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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
25 marzo 2008

Un virgulto di coraggio

Ieri sera, al programma Niente di personale sul La7, condotto da Antonello Piroso, è stata data voce ai tanti familiari delle vittime di Mafia.
I visi, le emozioni, le persone che da sempre sono state relegate al silenzio, per due ore hanno avuto la possibilità di ricordare e raccontare i propri cari che hanno perso la vita per colpa della criminalità organizzata.
Al termine della puntata, un'esortazione di Don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera . . . guardate il video e un sentito grazie a La7 per aver fornito un servizio che spettava alla troppo spesso assente TV di STATO!!!




24 marzo 2008

C'era una volta in Italia . . .

C'era una volta la sana informazione in Italia.
Ora c'è solo show, spettacolo, vendita e mercanteggiare di tristi avvenimenti alla ricerca dello show più redditizio.
C'era una volta in Italia chi faceva il giornalista con un vero e proprio archivio ed era sempre attento a non ledere la dignità delle persone.
C'era una volta in Italia, l'Italia!
Ecco qui Gaber che ci racconta quello che oggi è il mondo dell'informazione . . .



Ci ha lasciato e ci manca davvero tanto . . . Grazie Giorgio!

E poi . . .


c'era una volta in Italia il giornalista di professione . . .
Ma come lui stesso ebbe a dire:

Alla fine il reato
più grave diventa
quello di chi racconta certe cose, anziché
di chi le fa.
La colpa non è dello specchio,
ma di chi ci sta davanti.

Oggi, i maggiori partiti politici nazionali sono sempre più impegnati nel mettere un bavaglio all'informazione.

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21 marzo 2008

Il punteruolo rosso delle palme: la parola dell'esperto

Per avere il quadro completo in merito alla vicenda del Punteruolo rosso delle palme, abbiamo ascoltato il prof. Francesco Porcelli, Professore Associato di Entomologia Generale ed Applicata presso la Facoltà di Agraria di Bari.

Prof. Porcelli, com’è arrivato il temutissimo rincoforo nel nostro territorio?

L’arrivo di questo insetto è imputabile all’incontrollata importazione di palme dall’Egitto. Nel nostro territorio, il rincoforo non aveva nessun nemico naturale, potendo così procedere ad un attacco incontrollato sulla vegetazione.

In merito, vorrei sottolineare che l’importazione del fitofago è avvenuta  in piccole quantità, ma col passare del tempo, anche grazie all’assenza di nemici naturali, ha fatto registrare uno sviluppo incontrastato.

Per questo, una delle soluzioni da tener presente, sarebbe proprio l’introduzione di nemici naturali, provvedendo così ad un controllo biologico del patogeno con risultati duraturi nel tempo.


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20 marzo 2008

Morire di lavoro: un film documento di Daniele Segre


Al cinema “Splendor” di Bari, la componente studentesca UDU in collaborazione con la CGIL Puglia ha organizzato un incontro – dibattito per prendere coscienza del grave problema delle morti sul lavoro.
Durante la serata è stata presentata la prima pugliese del film “Morire di lavoro” del regista alessandrino Daniele Segre.
Un film documentario di 90 minuti per dar voci ai dimenticati, alle mogli, ai figli e agli stessi lavoratori che quotidianamente sono costretti a sopportare orari di lavoro assurdi e condizionamenti inaccettabili.
Un viaggio difficile e doloroso, ma necessario, per testimoniare e stimolare l'attenzione sul mondo del lavoro italiano dove ogni giorno muoiono 4 lavoratori, oltre alle centinaia e migliaia che rimangono lesi da incidenti, per non parlare delle vedove e degli orfani.
Visi, sguardi, lacrime, dolore e annientamento della persona umana passano sullo schermo quasi fosse un festival del disagio umano, dove si raccontano le vicende quotidiane dei lavorati, delle telefonate strazianti per comunicare una tragedia, una morte.
La cosa che più impressiona lo spettatore è la presa di coscienza su ciò che è il lavoro oggi e su quello che non deve mai più essere, raccontato da occhi e parole che ti toccano dentro e ti fanno male.
Dal racconto degli stessi operai, protagonisti del film, non si fa distinzione tra lavoro del nord o del sud, italiano o extracomunitario, uomo o donna, giovane o anziano, perché tutti raccontano la mercificazione della vita umana, il disprezzo per ogni regola elementare di diritti dei lavoratori e la totale mancanza di sicurezza sul posto di lavoro.
“Al mattino lasciamo le nostre case e speriamo di ritornarci”: sembra questo il pensiero dominante nei 90 minuti realizzati da Daniele Segre, dove finalmente si decide di dar voce a chi non ne ha mai avuta.


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14 marzo 2008

Quelli di Via Fani: per non dimenticare!



Gli uomini della scorta
Il 16 marzo 1978 gli uomini della scorta di Moro vengono uccisi da un comando delle Brigate Rosse all’incrocio tra via Fani e via Stresa, a Roma.
Questa è la storia di cinque persone, poliziotti e carabinieri che hanno dato la loro vita per proteggere il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro: eroi del quotidiano, dimenticati troppo in fretta che in questa puntata raccontiamo attraverso i ricordi dei loro familiari.
Erano ragazzi semplici, padri affettuosi, mariti presenti, figli e fratelli adorati. Carabinieri e poliziotti con un forte senso di responsabilità nei confronti del servizio e dello Stato, uccisi mentre compivano il loro dovere.

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10 marzo 2008

Viabilità in tilt: di chi sono le colpe?


Ma esiste un piano del traffico? Sempre più spesso siamo abituati a vivere in un territorio dove ognuno fa quello che vuole e utilizza le regole a proprio uso e consumo.
Da anni, infatti, il territorio circoscrizionale di Montalbano attende l’apertura di nuove strade per migliorare la viabilità, ma nonostante le numerose promesse buttate in piazza dagli amministratori locali, nulla si muove e il tutto peggiora sempre più.
Perché, se da un lato abbiamo la totale assenza (o se c’è non funziona!) di un piano del traffico, dall’altra, fatte le dovute eccezioni, si registra un “lassismo ingiustificato” del corpo di Polizia.
Ad esempio, è ormai una costanza il mancato rispetto del divieto di sosta su via Calatafimi, la principale arteria frazionale, da cui transitano i mezzi pubblici costretti a slalom e strombettii di clacson a causa di parcheggi improvvisati.

Per dimostrare che quanto detto corrisponde a verità, abbiamo realizzato un piccolo “reportage fotografico”, che racconta una mattinata di ordinaria follia nel centro abitato di Montalbano.
Auto in sosta vietata, spesso anche su posti riservati ai disabili o davanti a dei passi carrabili, centro cittadino bloccato e agenti di polizia municipale in altre faccende affaccendati, magari in un tranquillo chiacchiericcio mattutino o in ufficio con aria climatizzata e pc.


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8 marzo 2008

Veltrusconi e tutti i candidati PREMIER cosa rispondono?

Gente disperata disposta a morire bruciata pur di salvare il proprio territorio già abbondantemente martoriato dall'immondizia...
Ora, bruciamo anche le ECOBALLE . . .



no comment . . .

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8 marzo 2008

Acqua pubblica: “E chi se ne frega!”

Nel primo mese di nascita de “Il Levante”, in occasione della manifestazione del 1 dicembre a Roma sulla ripubblicizzazione dell’acqua, intervistammo l’ing. Giovanni Zaffarana, membro del Forum Regionale dei movimenti per l’acqua. Allora come oggi, ritorniamo a ribadire che il tema dell’acqua pubblica non è lontano dal nostro territorio, dalle nostre abitazioni o dal nostro quotidiano, infatti, basta pensare che la Puglia è la regione con le più alte perdite di acqua potabile (46,3%), seguita dalla Sardegna (43,2%) e l’Abruzzo (40,9%), mentre la provincia autonoma di Bolzano è quella più efficiente ( 13,9%). L’attività di questi movimenti si basa su un doppio binario: da una parte, si cerca di curare l'aspetto culturale (iniziative informative, campagne di sensibilizzazione, incontri di formazione) e dall'altra, si pone l’attenzione sull’aspetto politico, come il rapporto con gli enti locali, l'Acquedotto Pugliese e il Governo nazionale.

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8 marzo 2008

Dati sui tumori: “Fasano conferma una situazione abbastanza tranquilla”

Parlando d’inquinamento ambientale del territorio e di tutte le problematiche legate alla salute, non possiamo non affrontare la delicata questione legata ai tumori. Da qualche giorno sono stati resi ufficiali i dati raccolti dal “Registro Tumori Jonico Salentino”, che nasce allo scopo di sopperire alla mancanza di strumenti che fungano da termometro della situazione. Sul territorio nazionale, la presenza dei registri tumori è molto disomogenea, facendo registrare una forte diffuse nel nord Italia ed una loro esigua presenza nelle aree meridionali. La necessità di questo “termometro dei tumori” è dettata anche dalla forte presenza nella nostra regione di aree ad alto rischio ambientale, come i poli industriali di Brindisi e Taranto. Attualmente, la direzione scientifica del RTJS è affidata al prof. Giorgio Assennato, ordinario di Medicina del Lavoro all’Università di Bari e Direttore Generale dell’Arpa Puglia (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, ndr). Le fonti d’informazione per la raccolta dati sono molteplici e tra queste ritroviamo i dati Istat e regionali sulla mortalità e le schede di dimissione ospedaliera (SDO, ndr). Ad oggi, il registro tumori è l’unico strumento in grado di fornire incidenza e numero di nuovi casi neoplastici sul territorio, anche riguardo ai casi non mortali.

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3 marzo 2008

Migliorano di poco i dati disastrosi della raccolta differenziata nel comune di Fasano

Il comune di Fasano, in collaborazione con la ditta che si occupa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel territorio comunale, qualche mese ha dato vita ad una campagna di sensibilizzazione alla raccolta differenziata, con lo slogan “E’ ora di fare la differenza”. Bene, dai primi dati resi noti dalla regione Puglia per l’ATO (Ambito Territoriale Ottimale, ndr) BR 1, nel quale rientra anche il Comune di Fasano, pare ci sia una lieve inversione di tendenza. Siamo ancora molto lontani dal 45% di raccolta differenziata, così come stabilito dal decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, però si registra finalmente l’aumento di qualche punto percentuale che fa ben sperare per il futuro. Per l’anno 2006, il comune di Fasano, a fronte del 45% così come imposto dalla legge, è riuscito a differenziare solo il 5,41% dei suoi rifiuti, praticamente nulla. E anche con piccoli miglioramenti, il nulla continua a persistere, visto che nel 2007 Fasano ha differenziato solo il 5,69%.

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1 marzo 2008

Il cantautore Daniele Di Maglie: tra musica e realtà

Questa è davvero una “Puglia d’Autore”.

La rassegna organizzata al Teatro Abeliano di Bari dall’associazione culturale “Radicanto”, allo scopo di portare a galla la musica d’autore pugliese, riporta alla memoria i tanti locali che hanno fatto la storia e la vita del cantautorato italiano.

Tra i sette appuntamenti in programma, anche l’esibizione del cantautore tarantino di nascita, ma barese d’adozione, Daniele Di Maglie.

Il giovane cantautore, “nato alle pendici dell'Italsider”, mette su uno spettacolo struggente ed emozionante, affrontando temi vicini alle realtà quotidiane, troppo spesso dimenticati o trattati con  superficialità.

“Molta attenzione viene riservata alla vita vissuta, – così come ci racconta lo stesso cantautore a fine concerto – perché le mie canzoni nascono dalla quotidianità. La mia passione per la musica e le parole, mi danno la
possibilità di raccontare le vicende umane che ho conosciuto nella mia vita”.
Di Maglie scrive canzoni dall’età di 16 e sembra rappresentare al meglio il pensiero di Fabrizio De Andrè in Amico fragile, quando dice: “pensavo è bello che dove finiscono le mie dita, debba in qualche modo incominciare una chitarra”.

E’ questo il pensiero che ci circonda ascoltando il giovane Daniele, che scrive e suona la chitarra dall’età di 16 anni.

Nella sua vita, oltre all’esperienza di cantautore, Daniele di Maglie è uno degli educatori presso un centro diurno di accoglienza, a dimostrazione che i suoi scritti nascono dal contatto diretto con la vita vissuta.

All’apertura del sipario, molto simpatica l’idea del voler parafrasare la pubblicità del canone Rai, mettendo al lato del palco, un uomo che ascolta il concerto dal “posto in prima fila” e che talvolta discute con gli stessi musicisti nei momenti di pausa davanti ad un buon bicchiere di rhum.

Nell’esibizione, oltre alla sua chitarra e voce, è stato accompagnato dai musicisti Cristò Chiapperini (piano elettrico e tastiere) e Gianni Gelao (chitarra, mandolino, bouzuky, banjo, flauti, ciaramella) e, chi ha assistito per la prima volta ad un suo concerto, torna a casa con lo stato d’animo di chi, grazie alla musica, ha potuto soffermarsi un attimo a riflettere sui ritmi della vita quotidiana e sulla sua esclusività.

L’accurata scelta delle parole, la veridicità del testo, la bella musica e l’ottima interpretazione dell’artista, regalano allo spettatore un concerto piacevole, inteso e ricco di significato.

Uno dei brani più veri, “Marilena voleva gli allievi”, su una ragazza schizofrenica che racconta di fare colazione con gli allievi e, da qui, si parte per raccontare la sua vita, la solitudine e il suo disagio.

Molto interessante, anche il “Canto del grillo guardiano”, dove l’artista prende in prestito il punto di vista dell’insetto che assiste ad un omicidio e racconta la sua esperienza.

Tra i brani in scaletta, oltre a quelli contenuti nel suo primo album “Non so più che cosa scrivo”, ci sono alcuni del nuovo album, come “Gli Angoli”, dedicata ai punti di vista dai quali si osserva la vita, “Non lavorare stanca”, “Destituzione d’uno spaventapasseri”, “L’uomo assente” e “Un fatto di foga”, che tratta il tema della droga.

Delle vecchie canzoni, oltre a “Non so più che cosa scrivo” che ha dato il titolo al suo primo album, Daniele di Maglie ha interpretato “Mattinale”, “Serale”, “Canzone per l’Inverno”, “La ragazza di Paolo”, “Il pescatore calabro”, “La Ballata del vecchio marinaio”, “Ezechiele” e la bellissima “In mezzo ai soldati”.

Uno spettacolo molto interessante, che dimostra la qualità del giovane cantautore pugliese.



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