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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
31 gennaio 2009

"I bisognosi di Ostuni pesano di più": risponde il dirigente del Comune di Ostuni

In merito al mio articolo "I bisognosi di Ostuni pesano di più", pubblicato sul numero di novembre 2008 del mensile Osservatorio, risponde con una lettera al direttore della testata, il Coordinatore dell'Ufficio di Piano dell'Ambito Territoriale Sociale e dirigente settore servizi sociali del Comune di Ostuni, dott. Antonio Minna.

Ecco il testo della lettera apparsa nel numero di dicembre 2008:

Gentile Direttore,
ho letto con interesse l'articolo I bisognosi di Ostuni pesano di più, a proposito della erogazione dell'assegno di cura alle persone non autosufficienti dell'Ambito Territoriale Sociale.
Lo sottoscrivo in gran parte, condividendo alcune perplessità sollevate e lo "spirito" pungolatore che deve assolutamente appartenere ai giornalisti locali.
Ma alcune precisazioni mi sembrano doverose.

Le risorse per l'assegno di cura, previste dal bando nel 2007 pari a 309.980 euro, come da voi correttamente riferito, sono state incrementate in un primo tempo con un finanziamento supplementare della Regione (110.000 euro), e poi con altre risorse del Piano di Zona, fino a raggiungere la cifra attuale di circa 740.000 euro.
Ad oggi, sono il liquidazione 73 contributi, ai quali se ne aggiungeranno nelle prossime settimane circa altri 60, rispetto ai circa 1.300 richiedenti.
Una goccia nel mare, evidentemente!

Perchè vi siano meno fasanesi in testa alla graduatoria, francamente, non saprei dire: è una cosa che potremmo approfondire, anche se ritengo non sia questo il punto centrale.
Dice bene il giornale affermando che non si possono ipotizzare manomissioni alla graduatoria generale, frutto della pura e meccanica integrazione fra le graduatorie comunali, anche se poi si contraddice ventilando il sospetto che abbia influito negativamente l'asserita capacità gestionale del Comune di Fasano rispetto ad Ostuni.

Tra l'altro la gestione della graduatoria di Ambito è interamente affidata al Comune di Cisternino e non ad Ostuni.

A me pare che le questioni più rilevanti sollevate dall'articolo siano due: pochi beneficiari sui 1.500 richiedenti, che fine fanno le altre persone? Ed ancora: come e da chi è valutata la non autosufficienza?

La prima questione: purtroppo gran parte del peso continua a ricadere sulle famiglie.
Come è noto, il Fondo Nazionale per la non autosufficienza, istituito solo da quest'anno (governo Prodi), comincia già a non avere certezze per il futuro (con la finanziaria di quest'anno).
La Regione Puglia ha approvato recentemente le linee guida per l'intervento specifico e nei prossimi mesi saranno assegnati agli Ambiti i fondi e potranno partire i nuovi bandi.
Di sicuro continuerà ad esserci uno scarto notevole tra richiedenti e beneficiari, perchè le risorse disponibili restano sempre pur poche.
Il Piano di Zona ha previsto anche progetti per disabili gravi ed a giorni partiranno i relativi bandi, con una disponibilità di circa 200 mila euro.

La seconda questione mi sembra ancora più pregnante.
Quella della valutazione socio-sanitaria della non autosufficienza apparve sin da subito come una questione cruciale.
L'Ambito ha impiegato inutilmente parecchi mesi per trovare la collaborazione dei medici di famiglia, nel tentativo di arrivare per ogni singolo caso a una valutazione congiunta con l'Assistente Sociale.
L'incontro convocato insieme al Distretto sanitario con i medici di Fasano, per esempio, il 19 dicembre dell'anno scorso, andò deserto.
Per questio decidemmo di scindere la procedura di valutazione: l'Assistente Sociale comunale ha infatti visitato tutte le famiglie interessate, per verificare e confermare i dati dichiarati nella domanda dalle famiglie.
Al medico di famiglia è stato chiesto di completare una scheda per indicare il grado di non autosufficienza del suo paziente.

Le verifiche, quindi, sono state fatte, anche se, ne siamo consapevoli, qualcosa non ha funzionato.

Di sicuro ne faremo tesoro per il prossimo bando, perchè l'esperienza ci servirà per migliorare il meccanismo.

12 gennaio 2009

Il giornalista Carlo Vulpio presenta a Fasano il suo libro "Roba Nostra"

Versione integrale dell'articolo apparso sul mensile Osservatorio nel numero di Dicembre 2008



“E’ più preoccupante un pizzino di Provenzano o un pizzino di Latorre a Bocchino?”
Comincia con questo dubbio amletico la presentazione del libro “Roba Nostra” del giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio, organizzata dal Circolo della Stampa “Secondo Adamo Nardelli” di Fasano lunedì 24 novembre nella Sala di Rappresentanza a Palazzo di Città.
L’incontro, dal titolo “Il malaffare eletto a sistema”, è stato un momento di riflessione attraverso le pagine del libro di Vulpio, su quell’intreccio politico-affaristico che troppo spesso stringe nella morsa le regioni del centro sud Italia.
La ridente Basilicata, i rifiuti pugliesi, i rigassificatori nella Valle dei Templi in Sicilia, i tanti finanziamenti europei in Calabria, sono solo alcuni degli argomenti trattati in “Roba Nostra”.
Un libro, così come lo descrive il presidente del Circolo della Stampa Franco Lisi, che dimostra come in Italia non ci sia un netta divisione tra controllore e controllato, dove la rete del malaffare s’intreccia con le istituzioni.
In questo libro che appare quasi un romanzo, sottolinea la giornalista Paola Guarini, i fatti sono esposti in modo appassionante ed intrigante, con colpi di scena e momenti di suspense, ma tutti tremendamente veri.
Il saluto della città viene portato dal Sindaco di Fasano, Lello Di Bari, che nel ringraziare l’autore per la sua presenza e testimonianza giornalistica, rimarca il forte bisogno di portare nelle istituzioni un maggiore senso della legalità.
Spetta così all’autore raccontare come nasce “Roba Nostra”, che non stenta a definire una vera e propria assicurazione sulla vita.
La prefazione del libro è affidata a Marco Travaglio, giornalista che collabora con l’Unità, Repubblica, L’Espresso, MicroMega, autore con Pino Corrias e Peter Gomez del blog www.voglioscendere.it ed ospite fisso della trasmissione di Michele Santoro, AnnoZero.
“Nessuno, grazie anche a questo libro, potrà più dire di non aver saputo”, scrive Travaglio nella sua prefazione, infatti, l’autore di “Roba Nostra” entra nella tela politico-istituzionale del malaffare per descrivere con scrupolosi dettagli quelle che sono le strategie per ricevere finanziamenti dall’Unione Europea da milioni di euro che scompaiono nel nulla, le inchieste scottanti del PM Luigi De Magistris e tutta gli sviluppi relativi al suo “allontanamento” dalle inchieste, per arrivare alle intercettazioni telefoniche dei giudici e investigatori che indagano, messi sotto controllo da giudici ed investigatori indagati.
Intercettazioni che non risparmiano neppure i giornalisti, tra cui lo stesso autore del libro, “legalmente” intercettato per conto della Procura di Matera, perché indagato assieme ad altri 4 giornalisti ed un capitano dei carabinieri, per “Associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa, con il concorso morale esterno di uno degli associati” (sembra un’accusa fatta su misura,ndr), questo perché Vulpio e gli altri seguivano con attenzione il caso delle "Toghe lucane" di De Magistris.
“Roba Nostra” parla anche della Puglia, delle inchieste sullo smaltimento dei rifiuti nell’alta Murgia a base di fanghi contenenti alte percentuali di cromo.
Insomma, un libro a 360 gradi, dove l’autore disegna uno ad uno i tratti della magistratura lucana, le inchieste del PM De Magistris, le decisioni politiche nel bloccare questi indagini, i misteri che circondano dopo molti anni le morti di giovani adolescenti, affaristi che s’improvvisano “uffici di collocamento”, politici conniventi troppo spesso protagonisti e non solo spettatori silenziosi.
Ma “Roba Nostra” racconta anche il duro lavoro di persone come Clementina Forleo e Luigi De Magistris (due "figure negative", così come li ha definiti Letizia Vacca, vicepresidente della I Commissione del CSM), costretti a non portare avanti le loro indagini giudiziarie per impedire alla prima di continuare l’inchiesta sulle scalate bancarie per via di una "incompatibilità ambientale" e, al secondo, e le indagini sulla magistratura lucana, tanto da essere trasferito da Catanzaro a Napoli.
Tutto questo è “Roba Nostra”, un libro che racconta tante verità scomode che si cerca in tutti i modi di affondare e nascondere, ma che di tanto in tanto ritornano a galla in modo forte e vigoroso, come in questi giorni, perché sembrerà strano, ma in questo Paese c’è ancora tanta gente che non è disposta a rassegnarsi al silenzio.

9 gennaio 2009

Chi è muto, chi parla, chi straparla!


FASANO: Il quartetto cetra del mutismo in Consiglio Comunale


Versione integrale dell'articolo apparso sul mensile Osservatorio di Dicembre 2008


Come ogni anno, Osservatorio dedica al numero di dicembre una veste particolare per tracciare un bilancio dell’anno appena trascorso.

Così, non volendo tradire le aspettative, tracciamo un utile resoconto numerico del Consiglio Comunale di Fasano, senza soffermarci al solo 2008 ma analizzando i numeri sin dal suo insediamento che risale a circa un anno e mezzo fa.

Sull’onda della lotta ai fannulloni, vediamo qual è il lavoro che in questa consiliatura hanno svolto assessori e consiglieri comunali; unità di misura utilizzata: il numero di interventi fatti in consiglio.

Un modo, questo, per capire quanto i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno partecipato ai lavori e chi sono i consiglieri e assessori più attivi.

Cominciamo col dire che in un anno e mezzo di amministrazione Di Bari si sono tenute 20 sedute di Consiglio Comunale, dalle quali abbiamo escluso la seduta d’insediamento.

Il “censimento” parte così dal consiglio comunale del 19 luglio 2007 e termina con quello del 16 ottobre 2008.

Unica nota da segnalare, riguarda il cambio di ruolo tra Dino Arnese e Giuseppe Contento (UDC) che l’11 febbraio 2008 si scambiano i ruoli, assumendo il primo quello di assessore ai Servizi Sociali e il secondo quello di consigliere comunale.

Partendo da questo primo caso, pare che Dino Arnese una volta diventato assessore abbia perso il dono della parola, perché mentre da consigliere comunale è intervenuto in 5 consigli su 10, da assessore, una sola volta su 10. Eppure di cose da dire ce ne sono tante: la storia infinita del nuovo ospedale, l’Ambito Territoriale Sociale e il ruolo strategico (sic!) del Comune di Fasano, ma si vede che l’assessore aveva poco da proferire.

Nella hit parade della Giunta Comunale, sul primo gradino del podio troviamo l’assessore Zaccaria, che tra swap, Tri.Com e bilancio ha avuto molto da raccontare e speriamo che per il nuovo anno si schiarisca la voce, visto che cose da dire ce ne sono ancora tante.

Al secondo posto, il vice Sindaco Scianaro, facendo registrare quasi un intervento ogni 2 consigli comunali, seguito dall’assessore Pagliara, che ha preso parola nel 35% dei consigli comunali.

Il Quartetto Cetra versione muta della giunta, vede come protagonisti gli assessori: Napoletano, Manfredi Mola e Caroli, che ad eccetto del primo, mai intervenuto in consiglio comunale, vede gli altri tutti a quota 1 intervento su 20. Complimenti e in bocca al lupo per il prossimo Sanremo!

Passando al consiglio comunale, il microfono d’oro per i numerosi interventi viene assegnato all’opposizione, con il 61%, rispetto al misero 39% della maggioranza; in media, ogni consigliere di opposizione è intervenuto in 11 consigli comunali su 20, mentre quelli di maggioranza in 5 su 20.

Per i singoli consiglieri, al primo posto troviamo Fabiano Amati, che ha parlato nel 95% dei consigli comunali, seguito a pari merito da Dino Cofano, Giorgio Cofano e Checchino Laterrenia al 90%. Medaglia di bronzo al capogruppo del PDL Gianleo Moncalvo con l’85%, percentuale record nella coalizione di centrodestra, dato che gli altri risultano pressoché ammutoliti.

Ma i vincitori del gioco del silenzio in consiglio comunale, forse molto bravi già a scuola, con zero interventi e campioni assoluti del premio “I muti per Caso”, sono: Angelini Giacomo, Cofano Marco, Colucci Giuseppe, Fanizza Carmine, Masella Francesco e Quaranta Silvio.

In verità, ci sono alcuni che fatto registrare un brevissimo intervento, come il consigliere Damiano Ferrara intervenuto una sola volta per qualche minuto solo a rimarcare la sua fiducia al sindaco nel consiglio comunale sulla vicenda del russo Sergei o come il consigliere Carmine Fanizza, che il 10 settembre 2007 prende la parola per dieci secondi, solo per esprimere un suo parere sulla lettura di un documento o ancora, come il consigliere Silvio Quaranta che nel consiglio del 26 luglio ’07 dice: “Disponibilità e Concretezza: Quaranta Silvio”.

Giusto per dare un’idea, “I muti per Caso” rappresentano con i loro voti gran parte dei cittadini fasanesi, che grazie alla democrazia rappresentativa (sic!) ora sanno che da un anno e mezzo non hanno mai detto una parola in consiglio comunale.

A proposito, per dovere di cronaca va detto che in questa analisi abbiamo volutamente escluso i sì e no delle dichiarazioni di voto, gli inviti a prendere un caffè a microfono spento, le conversazioni telefoniche e i commenti calcistici, ma visti gli orrendi risultati, la prossima volta valuteremo anche questo.

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