ambito del Piano di Zona per il progetto "Supporto alla domiciliarità".
Il bando, riferito all'anno 2006, è finanziato con apposite risorse provenienti dall'assessorato regionale alla solidarietà per un importo di euro 218.900, e con quelle provenienti dal Piano di Zona per 91.080 euro, per un totale complessivo di 309.980 euro.
La finalità del progetto, che vede insieme, in un unico intervento, i Comuni di Fasano, Ostuni e Cisternino, è quella di "rimuovere ovvero ridurre l'incidenza che i vincoli economici e il disagio derivante da reddito insufficiente possono esercitare sulla scelta e sulla capacità di un nucleo familiare di prendersi carico, per la parte di competenza, del lavoro di cura di una persona in condizione di fragilità derivante da non autosufficienza, favorendo così il ricorso ai servizi domiciliari e comunitari per prolungare la permanenza del soggetto non autosufficiente nel proprio contesto familiare".
Destinatari di questi contributi economici sono le persone con disabilità fisica, psichica o sensoriale in condizioni di non autosufficienza grave, che vivono da soli, e i nuclei familiari in cui vivano da almeno un anno, alla data del 30-10-2006, una o più persone non autosufficienti per le quali sia possibile una adeguata assistenza a domicilio.
Per rientrare nelle condizioni di ammissibilità, è necessario che l'ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) del reddito familiare non sia superiore a 40 mila euro, e che il reddito della persona non autosufficiente nell'anno fiscale 2005 non sia stato superiore ai 25 mila euro.
Ovviamente, la graduatoria viene stilata in base ad alcuni criteri espressamente stabiliti dal bando, che privilegia redditi più bassi.
Sono state dunque presentate ben 1.321 domande di cittadini residenti nei tre Comuni di Fasano, Ostuni e Cisternino.
Il dato che lascia perplessi è che a fronte di 493 domande presentate da fasanesi (pari al 37,32%), 462 presentate invcece da ostunesi (34,98%) e 366 da cistranesi (27,70%), sono stati erogati 54 contributi (con assegni da 6.000 a 5.400 euro annui, fino all'esaurimento dei fondi disponibili) così ripartiti: 39 (pari al 72,22%) a richiedenti di Ostuni, 10 (18,52%) a richiedenti di Cisternino e solo 5 (9,26%) a cittadini di Fasano.
Un caso molto singolare, considerando anche che Ostuni ha 32.514 abitanti, mentre Fasano ne ha ben 38.271 (secondo i dati Istat 2007).
Non potendo assolutamente ipotizzare che siano state fatte manomissioni alle graduatorie, perchè ogni Comune attraverso il proprio ufficio dei servizi sociali esamina le singole pratiche attribuendo loro un punteggio che poi determina la classifica finale, viene il sospetto che siano stati usati parametri di valutazione leggermente differenti e un pò discutibili.
C'è infatti chi sostiene che per stilare la graduatoria siano state prese come oro colato le dichiarazioni degli utenti in base alla documentazione presentata.
E si fanno degli esempi: un cieco ha invalidità e accompagnamento, ma può svolgere alcune funzioni della vita che lo rendono autonomo.
Un soggetto con distrofia muscolare, che sta a letto, va invece accudito per tutte le cose essenziali.
Sono state valutate caso per caso queste situazioni?
La risposta pare sia negativa: la verifica dei singoli soggetti sarebbe stata fatta solo a chi è risultato idoneo, e la valutazione è stata effettuata solo sulla base della documentazione clinica (certificato d'invalidità).
Fra chi ha usufruito del contributo risulterebbero soggetti handicappati che vivono da soli con il proprio unico reddito.
Ma come fa un disabile non autosufficiente a vivere da solo?
E' assai improbabile che un soggetto non autosufficiente possa vivere da solo, salvo i casi un cui ci sia un minimo di autonomia.
E nel bando non è prevista la verifica dell'autonomia, ne è stata chiesta una documentazione specifica e aggiornata.
In più, fra coloro che hanno compilato la graduatoria non è prevista la componente medica, che può valutare lo stato di autonomia del soggetto.
A quanto pare, la graduatoria è stata elaborata attraverso un computer in base a semplici parametri: reddito, certificato di invalidità e accompagnamento.
Non è un pò riduttivo? Perchè non sono state verificate concretamente le diverse situazioni soggettive?
Le verifiche sono stae fatte dall'ufficio ai servizi sociali di appartenenza del richiedente.
E' opinione diffusa, che tale verifica non possa farla solamente l'assistente sociale, perchè non ha le competenze professionali per giudicare l'autonomia clinica.
Nella commissione occorrerebbe anche la presenza di un medico.
Quindi, il tutto si è risolto sulla base di un'autodichiarazione del soggetto, previa verifica solo nel caso in cui lo stesso risultava assegnatario dell'assegno di cura.
Ma, per esempio, si dice che non si sia entrati nel merito della verifica dei certificati ISEE.
In qualche caso, pare che alcuni beneficiari, previa opportuna "suddivisione" del domicilio, abbiano potuto usufrire di un cerficato ISEE dal quale risulta solo il reddito del soggetto invalido.
E nessuno in fase di verifica si sarebbe posta la domanda di come possa un soggetto non autosufficiente avere come unico reddito il suo e vivere da solo.
A riprova di come ci sia qualcosa che non funziona nei criteri adottati per la compilazione della graduatoria, si porta qualche esempio.
Un cieco che vive da solo, con ISEE basso, assistito dai familiari, ma che sullo stato di famiglia risulta unico residente, riceve l'assegno.
Un'anziana donna che vive non marito ottantenne e figlia, con ISEE più alto, affetta da demenza senile, e che abbisogna di assistenza 24 ore su 24, non riceve l'assegno.
E come caso clamoroso di esclusione dalla graduatoria si porta quello di un giovane 35enne  affetto da patologia neurologica degenerativa, che non ha nessuno che lo assista e non ha alcun reddito, ma risulta proprietario di una casa perchè gli è stata intestata da alcuni parenti.
Sono comunque situazioni di grande disagio sociale che meriterebbero maggiori attenzioni.
E qui non si vuole discutere chi merita e chi no, ma il metodo con il quale è stata stilata e il modo in cui sono state fatte le verifiche.
Il dramma è che, su una graduatoria di quasi 1.500 persone del distretto sanitario Cisternino - Fasano - Ostuni che abbisognano di aiuto, solo a 54 è stato riconosciuto l'assegno: che fine fanno le altre persone?
Gli aventi diritto al contributo, che oscilla tra i 450 e i 500 euro mensili, sono stati quantificati in base ai soldi disponibili per l'ambito territoriale.
Come già detto, però, c'è una cosa che salta subito all'occhio: la maggior parte dei beneficiari sono di Ostuni. Perché?
Sorge il sospetto che in questa prevalenza ostunese giochi un ruolo il fatto che il Comune di Fasano, purtroppo, per propria incapacità gestionale, abbia totalmente delegato al Municipio della "Città Bianca" le funzioni di Comune capofila del cosiddetto "Ambito Territoriale Sociale".

16 dicembre 2008

SIC Morelli: Fasano guarda e basta!!!

Il 26 ottobre scorso ha preso forma il nuovo Parco Naturale Regionale “Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo”.

La nuova area naturale è stata istituita con la legge regionale n. 31 del 27/10/2006 e presenta al suo interno una zona SIC (Sito d’Interesse Comunitario) e presenta “un’estensione di 1.070 ettari, di cui circa il 70% ricade nel Comune di Ostuni e il 30% nel Comune di Fasano, interessando una fascia costiera di circa 8 km”.

Obiettivo del nuovo Parco sarà quello di offrire ai tanti turisti e visitatori una serie di itinerari da percorrere in bici o a piedi lungo la costa, passando per la zona umida del Fiume Morelli, le masserie fortificate e gli insediamenti rupestri di cui il nostro territorio è particolarmente ricco.

Tra le tappe principale dei diversi itinerari messi a disposizione dei visitatori, vi è il Dolmen di Montalbano, da tempo abbandonato a se stesso e finalmente messo al centro di una sua adeguata valorizzazione.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla tutela dei numerosi ulivi secolari presenti sul territorio, infatti, le aree tra i comuni di Fasano e Ostuni ospitano in numero e dimensioni, i più importanti esemplari di queste “cattedrali naturali”.

Il punto di accoglienza per tutti i visitatori che vorranno trascorrere qualche ora tra i profumi della macchia mediterranea, i colori della terra rossa di Puglia e il caldo fruscio del mare, sarà la ex stazione ferroviaria di Fontevecchia, che nei mesi scorsi è stata interessata da lavori di ristrutturazione per farle acquisire la nuova veste di “Casa del Parco”.

La struttura, oltre ad ospitare gli uffici amministrativi e un box informazioni del Parco naturale, è sede di un punto vendita di prodotti agro-alimentari dell’area Parco ottenuti da agricoltura biologica, è presente un’aula didattica e un’ampia area attrezzata all’aperto per eventi e incontri destinati alle scuole e gruppi di visitatori.

La “Città Bianca”, infatti, è già all’opera da tempo per l’istituzione di un Centro Visite, dove “convergeranno una serie di iniziative frutto del lungo lavoro di progettazione e programmazione svolto dal Comune di Ostuni connessi con la mobilità lenta dei percorsi cicloturistici, con i marchi di qualità ambientale per le strutture turistiche, con i progetti di conservazione dell'area delle dune costiere”.

Tutte le domeniche, da gennaio a giugno, l’assessorato all’Ecologia del Comune di Ostuni, mette a disposizione delle guide specializzate che accompagneranno gratuitamente piccoli gruppi e famiglie, all’interno dell’area protetta.

“Questa volontà di coinvolgimento della popolazione – dice l’amministrazione comunale – punta a rendere coscienti e responsabili i cittadini ostunesi delle risorse del proprio territorio e della ricchezza della quale sono i principali affidatari”.

Il progetto del Parco Naturale Regionale “Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo” vede coinvolti l’Unione Europea, l’assessorato regionale all’Ecologia, il Comune di Ostuni con l’assessorato all’Ambiente e il Comune di Fasano.

Ora, oltre ad alcune riflessioni dettate dal materiale informativo sul progetto, dove non compare mai il Comune di Fasano come promotore di una qualsivoglia iniziativa, è lecito chiedersi: perché Ostuni sensibilizza i suoi cittadini ed è in prima fila nella tutela e valorizzazione del territorio, dolmen di Montalbano compreso, e Fasano risulta latitante?

Una risposta sul differente modus operandi” dei due assessorati lo si evince dal loro modo di comunicare.

Infatti, mentre l’ass. Moro del Comune di Ostuni informa la sua città sulla conversione della “Stazione di Fontevecchia in centro visite del Parco delle Dune Costiere” e relativa “inaugurazione
dell’ itinerario ciclabile della Via Traiana”, il nostro assessore Pagliara è occupato dal 29 agosto ’08 nel far sapere a tutti che il Comune di Fasano per la prima volta si è prodigato in un “
azione d’innaffiamento di tutta la vegetazione nei due viali centrali della nostra località collinare di villeggiatura e turistica” (la Selva,ndr).

Sarà ancora lì? Al momento, questo non lo sappiamo. L’unica cosa certa è che mentre Ostuni guarda al futuro, Fasano guarda e basta.


13 dicembre 2008

Io sto con Carlo Vulpio

Riporto di seguito un post di Marco Travaglio che riprende la vicenda del giornalista Carlo Vulpio.
Nel confermare la mia stima incondizionata per Carlo Vulpio, Marco Travaglio e quanti oggi portano ancora avanti il mestiere serio del giornalista, dico loro un sentito GRAZIE!!
In questi casi, il silenzio  equivale a voltarsi dall'altra parte, turarsi il naso e chiudere gli occhi facendo finta di non sapere quello che accade.
Un appello: facciamoci sentire!!!!!

L'inviato del Corriere della Sera Carlo Vulpio, che per due anni aveva seguito per il suo giornale le inchieste sul caso De Magistris, è stato sollevato dall'incarico. Lo annuncia lui stesso sul suo sito.

Comunque la si pensi su quello che sta accadendo ed è accaduto a Catanzaro, questa non è una bella notizia. Vulpio è uno dei giornalisti perquisiti e intercettati dalla procura di Matera perché indagati, assieme a un capitano dei carabinieri, per il singolare reato di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa e alla violazione del segreto istruttorio. Un reato inventato (i cronisti sono obbligati a cercare e dire sempre quella che ritengono essere la verità) in un'inchiesta servita ad ottenere il trasferimento dell'ufficiale dell'Arma che cercava di far luce sui comportamenti scorretti di alcuni magistrati del palazzo di giustizia di Potenza. All'epoca il Corriere aveva garantito a Vulpio il pieno appoggio. Oggi no.

Non è un caso. Esiste nel nostro paese un intricato groviglio di rapporti tra parte del mondo della politica, della magistratura, delle istituzioni e dell'imprenditoria, in grado di influenzare le indagini giudiziarie più delicate. Per raccontare l'intreccio, e svolgere così quella funzione di controllo che in democrazia spetta anche alla stampa, è necessario conoscere a fondo le vicende per poter distinguere i fatti dalle voci o dalle suggestioni. Non è un lavoro semplice. Anzi è un'attività faticosa, ricca di errori e povera di soddisfazioni. Ma va fatta. E Vulpio la faceva.

Oggi la scelta - e non solo da parte del Corriere - è invece quella di non provare nemmeno a districarsi in queste storie. Semplicemente non se ne parla. E più che la voglia di censura, vince l'immotivata speranza che la tempesta passi da sola. Un po' come ha fatto il Csm che, al corrente dal 2007 di quanto stava accadendo a Catanzaro, per molti mesi ha evitato di occuparsene. Per arrivare così a queste tragicomiche giornate caratterizzate da schiaffi mollati in faccia a destra e a manca dall'organo di autogoverno della magistratura, come se ciò che avviene tra le toghe campane e quelle calabresi fosse una zuffa tra bambini, sedata da un papà arrivato all'improvviso.

Nascondere lo sporco sotto il tappeto, infatti, non è mai una buona soluzione. Né per se stessi, né per il paese. Perché trasferire tutta l'Italia all'estero è purtroppo impossibile.

Materiali utili:

Via di qui. Cattivi magistrati e cattivi giornalisti di Carlo Vulpio

ADERISCI ALL'INIZIATIVA DI MICROMEGA

Aderisci su Facebook al gruppo "Solidarietà al giornalista Carlo Vulpio"

Firma la petizione Siamo tutti Carlo Vulpio

Ascolta l'intervista a Carlo Vulpio di Radio Radicale

L'invito è quello di NON COMPRARE IL CORSERA FIN QUANDO CARLO VULPIO NON SARA' REINTEGRATO NELLE SUE INCHIESTE!!!


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