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cdg "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
4 ottobre 2008

A caval VOTATO non si guarda in bocca!

A caval donato non si guarda in bocca: La dentatura del cavallo ha molta importanza nella scelta dell'animale, ma qualora venga regalato dovrebbe essere accettato così come viene offerto. Il proverbio è perciò un rimprovero rivolto a coloro che anziché essere contenti dei doni ricevuti, hanno la brutta abitudine di criticarli.



Durante il Consiglio Comunale del 2 settembre scorso, al punto 5 dell’ordine del giorno si approvava la rendicontazione dell’esercizio finanziario 2007.
Negli interventi che hanno preceduto la votazione, il consigliere comunale Giorgio Cofano cita più volte l’articolo apparso sul mensile Osservatorio e su questo blog, dove si parla della possibile illegittimità legata alla convenzione stipulata dal Comune di Fasano e la società mista Tri.Com. spa per la gestione dei tributi locali, oltre a ricordare a tutti l’annosa questione degli swap e derivati finanziari in cui è incappato l’ente comunale.
Ma andiamo per ordine.
La prima questione messa sul banco degli imputati è la vicenda Tri.Com, a cui risponde il Sindaco Lello Di Bari precisando che “per il discorso Tri.com, a cui lei [il consigliere Cofano,cdr] faceva riferimento, non siamo fermi. Noi abbiamo chiesto, di comune accordo con il Comune di Polignano, una convocazione dell’assemblea straordinaria per le modifiche statutarie, così come era stato richiesto, per aver un maggior controllo della situazione. Se questo non sarà, andremo sicuramente alla revoca dell’affidamento fatto. Non siamo assolutamente fermi. Noi avevamo chiesto, il Comune di Polignano e il Comune di Fasano, che fosse fissata per stamattina [2 settembre ‘08] l’assemblea straordinaria a Polignano. Ieri [1 settembre ‘08]ci è arrivata una comunicazione che non si è ancora riunito il Consiglio di Amministrazione. Che si riunirà in questi giorni, per comunicarci la data in cui dovremo recarci a Polignano”.

Sta di fatto che il Sindaco non risponde alle perplessità sollevate dagli interventi, infatti, non si capisce perché dopo il voto unanime in consiglio comunale per provvedere alla rescissione del contratto, ancora si continua a discutere di revisioni delle convenzione, accordi, tavoli tecnici e quant’altro serva a prendere del tempo per continuare questa collaborazione che da contratto durerà fino al 2026.
A seguire, l’intervento dell’assessore alle Risorse Finanziarie, Giuseppe Zaccaria, che si diletta in un pistolotto d’altri tempi dimostrando nelle opinioni, mai nei fatti, che la vicenda Tri.Com è ampiamente conosciuta e monitorata, perché “non è vero che stiamo trascurando la cosa. Non ci voleva l’articolo del giornale per fare aprire gli occhi di fronte ad un problema che esiste. Il problema Tri.com lo stiamo controllando quotidianamente. Diceva il sindaco che abbiamo sollecitato il consigliere, espresso da questa amministrazione, ad intervenire presso la Tri.com, perché venga promossa l’assemblea, perché dobbiamo cambiare le norme statutarie.
E non perché ce lo dice il giornalista famoso. Perché all’epoca, deve sapere il giornalista famoso, che non era vero che quel provvedimento era illegittimo”.
È bene ricordare allo smemorato assessore che l’articolo cita testualmente che “il servizio di riscossione dei tributi, sulla scorta della sentenze del Tar, appare completamente illegittimo”.
In altre parole, se quello che dice il TAR è vero, attualmente la convenzione non rispetta i criteri che rendono legittimo questo tipo di affidamento e che il tutto va rivisto secondo le nuove disposizioni (sentenza n. 1404 del 19 maggio 2008 del TAR di Lecce e documento dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 3 marzo 2008 in allegato).
L'unica cosa certa è che, ad oggi, l’organizzazione delle società miste deve rispettare delle norme che a Fasano non vengono minimamente prese in considerazione e, come se non bastasse, l’assessore continua a dire che “stiamo chiedendo alla Tri.Com di rivedere, modificare le norme statutarie, così come prevede la Finanziaria del 2008”.
Cosa?
Ma se nove mesi fa, il Sindaco disse che “il 5 dicembre [2007] presso Palazzo di Città del Comune di Polignano a Mare si sono incontrati il Sindaco del Comune di Polignano a Mare (…) il Sindaco del Comune di Fasano (…) e in rappresentanza della Società San Giorgio S.p.A., il dottor Luca Petrucci, anche consigliere di amministrazione della Società TRI.COM S.p.A”, per discutere della “risoluzione delle problematiche afferenti il rapporto tra gli enti locali, la TRI.COM e la Società San Giorgio S.p.A.”.
Tradotto, l’oggetto della riunione era la risoluzione del contratto per una serie di inadempimenti della società.
La decisione fu dettata dal voto unanime del consiglio comunale il 29 novembre ’07 e, infatti, nel la seduta successiva (6 dicembre 2007,ndr), il sindaco comunica ai consiglieri che “l’avvio del procedimento per la rescissione è stato dato”.
Ora, sulla scorta di queste dichiarazioni, sapendo che la Tri.Com ha più volte ritardato i pagamenti, non sta rispettando la convenzione e si è avviata la risoluzione del contratto, come si può ancora parlare di “rivedere, modificare le norme statutarie”?
Poi l’assessore viene a dirci che sta “tutti i giorni con il fiato sul collo del sindaco perché si risolva immediatamente il contratto”. Allora, scusate, ma di cosa stiamo parlando? Volete spiegare ai cittadini se la Tri.Com dovrà andarsene o resterà, provvedendo poi alla revisione dello Statuto?
In questa vicenda, la mancanza di chiarezza la fa da padrona e si continua ad affermare tutto il contrario di tutto.
Purtroppo, però, non è solo sull’affaire Tri.Com che l’amministrazione ha le idee poco chiare, perché restando in ambito finanziario abbiamo anche la vicenda swap e derivati finanziari.
Su questo tema, l’assessore asserisce che “per quanto riguarda lo swap, lo abbiamo anche qua [in consiglio comunale, ndr] sviscerato, non grazie anche a questo fantomatico giornalista, perché altrimenti lo facciamo così famoso che lo portiamo alla televisione”.
Per fornire una quadro quanto più chiaro possibile sulla vicenda, è bene ricordare a tutti che sviscerare significa “esaminare con gran cura e attenzione, studiare a fondo” ; peccato che dalla lettura dei verbali del consiglio comunale non si evinca nulla di tutto questo.
Seguendo gli atti è facile capire come la questione swap approda per la prima volta in consiglio comunale il 29 novembre ’07.
In quella data, il consigliere Dino Musa invita “l’assessore al Bilancio a spiegare al Consiglio Comunale e ai cittadini in che cosa consistono questi swap e perché il Comune di Fasano si ritrova a dover subire le conseguenze negative di questa sorta di lotteria”.
L’assessore risponde: “mi sforzerò di spiegare che cosa significa questa parola mostruosa. Anche se, ne sono convinto, che lei [al consigliere Musa,ndr] l’avrebbe spiegato certamente meglio di me.
Si tratta di finanza derivata … di un contratto sottoscritto negli anni passati, che l’amministrazione passata ha avvallato attraverso una delibera di Giunta ed era sottinteso che l’abbiamo sottoscritta” (sic!), comunque, “era una proposta fatta dal dirigente del Servizio Finanziario il quale propose di utilizzare questo strumento perché riteneva potessero esserci dei vantaggi per l’amministrazione comunale, in termini proprio di maggiori entrate”.
Come da tempo andiamo raccontando, il dirigente ha proposto un affare e la giunta, senza sapere di cosa si stesse parlando, ha sottoscritto tutto, senza coinvolgere il consiglio comunale.
Fin qui è storia nota.
La cosa interessante è che nel continuare il suo intervento, l’assessore mette in campo tutta la sua straordinaria chiaroveggenza e conoscenza dei mercati, dichiarando che “stiamo subendo qualche perdita, abbiamo anche avuto modo di consultarci e di verificare se il fenomeno è sotto controllo o meno e allo stato lo è” ma, udite udite, “c’è una tendenza dei mercati a far scendere l’Euribor”.
Infatti, l’Euribor dal 2007 al 2008 è aumentato dell’8,92% comportando 150 mila euro di perdite per il Comune. Previsione azzeccata e ottima dimostrazione di come la situazione sia perfettamente sotto controllo.

Poi, da “buon padre di famiglia” come si definisce lui stesso, ci viene a dire che “questi tipi di strumenti sono estremamente sensibili e delicati … Tengono conto dell’andamento dei mercati. E siccome stiamo parlando di cosa pubblica, se è vero che abbiamo guadagnato 350.000 euro in questi anni, è anche vero che c’è il rischio che potremmo rimetterceli. Per cui nel momento in cui riterremo che la cosa non sarà più controllabile, immediatamente chiederemo la rescissione del contratto stesso”.
Al dibattito si aggiunge il consigliere Fabiano Amati, chiedendo all’amministrazione se “mantenere in piedi il contratto o se, in alternativa, è più utile fuggire nonostante le penali”.
L’assessore risponde dichiarandosi “preoccupato” e l’unico atto concreto fino ad oggi è la presenza di una voce nel Bilancio 2008 (pari a 100 mila euro, ndr) relativa all’estinzione del contratto di swap.
Molto interessante anche la dichiarazione del consigliere di maggioranza Mimmo Capozzi, che precisa come il contratto di swap non è stato mica sottoscritto “da un gruppetto di politici sprovveduti. In questo tranello, in questa trappola ci son caduti tantissimi comuni e tantissimi comuni anche del centro sinistra”.
Come se il problema fosse il colore politico dell’amministrazione e non il serio rischio per la finanza comunale. E poi, si evince dai fatti che gli amministratori non sono affatto sprovveduti.
Anche il consigliere di maggioranza Gianleo Moncalvo partecipa alla discussione, precisando che l’assessore “valuterà, tenendoci informati, quale sarà poi effettivamente la strada da percorrere: se pagare la penale oppure continuare a rischiare, qualora il rischio sia ragionevole”.
Come: rischio ragionevole?
Un’amministrazione comunale che gioca con i soldi dei cittadini deve continuare a farlo solo se i rischi sono ragionevoli? Ma qual è il concetto di amministrare? Ma, soprattutto, i cittadini sanno che le perdite le pagheranno loro? Perchè questi signori non giocano con i loro soldi?

Per concludere il quadretto swap e dimostrare che l’operazione è davvero sotto controllo, aggiungiamo un pezzo dell’intervista al sindaco Lello Di Bari dell’11 gennaio 2008, dove interrogato sulla vicenda swap, ci dice che “quando ci fu proposta la delibera di giunta per la sottoscrizione dello swap dall'allora detentore della delega al bilancio (l'ex sindaco Vito Ammirabile,ndr) e col parere favorevole del dirigente dell' ufficio finanziario, personalmente, parlare in quel contesto di swap o di swatch era la stessa cosa, perché non conoscevo in cosa consistesse questa rischiosa operazione . Solo nell'estate scorsa, in veste di sindaco, ho dovuto fare i conti con questi strumenti di finanza derivata e ho capito che nel nostro caso ci è stato teso un tranello dalla banca BNL e noi, come tanti altri Comuni, ci siamo cascati”.
In merito alle azioni future, il sindaco si dice “fermamente deciso a riportare a zero questa situazione: dalle informazioni in nostro possesso, abbandonare oggi lo swap ci costerebbe circa 800mila euro”.
Peccato che alla data dell’intervista (19 maggio 2008,ndr), la penale per cancellare il contratto ammontava a 220mila euro e non a 800mila come dichiarato dal sindaco.
Dalla lettura degli atti del consiglio comunale, spiace dirlo all’assessore, ma si evince che il problema swap non è stato assolutamente sviscerato in consiglio comunale, si è parlato solo di cosa sono in generale questi contratti, della loro inadeguatezza per gli enti pubblici (ma loro lo hanno fatto comunque,ndr), dei buoni propositi per il futuro e nient’altro.
Nei fatti, non è ancora giunta una risposta alla petizione portata avanti dal forum Fasancult, dove si chiedeva “al Sindaco di Fasano e all’Assessore alle Politiche Finanziarie, di argomentare la questione [swap, ndr] in consiglio comunale, mettendo in chiaro qual è la situazione attuale, i flussi di cassa registrati dal Comune in questi mesi e le iniziative future che s’intendono prendere in materia”.
La petizione, conclusasi con un incontro pubblico alla presenza di numerosi cittadini e dell’analista finanziario Attilio Di Mattia che ha lui sì sviscerato i contratti del comune di Fasano, ha visto la partecipazione attiva di tanti giovani interessati alla città e al suo futuro.
È stato un momento per chiedere all’amministrazione comunale un esempio di trasparenza e condivisione delle scelte con i cittadini, un po’ come si è tanto sbandierato in occasione del Bilancio Partecipato.
A noi non resta che attendere, dato che l’assessore Zaccaria ha comunicato al consiglio comunale che entro il mese di settembre si terrà un incontro con alcuni analisti finanziari per comprendere bene la situazione.
Speriamo che sia l’occasione buona per un consiglio comunale monotematico nel quale si affronti davvero la vicenda swap.
Magari, ci si aspetta che l’assessore, anziché sentirsi sicuro di sé per aver sviscerato cose inesistenti e garantire che è tutto sotto controllo, quando poi i fatti raccontano altro, si prodighi nel dare spiegazioni ai cittadini, senza preoccuparsi di “fantomatici giornalisti o di future comparse televisive”.
Francamente, in quel suo intervento ci si aspettava un'analisi finanziaria seria e documentata nell' illustrare il problema, e non pistolotti insignificanti che dimostrato la totale improvvisazione che questa classe dirigente ha nell’affrontare temi così importanti.


Documenti utili in allegato:

- Consiglio di Stato: Adunanza plenaria del 3 marzo 2008 n.1
- Sez. III del TAR di Lecce: Sentenza n. 1404 del 19 maggio 2008
- Leggi l'articolo 
Tri.Com: contratto illegittimo


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