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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
27 settembre 2008

SWAP: 150.000 euro persi solo nel 2008

Sperando di fare cosa gradita ai tanti che seguono con attenzione le vicende politiche locali, cerchiamo di riportare nella nostra realtà fasanese le informazioni che giungono dal mondo economico e finanziario europeo.




Articolo già pubblicato sul mensile OSSERVATORIO n.9 - settembre 2008


La decisione della BCE (Banca Centrale Europea, ndr) che nell’immediato non è previsto alcun taglio ai tassi d’interesse fa correre inevitabilmente il pensiero al Comune di Fasano e alla bella storiella che qualche mese fa ha raccontato il nostro giornale (vedi n.4 aprile ’08, ndr) sulla vicenda Swap e derivati finanziari, grazie all’analisi del dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata e strumenti finanziari.
In questo studio sugli swap (che vuol dire letteralmente scambio) si parlava di come vi fosse stato un baratto tra la Banca BNL e il Comune di Fasano, relativo ai tassi d’interesse da pagare su un debito di base che il Comune già aveva.
Lo scambio, come si ricorderà, prevedeva che la Banca sostituisse il Comune nel pagare un tasso fisso d’interesse, mentre, il Comune corrispondeva all’istituto di credito un tasso d’interesse variabile, definito dall’Euribor a 6 mesi (un indice dei mercati finanziari) a cui si sarebbe sommato un margine di guadagno per la banca su ogni operazione: lo spread (vedi tabella).
I forti dubbi legati a questa tipologia di operazioni riguardavano soprattutto la convenienza economica che si nasconde dietro questi strumenti di finanza derivata, perché dai numeri si evinceva che, dopo una serie di ristrutturazioni del contratto iniziale, stipulato nel 2004, si è giunti inevitabilmente ad una serie di eventi oggettivamente sfavorevoli per l’ente comunale, che vedeva giorno dopo giorno assottigliare il suo margine di guadagno e aumentare le sue perdite.
Altre perplessità riguardavano il doppio ruolo della banca come venditore e consulente dell’operazione stessa, la mancanza di strumenti di controllo da parte del comune sulle operazioni consigliate dalla banca e, soprattutto, le scelte future da intraprendere per cercare di trovare una giusta soluzione per tamponare questa ferita che rischia di dissanguare le casse comunali.
Dal nostro canto, come soggetti tenuti a fornire una corretta e trasparente informazione ai cittadini, abbiamo cercato, con tutti i nostri limiti, di ricostruire un quadro completo della situazione, ponendoci delle domande sui fatti concreti e cercando delle possibili soluzioni, per evitare di cadere nel solito “sentito dire” o nella critica qualunquista.
Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che il problema venga affrontato in Consiglio Comunale e, in attesa che ciò avvenga, cerchiamo di capire quanto incida la scelta della BCE sul contratto di swap tra BNL e comune di Fasano.
In primis, va chiarito che, come da contratto, la somma che il comune di Fasano deve corrispondere alla banca, viene calcolata in base all’andamento dell’Euribor nel semestre precedente: dunque, la “bolletta” che Fasano pagherà a dicembre 2008 è stata calcolata sulla curva dell’Euribor da dicembre 2007 a giugno 2008 (vedi grafico).
Una volta analizzato l’andamento di questo “termometro” finanziario, calcolato il guadagno che la banca percepisce per ogni operazione, al comune viene comunicato l’importo da corrispondere.
Così, la BNL il 18 luglio scrive al Comune segnalando cortesemente che “con valuta 31/12/2008 provvederemo ad addebitarvi l’importo di 82.419,44 euro”; a tale somma, va aggiunta la somma pagata a giugno 2008, pari a 67.592,52 euro, per un totale per l’intero 2008 di 150.011,96 euro.
Analizzando il grafico dell’Euribor si nota facilmente che dal dicembre 2007, periodo di riferimento per calcolare il pagamento di giugno 2008 e lo stesso mese, utilizzato per calcolare il pagamento di dicembre 2008, si registra un aumento dell’Euribor a 6 mesi pari all’8,92%.
Tale aumento porta inevitabilmente alla crescita dei flussi di cassa negativi per il Comune di Fasano, così come registrato dalle previsioni, e precisamente pari a 63.427 euro in più dal 2007 al 2008.
Una notizia, questa, che riapre inevitabilmente la discussione sul problema swap, per capire come si sta muovendo la politica fasanese su questo tema e quali saranno le azioni da intraprendere per il futuro.
L’augurio, almeno per questa vicenda, è che i cittadini siano messi a conoscenza del problema e delle scelte future, e che lo scottante tema swap approdi in consiglio comunale.

Articoli correlati:

- Intervista al Sindaco di Fasano dove si parla per la prima volta di swap
- Inchiesta sugli swap e intervista al dott. Attilio Di Mattia, esperto in finanza derivata
- Swap: cambierà qualcosa?
- L'assessore "petroliere" giustifica gli swap

- Leggi il testo integrale della petizione
- Guarda le foto dell'incontro: foto1 - foto2 - foto3 - foto4 - foto5
- Guarda le foto della conferenza stampa: foto1 - foto2 - foto3
- Articoli: Quotidiano di Brindisi e Il Levante su consegna firme


27 settembre 2008

Centrale elettrica a olio di palma: intervista al prof. Achille Remo Renzetti

Articolo già pubblicato sul mensile OSSERVATORIO n.9 - settembre 2008

L'intervista rilasciata nel mese di agosto dal sindaco Lello Di Bari al mensile Osservatorio, dove il primo cittadino manifestava il suo favore verso il progetto della "I.S.O.A. srl" per la realizzazione di una centrale elettrica alimentata a olio di palma negli ex Oleifici Fasanesi, ha scatenato un vero e proprio putiferio.
Oltre ad una petizione popolare avviata dagli abitanti della zona circostante, sono gli operatori turistici locali quelli più impegnati a scongiurare che la centrale si faccia.
C'è la ferma presa di posizione delle "Masserie del Faso", che hanno inviato una lettera aperta al sindaco manifestando le loro rimostranze per una simile iniziativa, che potrebbe arrecare enormi danni all'attività turistico - alberghiera della città.
Ancor più drastica è stata l'azione di Vito Muolo, proprietario di quattro strutture alberghiere, due delle quali, la Masseria Torre Coccaro e la Masseria Maizza, ubicate a poche centinaia di metri dal sito dove la centrale dovrebbe sorgere.
Nei giorni scorsi, Muolo ha inviato a Palazzo di Città una delegazione di suoi dipendenti guidata dal figlio Vittorio, facendo presente al sindaco che una autorizzazione alla costruzione della centrale eletttrica comporterebbe automaticamente la chiusura delle sue strutture alberghiere e il licenziamento di un centinaio di persone.
Pare che Vito Muolo abbia anche fatto recapitare al sindaco una lettera dai toni non proprio idilliaci . . .
Dal canto nostro, per capire bene quale progetto s'intende realizzare a Fasano, ci siamo avvalsi della cortese e preziosa collaborazione del prof. Achille Remo Renzetti, docente di Tecnologie innovative nel settore energetico - ambientale all'Università di Pescara - Chieti, nonchè da quarant'anni ricercatore dell'ENEA Abruzzo e consulente in materia energetica per numerose ammnistrazioni locali.
Tra le sue tante pubblicazioni e interventi in materia di energia e sostenibilità ambientale, spicca la partecipazione del prof. Renzetti come relatore alla Conferenza Internazionale su Ambiente, Energia, Acqua e Sostenibilità, svoltasi l’anno scorso presso la Scuola d’Italia “G. Marconi” di New York.
Dopo un'attenta analisi del progetto che s'intende realizzare a Fasano, il prof. Renzetti ci ha concesso un'intervista.

Professore, le caratteristiche tecniche di quest’impianto quale fabbisogno energetico possono soddisfare?
Per rispondere ad un quesito di questo genere vanno presi in esame 2 aspetti: le caratteristiche tecniche dell’impianto e i consumi medi per ogni famiglia.
Tenendo conto che dai dati progettuali si stima un periodo di lavorazione di circa 8.000 ore/anno, quindi meno di 365 giorni all’anno, l’impianto sarà in grado di produrre 720.000.000 di KWh all’anno, ovvero riuscirà a soddisfare il fabbisogno energetico di circa 240.000 famiglie.
Se consideriamo che in media una famiglia è composta da 3 o 4 persone, l’impianto fasanese sarà sufficiente per coprire le necessità energetiche di 720.000 abitanti. Ovviamente, tali dati hanno un loro valore se parliamo solo di famiglie, ma non dimentichiamo che abbiamo a che fare anche con aziende, attività commerciali o immissione dell’energia direttamente nella rete nazionale.

Si corrono dei rischi nel realizzare un impianto di questo tipo in un territorio a vocazione turistica come il nostro?
In materia di rischi, posso dire che se in fase di realizzazione vengono rispettate tutte le precauzioni e le norme a cui fa riferimento il progetto non vi è nessun rischio.
Del resto, un consiglio che mi sento di dare a tutte le parti in causa per questo progetto, è quello di fare il possibile per individuare un consulente esterno super partes che sia in grado di controllare in modo continuo tutte le tappe della filiera di produzione.

Quali potrebbero essere i vantaggi che trarrebbe la comunità locale?
Il primo pensiero che salta in mente è quello di garantire comunque alla comunità locale un vantaggio. E per far questo, ad esempio, si potrebbe pensare al rifornimento di energia elettrica per tutti gli edifici pubblici: parlo di ospedali, scuole, sedi municipali; oppure, ad una diminuzione del costo dell’energia elettrica per i residente del comune di Fasano, che grazie a tale impianto vedrebbero diminuire il loro approvvigionamento dalla rete tradizionale.
Non solo: si potrebbe pensare a qualcosa di molto più importante, e in particolare mi riferisco al teleriscaldamento. Dico questo, perché analizzando i dati progettuali dell’impianto si evince che la produzione di calore ottenuta viene utilizzata solo in parte per produrre energia elettrica, mentre l’altra parte non si comprende bene che fine faccia. E allora, ecco la mia proposta: tracciare un’area circostante all’impianto, attrezzarla con una rete e fornire tramite questo calore in eccesso il teleriscaldamento gratuito o a basso costo per tutti gli insediamenti adiacenti la struttura. Questa è una delle tante soluzioni possibili.

In merito al traffico di Tir che dovrebbero trasportare la materia prima, lei non crede che si creerebbe un intasamento delle arterie stradali cittadine?
Viste le quantità lavorate quotidianamente, da un breve calcolo possiamo dire che l’impianto necessiterà di circa 18 Tir al giorno per trasportare la materia prima utile a far funzionare a regime tutta al struttura, a meno che non sia prevista la creazione di un oleodotto. Sta di fatto che, studiando attentamente un piano del traffico, e di concerto con le autorità competenti, si può decidere una fascia oraria di minor affluenza per far transitare le autobotti, evitando grossi problemi di viabilità.

Per impianti di questo tipo è necessario un apporto di materia prima prevalentemente dall'estero. Come potrebbe contribuire l'agricoltura locale nella produzione di materia prima?
In linea teorica, ma strettamente legata alla progettualità e realizzazione di una soluzione di questo tipo, si potrebbe risolvere il problema spingendo verso una produzione in loco della materia prima. Per fare questo, basterebbe destinare le aree agricole marginali e non utilizzate del territorio, alla produzione di girasole o colza, da cui si potrebbe ottenere olio utile all’impianto. Ma la cosa più interessante potrebbe rivelarsi la nascita di una cooperativa o di un’attività commerciale privata che si occupi di raccogliere gli scarti di olio fritto derivanti dalla ristorazione o dalle abitazioni private. Questo prodotto, dopo aver subito un pre-trattamento, si potrebbe utilizzare nell’impianto. Per quantificare quest’ultima possibile azione territoriale, basti pensare che, in media, ogni cittadino in un anno utilizza 6-7 litri di olio solo per friggere.

Nei mesi scorsi si è registrata una lamentela da parte di alcuni operatori turistici e residenti della zona in cui dovrebbe sorgere l’impianto. Esiste la possibilità di trovare un punto d'incontro?
Innanzi tutto, in un quadro più generale, occorre che tutti i cittadini comincino a prendere coscienza che occorre intraprendere azioni concrete per diminuire la dipendenza nazionale dalle fonti di energia, siano esse petrolio o gas.
A livello europeo si parla molto dei “tre 20”, ovvero: riduzione del 20% di anidride carbonica, aumento del 20% dell’efficienza energetica e portare al 20% la produzione di energia da fonti rinnovabili.
In questo, la Puglia sta dimostrando una forte vocazione per le fonti di energia rinnovabile, tra cui anche la biomassa.
Per quanto concerne le lamentele relative alla realizzazione dell’impianto, innanzi tutto, andrebbero rispettate al meglio tutte quelle precauzioni che tendono a prevenire disagi come le fonti di rumore, il traffico veicolare, gli odori e quant’altro.
In secondo luogo, occorre “distribuire” ai residenti e alle realtà vicine all’impianto le risorse derivanti dallo stesso, come ad esempio il teleriscaldamento, ed infine, sono convinto che se un impianto così progettato si preoccupa di raggiungere sempre la migliore efficacia ed efficienza, credo non vi sia nessun problema di sorta.

Dunque, le dichiarazioni del prof. Renzetti forniscono un valido ausilio per valutare meglio la possibilità della nascita di questo nuovo impianto.
Scelta, che spetta, sì, alla politica, ma che deve necessariamente coinvolgere tutta la città e tutti gli “attori” interessati al futuro del territorio.
La cosa fondamentale da chiarire è se questo impianto sia compatibile con la vocazione turistica del territorio e se il sito prescelto sia il più idoneo, affinché produzione energetica e turismo possano viaggiare di pari passo.

19 settembre 2008

Energie rinnovabili: discutiamone insieme!



In queste settimane, almeno a livello locale, sta tornando in modo preponderante al centro della discussione politica e non solo, la questione ambientale.
Da molto tempo, infatti, continuavano a circolare voci sullo stato non molto confortante che stavano vivendo le acque di balneazione del nostro territorio, troppo spesso rese una vera e propria spazzatura dall'incuria e sciacallagine di qualche personaggio senza scrupoli e dalla mano troppo leggera delle autorità deputate al controllo.
Altro tema scottante che occupa (o almeno dovrebbe) occupare l'agenda politica delle istituzioni e dei rappresentanti politici locali è inerente alla possibilità che a Fasano nasca, nei pressi della stazione ferroviaria, un impianto a biomasse capace di produrre energia elettrica attraverso l'utilizzo di olio di palma.
Su questo tema vi sono diverse prese di posizione, ma per cercare di entrare nel merito della vicenda e affrontare in concreto su cosa si basa tale progetto e quali sono le prospettive a livello scientifico, ho incontrato il prof. Achille Remo Renzetti, Ricercatore dell'ENEA Abruzzo, uno dei maggiori esperti del settore a livello nazionale.
Il prof. Renzetti, che vedete nel video in alto, meno di un anno fa è stato chiamato dal Consolato Italiano di New York per tenere una conferenza su "Energia, Ambiente e Sostenibilità", presso la prestigiosa scuola italiana G. Marconi con sede negli Stati Uniti.
Così, approfittando della cortese disponibilità del prof. Renzetti e della sua esperienza quarantennale nel settore della ricerca, abbiamo chiesto uno studio del progetto che s'intende realizzare a Fasano e la possibilità di rispondere ad alcuni quesiti.
Per il momento lascio il video, a breve, troverete pubblicata l'intervista sul blog e sul mensile di attualità fasanese, Osservatorio.

Nota:
- Chi è il prof. Achille Remo Renzetti? Ecco il suo CV




6 settembre 2008

Presentato Il Bavaglio

Mercoleedì 3 settembre a Roma è stato presentato il libro Il Bavaglio, con gli interventi di Paolo Flores D'Arcais, gli autori: Marco Travaglio, Peter Gomez e Marco Lillo, oltre alla presenza di Pino Corrias e Sabina Guzzanti.
Ecco il video:



3 settembre 2008

TriCom: contratto illegittimo?

Cominciavamo a pensare che dopo i tanti problemi sorti in questi mesi, non saremmo più stati costretti ad occuparci della vicenda legata alla Tri.Com spa. Ed, invece, dobbiamo ricrederci. Non ci si può distrarre neppure un secondo, che subito arrivano nuove sorprese.

Nelle scorse settimane, infatti, i 20.000 contribuenti fasanesi hanno dovuto fare i conti con il pagamento della TARSU (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), in scadenza il 30 giugno 2008.

Peccato, però, che le comunicazioni per il pagamento della tassa comunale siano state recapitate ai contribuenti nei primi giorni di luglio, cioè dopo la data di scadenza e, quindi, tale ritardo nel pagamento è soggetto ad interessi di mora.

Un inconveniente, hanno spiegato quelli della Tri.Com, legato a ragioni tecniche e a problemi di servizio postale.

Così, per evitare un incasso non dovuto (le penali) e tutelare (sic!) le tasche dei cittadini, la giunta comunale con delibera di Giunta Comunale n. 135 del 17 luglio, ha stabilito che i versamenti avvenuti dal 1 al 31 luglio 2008 non saranno soggetti a sanzioni.

Fin qui, si potrebbe parlare di uno dei tanti disguidi che sta interessando l’esternalizzazione dei tributi comunali. Ma non è tutto, perché resta ancora un piccolo particolare da chiarire, che riguarda i costi che la Tri.Com chiede al cittadino, per avergli ricordato di pagare.

Infatti, in ogni lettera di avviso bonario inviata ai 20.000 contribuenti fasanesi, la Tri.Com ha scaricato sulle tasche del cittadino il costo di 1 euro relativo alle spese postali.

Non si capisce perché sul contribuente debba gravare il costo del francobollo: nelle casse della Tri.Com entrano così parecchie migliaia di euro, che invece dovrebbero essere a carico del gestore.

Un’anomalia che fa comprendere come la cosiddetta società mista Tri.Com. spa, utilizzi due pesi e due misure quando si tratta di soldi, perché da un lato chiede il recupero delle spese postali e diritti di mora non dovuti; dall’altro, invece, decide come e quando riversare le somme nelle casse comunali, così come avvenuto più volte nei mesi scorsi.

Per il momento, i ritardi relativi ai riversamenti dei tributi nelle casse del Comune di Fasano, pare siano stati risolti temporaneamente con l’introduzione di una nuova tipologia di trasferimento fondi, detta Cash Pooling. In cosa consiste?

In sostanza, la San Giorgio spa, socio privato della società mista Tri.Com, incassa sui suoi conti le entrate tributarie relative al Comune di Fasano e, quotidianamente, in modo automatico, le entrate vengono trasferite nelle casse comunali. Spetterà poi al Comune conferire alla Tri.Com gli aggi relativi al servizio offerto. Ciò, al fine di evitare che la San Giorgio si trattenga oltre il dovuto le somme incassate per conto del Comune.

Le inadempienze della Tri.Com sono state molteplici in questi primi due anni di gestione: non ultima, la mancata realizzazione di una banca dati a Palazzo di Città per monitorare i flussi e le attività della società affidataria del servizio.

Il dato più eclatante, però, è che il contratto stipulato dalla TriCom col Comune di Fasano per la gestione per 20 anni del servizio di riscossione dei tributi, sulla scorta di recenti sentenze del Tar, appare completamente illegittimo.

Per la verità, qualcuno potrebbe pensare che questa convenzione sia soggetta alle norme del “decreto Bersani” (D.L. n. 223 del 4-7-2006), dove, all’art. 13 comma 1 si legge che “le società a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche locali … per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza, devono operare esclusivamente con gli enti costituenti o partecipati o affidanti”, se così non fosse, il comma 3 dispone che “tali società cessano entro 30 mesi” (al 30 luglio ’08,ndr).

Questo decreto non interessa il soggetto Tri.Com, perché la società mista fornisce un servizio solo e soltanto agli enti partecipanti alla società, cioè ai comuni di Fasano e Polignano a Mare. Nel caso in cui fornisse il medesimo servizio ad un Comune non facente parte della società, allora solo per quell’ente il servizio si dovrebbe sospendere entro la data indicata.

Quindi, fatto salvo il decreto Bersani, c’è qualcosa che lascia seri dubbi sulla regolarità dell’affidamento del servizio: altra perla del sindaco Vito Ammirabile nel quinquennio della sua gestione amministrativa.

La “magagna” con la quale si è proceduto all’affidamento del servizio a Fasano si svela con la sentenza n. 1404 emessa il 19 maggio 2008 dalla terza sezione del Tar di Lecce, in merito ad una vicenda legata alla gestione di un parcheggio interrato da parte di una società mista.

Leggendo la sentenza, è chiaro come i giudici amministrativi diano una spiegazione su cos’è una società mista, a quali norme deve dar conto e, soprattutto, come si individua il socio privato e come è possibile la relativa concessione del servizio.

Sulla scorta delle indicazioni fornite dalla sentenza del Tar, sorgono numerosi dubbi sulla regolarità dall’affidamento del servizio alla TriCom spa.

Ma partiamo dall’inizio.

La società mista Tri.Com spa è composta al 51% da capitale pubblico (46% Polignano a Mare e 5% Fasano) e al 49% da capitale privato (San Giorgio spa). Tale tipologia di società è definita in house, cioè fatta in casa, come le orecchiette e gli strascinati. E, come le orecchiette, il mastro pastaio ha il diritto/dovere di controllare tutti gli ingredienti in tutte le fasi di lavoro. Cosa che, come vedremo, puntualmente non avviene.

L’ente pubblico, sentenzia il Tar, deve scegliere il socio privato con procedura ad evidenza pubblica: a Fasano, ciò non è avvenuto, perché la TriCom non ha partecipato a nessuna gara d’appalto per aggiudicarsi il servizio fasanese. La gara ad evidenza pubblica si rende necessaria per salvaguardare il principio del libero mercato ed evitare che un privato, di comune accordo con le pubbliche amministrazioni, metta su delle società miste al fine di bypassare la gara ad evidenza pubblica (ma quando mai!, ndr).

La gara di affidamento può essere evitata solo e soltanto se la società è a capitale interamente pubblico.

Non solo: il Tar rimarca che, sempre al fine di salvaguardare concorrenza e libero mercato, l’oggetto sociale non dev’essere generalista e/o eccessivamente ampio, perché “tale strumento può costituire l’artifizio che consente l’affidamento diretto senza passare per le procedure ad evidenza pubblica”.

Il problema s’infittisce quando, oltre alla sentenza del Tar, si comincia a dar retta al documento dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 3 marzo 2008, dove si specifica che “la giurisprudenza comunitaria dichiara illegittimo l’affidamento di servizi a società preesistenti e non appositamente costituite per quella specifica attività, anche se i soci privati siano stati selezionati con gara”.

Questa sì che è una notizia di quelle che dovrebbe far saltare più di qualcuno dalla sua comoda poltrona!

Perché, mentre il Tar ci dice che per il socio privato di una società occorre una gara pubblica (e per la TriCom non è stata fatta), il Consiglio di Stato aggiunge carne sul fuoco, dichiarando che questa benedetta società mista dev’essere costituita ex novo e per un servizio specifico.

La nostra TriCom, invece, si era già costituita tra il comune di Polignano e la San Giorgio spa con atto notarile Rep. N. 107339 n. 20167 del 27 marzo 2006 e solo successivamente, con delibera di consiglio comunale n. 71 del 29 giugno 2006, il Comune di Fasano decide di “aderire in qualità di nuovo socio pubblico” con l’acquisto del 5% di capitale pubblico.

Già questo basterebbe per scatenare una dura e seria riflessione politica sulla vicenda, ma tra le informazioni del Tar e quelle del Consiglio di Stato, non ci facciamo davvero mancare nulla, perché in ultima analisi si evince come l’ente pubblico, per i contratti di affidamento in house, deve avere il controllo totale della società.

Ma questo accade? Certo che no! Il controllo da parte del Comune di Fasano sulla Tri.Com è pressoché inesistente, a partire dal consiglio di amministrazione, composto a maggioranza dal socio privato e non dai due enti pubblici che detengono però la maggioranza del capitale societario.

La TriCom, poi, in più occasioni non ha rispettato gli impegni prescritti nella convenzione.

Infatti, all’art.10 della convenzione tra comune di Fasano e Tri.Com spa, al comma 4 si specifica testualmente che “la società (Tri.Com, ndr) ha l’obbligo di predisporre presso il Servizio Entrate del Comune di Fasano, una postazione distaccata di sola consultazione delle banche dati di tutte le entrate oggetto di affidamento, così da poter consentire al Comune stesso di ottenere notizie ed informazioni in tempo reale”.

Ovviamente, anche questa è una delle tante promesse non mantenute, nonostante il polverone del novembre scorso per i mancati riversamenti dei tributi e la promessa solenne da parte della Tri.Com di installare al più presto una postazione a Palazzo di città per il controllo delle entrate.

Ma il sindaco Di Bari, quando prese posizione e fece balenare l’idea di una possibile risoluzione del contratto, non pose tra le condizioni per sedersi al tavolo delle trattative la creazione di una postazione telematica per il controllo dei flussi all’interno del Comune? A che punto siamo? Quanti anni occorreranno ancora?

Nell’attesa dell’installazione del polo di controllo, suggeriamo all’amministrazione e al consiglio comunale, che secondo le dichiarazioni del Tar di Lecce e del Consiglio di Stato: l’affidamento di questo servizio appare illegittimo.

Il Comune di Fasano, quindi, in ogni momento e per una forma di autotutela, può procedere all’annullamento dell’atto di affidamento, che porterebbe così a rendere nulla la convenzione tra il Comune e la TriCom spa.

Si tratta di un provvedimento dovuto, in nome della tutela dei cittadini e della trasparenza amministrativa.

Dubitiamo che verrà mai assunto dall’amministrazione comunale, dato che la TriCom, oltre all’affidamento della riscossione dei tributi, ha visto affidarsi per la relativa assunzione nel proprio organico anche parenti, familiari, amici e amici degli amici di assessori, consiglieri comunali, potenti politici, sia di centrodestra che di centrosinistra.

Documenti utili in allegato:

- Consiglio di Stato: Adunanza plenaria del 3 marzo 2008 n.1
- Sez. III del TAR di Lecce: Sentenza n. 1404 del 19 maggio 2008


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